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“Don’t worry Vladimir. Siamo una Nazione pacifica e libera”.

Dopo le dichiarazioni di Vladimir Putin, l’ex Presidente della Mongolia Cahiagijn Ėlbėgdorž pungola il Cremlino e rivendica una superiorità storica della Mongolia in un tweet con tanto di mappe storiche dell’Impero mongolo che mostrano come i mongoli dominassero gran parte dell’Asia e dell’Europa, compresa la Russia e la sua capitale Mosca.

La giustificazione storica di Putin per la sua attuale invasione all’Ucraina

Nel corso di una recente intervista televisiva il Presidente russo Vladimir Putin si è dilungato in una dettagliatissima ed eccentrica giustificazione storica per la sua invasione dell’Ucraina. Nella sostanza, questa si ridurrebbe alla convinzione che gli ucraini di fatto siano già dei russi perché la Russia glielo ha chiaramente fatto capire tutte le altre volte che ha invaso e occupato il loro paese in passato.

La prima ‘calata’ della Russia in Ucraina fu storicamente tardiva, compiuta da Caterina la Grande nel 1768. In precedenza, il territorio era stato per secoli un dominio della dinastia lituana/polacca degli Jagelloni—che, tra l’altro, controllarono a lungo anche buona parte della Russia Occidentale, fino quasi alle porte di Mosca.

 

Ad ogni modo, a seguito delle Spartizioni della Polonia (1772–1795), la Russia imperiale e l’Austria asburgica entrarono in controllo dei territori che costituiscono l’odierna Ucraina e li mantennero per oltre un secolo: una disagevole convivenza che terminò, da una parte, come risultato della Rivoluzione russa del 1917 e, dall’altra, per il quasi contemporaneo collasso della monarchia asburgica.  

Seguì la Guerra sovietico-ucraina (1918–1921). Con la vittoria dei Bolscevichi, all’inizio la politica sovietica fu quella di mantenere la lingua e la cultura ucraine come quelle ufficiali per l’amministrazione pubblica e per le scuole. Negli anni Trenta, invece, i russi decisero di imporre la “russificazione forzata” del Paese. L’Ucraina tornò a essere indipendente con la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991.

Dopo le parole di Putin Ėlbėgdorž rivendica la superiorità storica della Mongolia.

Dunque, in pratica la giustificazione di Vladimir Putin per l’attuale invasione dell’Ucraina è che, avendo fatto altre invasioni in passato, la Russia avrebbe in qualche modo acquisito il ‘diritto’ di riprovarci ancora.

È una tesi pericolosa—e forse è la dimostrazione del fatto che Putin sia un russo ‘europeo’ e che non pensi al passato ‘asiatico’ del suo paese, invaso e poi governato dai Mongoli per circa 250 anni, un episodio che i russi moderni non amano ricordare.

Infatti, poco dopo l’intervista di Putin, Cahiagijn Ėlbėgdorž—già Presidente della Mongolia—ha pensato bene di pungolare il leader russo con un ‘Tweet’ delle mappe storiche dell’Impero mongolo, ricordando così che i mongoli occuparono a lungo la Russia e la stessa Mosca, e invitando poi i russi a non preoccuparsene: “Don’t worry, we are a peaceful and free nation”.

Nota diplomatica di James Hansen 

Biografia dell’autore:

James Hansen è un ex diplomatico di carriera e giornalista. In Italia dal 1975, dopo aver svolto vari ruoli nel servizio estero americano, è stato vice-console degli Stati Uniti a Napoli, per poi passare al giornalismo. Corrispondente di diverse testate tra cui l’International Herald Tribune e il Daily Telegraph, è stato portavoce di personaggi come De Benedetti e Silvio e alla guida degli uffici stampa di Olivetti, Fininvest e Telecom Italia.
Dopo essere stato direttore editoriale di EAST, il periodico di politica internazionale ed economica edito da Europeye, oggi Hansen è presidente di una società di consulenza di relazioni internazionali, con sede a Milano, Hansen Worldwide, che consiglia importanti società e istituzioni; e dirige la News smart settimanale Nota Diplomatica, un’iziativa editoriale che conta migliaia di abbonati.

Le rivalse cinesi sarebbero un po’ meno divertenti, ma Xi Jinping non sembra attratto da sogni di gloria ‘imperiale’.

Potenzialmente, un po’ meno divertenti sarebbero le eventuali rivalse da parte della Cina riguardo ai vasti territori cinesi della Siberia orientale occupati militarmente dai russi attorno all’inizio del secolo scorso e mai restituiti…  Il confine tra la Cina e la Russia è lungo più di 4.200 km e, nei fatti, indifendibile. D’altro canto, Xi Jinping, il Presidente della Repubblica Popolare dal 2013, non sembra attratto da luminosi sogni di gloria ‘imperiale’ e la Cina oggi accede liberamente alle risorse siberiane di cui ha bisogno senza doversi dare la pena di amministrare quelle terre desolate.

 

Nota diplomatica di James Hansen 

RotoNotizie | © riproduzione riservata

FOTO: dal profilo di Ėlbėgdorž

Biografia dell’autore:

James Hansen è un ex diplomatico di carriera e giornalista. In Italia dal 1975, dopo aver svolto vari ruoli nel servizio estero americano, è stato vice-console degli Stati Uniti a Napoli, per poi passare al giornalismo. Corrispondente di diverse testate tra cui l’International Herald Tribune e il Daily Telegraph, è stato portavoce di personaggi come De Benedetti e Silvio e alla guida degli uffici stampa di Olivetti, Fininvest e Telecom Italia.
Dopo essere stato direttore editoriale di EAST, il periodico di politica internazionale ed economica edito da Europeye, oggi Hansen è presidente di una società di consulenza di relazioni internazionali, con sede a Milano, Hansen Worldwide, che consiglia importanti società e istituzioni; e dirige la News smart settimanale Nota Diplomatica, un’iziativa editoriale che conta migliaia di abbonati.

Nota diplomatica di James Hansen 

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Biografia dell’autore:

James Hansen è un ex diplomatico di carriera e giornalista. In Italia dal 1975, dopo aver svolto vari ruoli nel servizio estero americano, è stato vice-console degli Stati Uniti a Napoli, per poi passare al giornalismo. Corrispondente di diverse testate tra cui l’International Herald Tribune e il Daily Telegraph, è stato portavoce di personaggi come De Benedetti e Silvio e alla guida degli uffici stampa di Olivetti, Fininvest e Telecom Italia.
Dopo essere stato direttore editoriale di EAST, il periodico di politica internazionale ed economica edito da Europeye, oggi Hansen è presidente di una società di consulenza di relazioni internazionali, con sede a Milano, Hansen Worldwide, che consiglia importanti società e istituzioni; e dirige la News smart settimanale Nota Diplomatica, un’iziativa editoriale che conta migliaia di abbonati.

Nota diplomatica di James Hansen 

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Biografia dell’autore:

James Hansen è un ex diplomatico di carriera e giornalista. In Italia dal 1975, dopo aver svolto vari ruoli nel servizio estero americano, è stato vice-console degli Stati Uniti a Napoli, per poi passare al giornalismo. Corrispondente di diverse testate tra cui l’International Herald Tribune e il Daily Telegraph, è stato portavoce di personaggi come De Benedetti e Silvio e alla guida degli uffici stampa di Olivetti, Fininvest e Telecom Italia.
Dopo essere stato direttore editoriale di EAST, il periodico di politica internazionale ed economica edito da Europeye, oggi Hansen è presidente di una società di consulenza di relazioni internazionali, con sede a Milano, Hansen Worldwide, che consiglia importanti società e istituzioni; e dirige la News smart settimanale Nota Diplomatica, un’iziativa editoriale che conta migliaia di abbonati.

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