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“Decreto Bollette”: un sospiro di sollievo per l’edilizia ma… sono necessarie migliorie

(Adnkronos) –
Il Superbonus 110% cambia ancora. Con un giro d’affari di 8 miliardi di euro solo nel primo trimestre 2022, il Governo offre garanzie alle imprese edili, spaventate dalle incognite della vecchia norma. Alberti di Marketing al Millimetro: «Con il nuovo “Decreto Bollette”, si è fatto un passo in avanti ma restano delle criticità»

Roma, 4 maggio 2022 – Nonostante la forte richiesta, nei mesi scorsi si è notato un rallentamento nella corsa ad usufruire dei vantaggi del Superbonus 110% che, solo nel primo trimestre 2022, ha comunque registrato un giro d’affari di 8 miliardi di euro (stima del Centro Studi CNI). Attualmente, sono circa 7,5 milioni i soggetti aderenti all’iniziativa ma l’anno precedente se ne contavano 9,4 milioni. «Nello specifico, ad aver frenato l’entusiasmo – Spiega Guido Alberti, marketer, blogger e fondatore di Marketing al Millimetro, agenzia di consulenza strategica per il settore edilizio – il fatto che i più grandi gruppi bancari abbiano detto basta all’acquisto di crediti. Il governo, infatti, era intervenuto sulla possibilità di fare cessioni multiple. Ora però, fortunatamente, con il “Decreto Bollette”, si è fatto un passo in avanti. Restano comunque delle criticità».

Il 21 aprile 2022, Il decreto-legge n. 17/2022 (cd. “Bollette”) è stato convertito in legge dal Senato. Un “pacchetto” studiato per aiutare famiglie e imprese in un periodo di incertezze dovute ai forti rincari registrati negli ultimi periodi, frutto di una crisi che si è aggravata sempre di più, complici la crisi pandemica e la guerra in atto alle porte dell’Europa. Un aiuto che si concretizza anche per quanto riguarda la questione delle cessioni dei bonus edilizi.

Le banche avevano smesso di acquistare crediti per via dell’impossibilità di continuare a fare cessioni multiple. Gli istituti che monetizzavano il credito dovevano portarlo in detrazione diretta ma si era raggiunto il plafond. Una decisione presa in corso d’opera, quando le aziende stavano portando avanti i lavori o, addirittura, li avevano appena ultimati. Le società si ritrovavano quindi sul proprio cassetto fiscale dei crediti che non sarebbero riusciti a monetizzare perché, di fatto, nessuno li avrebbe voluti comprare. Il nuovo art. 29-bis in tema di cessioni dei bonus edilizi, però, ora, legittima la cessione fino a quattro passaggi.

«Le banche, con la pubblicazione in gazzetta ufficiale del “Decreto Bollette”, hanno la possibilità di fare la quarta cessione verso i propri correntisti. Ora è allo studio un’ulteriore modifica: la possibilità di fare la quarta cessione sin da subito e non solo dopo aver esaurito le precedenti e la possibilità di frazionare i crediti», precisa Guido Alberti.

Il fondatore di Marketing al Millimetro, evidenzia dunque le due attuali importanti criticità del decreto. La prima è che la quarta cessione, a oggi, avviene solo in ultima battuta. «Dovrebbe essere possibile, invece, farla subito, sin dal primo passaggio», precisa Alberti. La seconda è che i crediti non possono più essere trasferiti parzialmente ma solo completamente. Sarebbe dunque necessario prevedere l’opzione di una cessione con possibilità di frazionamento.

Le imprese edili, aderendo ai vari Superbonus 110%, Ecobonus, Sismabonus, Bonus Facciate, Bonus Casa e, Bonus Energia… sperano di essere finalmente scosse da nuova linfa e vorrebbero cavalcare un’onda che potrebbe essere importante per l’economia tutta. In effetti, per la prima volta, dopo anni di bassa crescita e la crisi generata dalla pandemia, l’Italia si sta timidamente rialzando in termini di sviluppo.

A contribuire maggiormente, come affermano anche i dati Ance, proprio il settore delle costruzioni che è arrivato a rappresentare il 22% del Pil, trainando tutti gli altri comparti industriali. «Proprio in virtù dei grandi risultati certificati, è ora necessario che le aziende edili, a maggior ragione quelle che si sono già impegnate a iniziare i lavori, non vivano con l’incubo di non sapere se vedranno mai i soldi investiti. Servono garanzie affinché i cantieri non vengano fermati dalla paura di guardare al futuro», conclude Guido Alberti.

Per informazioni: https://marketingalmillimetro.it/

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