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Energia, Torri (Accenture): “Transizione impone approccio olistico”

Il punto in occasione della Omc Med Energy Conference di Ravenna

 

Nel complesso cammino verso la transizione energetica, la digitalizzazione gioca un ruolo essenziale, prioritario, così come vogliono le linee-guida dell’Industrial Plan del Green Deal europeo e l’Agenda 2030, ma per un reale cambio di passo occorre anche altro: in primis, il fattore umano, sia in fase strategica che nella declinazione dei progetti. Accenture, tra i maggiori player di riferimento nell’affiancamento delle imprese nel percorso di trasformazione digitale e transizione energetica, traccia all’interno di questo scenario una direzione chiara, rimarcando la necessità di considerare una grande quantità di altri dati e fattori, come sottolineato da Fausto Torri, Responsabile dell’area Energy, Utility, Chimica e Risorse Naturali di Accenture Italia, nel corso della OMC Med Energy Conference di Ravenna – di cui Accenture è partner – che ha radunato operatori del settore energetico, stakeholders e rappresentanti delle istituzioni per confrontarsi su transizione, sicurezza energetica e strategie di decarbonizzazione. 

 

“La transizione energetica impone un approccio olistico e trasversale, che deve saper tenere conto delle diverse culture e peculiarità sociali, facilitando il più possibile le nuove generazioni, piene di talento, certo, ma che si trovano ad affrontare le sfide del nostro tempo, con cambiamenti a una velocità che non c’è mai stata prima”, ha spiegato Torri, aggiungendo che “in tema di transizione energetica è fondamentale che l’innovazione tecnologica sia coniugata al fattore umano, inteso anche come entità sociale e politica: la nostra esperienza di grande azienda che opera in diversi Paesi ha via via rivelato, ad esempio, il peso del posizionamento geografico nella partita per la transizione, una sfida che deve sapere andare al di là delle limitazioni regionali e provinciali”. 

 

Realtà come Accenture, con la capacità di facilitare accordi strategici e progetti industriali conservando un occhio pragmatico verso il mercato, svolgono quindi un ruolo importantissimo in questo momento caratterizzato da incertezze geopolitiche significative. “L’Italia – continua Torri – si trova in una posizione strategica nel Mar Mediterraneo ed è un territorio di transito per le fonti energetiche che provengono da Asia e Africa, può ritagliarsi un ruolo importante, diventando un punto di scambio fra dove si produce e dove si consuma. Se ben gestita, questa fase di incertezza può diventare un’opportunità per tutta la nostra filiera”.

E in questa partita, precisa, l’Italia può contare anche sul suo patrimonio infrastrutturale: “Pensiamo ad esempio ai 30.000 km di rete con cui oggi trasportiamo il gas e che in futuro potrà servirci anche per l’idrogeno, oppure ad altre forme di energia come il gas naturale liquefatto, o ancora le rinnovabili come il sole e il vento, nelle quali il nostro paese è leader in Europa”. 

 

Nel recente studio ‘The Reinvention Reset: From Bold Plans to Pragmatic Actions’, Accenture rileva che solo l’11% delle aziende intervistate sta perseguendo oggi una “reinvenzione radicale” rispetto ad appena un anno fa (21%), termine con cui la società indica la riorganizzazione dei business model, necessaria per affrontare la sfida della transizione energetica.

 

Molte, in compenso, le aziende che si stanno ora orientando su cambiamenti “significativi” (38% delle aziende nel 2022 contro il 25% nel 2021), mentre il 90% di esse sta ora pianificando forme di reinvenzione, adottando un approccio in grado di bilanciare sicurezza energetica e sostenibilità. “La nostra ‘reinvention’ si fonda sul digital core — spiega Torri — ovvero un nucleo centrale fatto di tecnologia digitale per consentire la collaborazione, la trasparenza dei dati, la sicurezza informatica e, in ultima analisi, la versatilità a livello aziendale: così aiutiamo i nostri clienti, a reinventare i processi di lavoro partendo dalla diade tecnologia/fattore umano.

Qualche anno fa un nostro studio ha misurato la performance di aziende che uniscono la transizione energetica alla trasformazione digitale con il risultato che queste aziende sono 2,5 volte più performanti rispetto alle altre”. “Prendere seriamente e con impegno queste nuove tecnologie, come il quantum computing o l’intelligenza artificiale, sarà un fattore determinante per il successo delle singole aziende e per il futuro del mercato”, conclude Torri.  

 

Del resto, lo sostiene anche l’International Energy Agency, organizzazione internazionale che coordina le politiche energetiche dei 31 paesi membri per assicurare la stabilità degli approvvigionamenti energetici: “le tecnologie digitali e i dati hanno un enorme potenziale per accelerare la transizione verso l’energia pulita”. Nel contesto di OMC, Accenture è partner anche del progetto Innovation Room, un’area dedicata all’interno della manifestazione dove studenti delle scuole superiori, Università, centri di ricerca e start-up possono confrontarsi tra loro e insieme alle aziende sviluppare idee e soluzioni per le sfide energetiche del futuro. 

Fonte: Adnkronos | riproduzione riservata 

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