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"Non siamo più tanto bravi a fare la propaganda. Quando tutti urlano, c'è solo da urlare più forte. C'è una differenza abissale tra il noto "Keep Calm and Carry On" del Governo inglese che preparava il paese all'inizio della Seconda guerra mondiale e il dinosauro parlante dell'Onu che minaccia la popolazione umana di estinzione se la temperatura del pianeta dovesse continuare a crescere. Problemi reali richiedono una comunicazione reale."...

"Fine in vista"

il costante ricorso all’iperbole fa sì che una parte della popolazione ci creda: qualcuno al punto di agire di conseguenza. Ma quello che si dice si basa sulla realtà o è solo tecnica persuasiva?

Stiamo abusando dell’Apocalisse.

La propaganda preparatoria per la recente conferenza climatica COP26 partiva dall’assunto esplicito della prossima estinzione della razza umana se la temperatura del globo dovesse continuare a salire.

Un simpatico filmato prodotto e distribuito dall’Onu dà perfino il podio nella sala dell’Assemblea Generale a un dinosauro che avverte i popoli della Terra a non scegliere l’estinzione, una “brutta cosa” secondo il rettile parlante.

I tentativi dei governi di “incoraggiare” le popolazioni a presentarsi per le vaccinazioni anti-Covid assumono toni simili, come anche la pubblicistica dei molti movimenti ecologici e pure certi pronunciamenti delle parti politiche che minacciano la fine della democrazia se non vengono votate.

I fenomeni negativi alla base di queste preoccupazioni sono comunque reali. 

Il clima si surriscalda, l’epidemia Covid certamente miete le sue molte vittime, l’utilizzo eccessivo di fertilizzanti e pesticidi
sintetici è senz’altro da scoraggiare. 

Il vizio di ingigantire le cose

Forse è anche vero che i “social” distruggono le menti dei giovani…

Ma dobbiamo sempre tirare in ballo “la fine dei tempi” per discutere di questi problemi?

La difficoltà è che il costante ricorso all’iperbole fa sì che una parte della popolazione ci creda: qualcuno al punto di agire di conseguenza. 

C’è l’interessante caso dello Sri Lanka, che ha recentemente messo al bando i fertilizzanti e pesticidi “non naturali” con il risultato, secondo quanto riferito dal New York Times,  di ridurre di colpo la produzione agricola del paese del 40%, portando la popolazione alla fame.

In passsato il clima è già cambiato radicalmente. Noi però ci siamo ancora

In tutto il mondo i ghiacciai si ritirano a causa del riscaldamento globale. Quasi in tutto il mondo cioè.

Ci sono ghiacciai nordamericani ed europei che insistono comunque a crescere (nello Stato americano di Washington e sulle Alpi Giulie in Italia…), tanto per ricordarci che a volte “globale” non vuol dire necessariamente “universale”. 

Altrove il riscaldamento è sicuramente presente, ma i ghiacciai che si ritirano rivelano regolarmente i resti millenari di altri abitanti umani storici e preistorici. 

Dimostrano in altre parole che il clima è già cambiato radicalmente in passato. Noi però ci siamo ancora…

La Terra si riscalda. Ma come?

La Terra si riscalda dunque, ed è inoltre perfettamente plausibile che c’entri l’attività umana. 

Ci sono però dei dubbi su come. 

È da ricordare che tra il 1940 e i primi anni ’70—un periodo di straordinaria crescita del settore industriale—il pianeta si è invece raffreddato: qualcuno pensa proprio a causa dell’accresciuto inquinamento dell’aria, in particolare per l’utilizzo eccessivo del carbone, i cui fumi rilasciavano particelle di solfato che bloccavano l’arrivo dei raggi solari sulla superficie terrestre.

All'ultimo

Per ironia della sorte, è da quando si è cominciato a ridurre quelle emissioni che la Terra ha iniziato a surriscaldarsi. 

Infatti, alcuni climatologi che hanno visto saltare i propri calcoli relativi alla velocità del peggioramento ipotizzano che la colpa potrebbe essere di Cina e India che, insistendo a usare a oltranza il carbone, avrebbero distorto il fenomeno, ritardando “artificialmente” l’arrivo del riscaldamento previsto. 

Questo dibattito e altri continueranno, ma rischiano di provocare una reazione contrastante.
Viste le molte “fine del Mondo” preannunciate, che senso ha continuare a pagare l’ipoteca quando si potrebbe invece andare a ballare? 

Magari alla musica dell’Orchestra del Titanic, quella che suonava mentre la nave affondava—cioè, in attesa dell’Apocalisse che s’avvicina…

James Hansen © riproduzione riservata

Link:

Per il dinosauro parlante
Per l'atmosfera "troppo pulita" che riscalda la Terra
Per i ghiacciai "anomali"

qui  qui

Per lo Sri Lanka "organico"
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