Roma, Piazza Venezia - Fino al 9 Giugno nella Basilica San Marco Evangelista  Mostra d'Arte "La parvenza delle certezze" di Flaminia Bonfiglio, a cura dello storico e critico dell'arte Prof. Carmine Benincasa. 

"La parvenza delle certezze"

digital painting

di M. Cristina Franconi

Se l’autenticità  e il valore artistico delle opere del passato non provoca più polemiche, al punto che l’espressione “capolavoro del passato” è ormai un pleonasmo, si può constatare di contro che raramente viene raggiunta l’unanimità per le opere contemporanee. 

Tuttavia la personale di Flaminia Bonfiglio, un’installazione artistica allestita nei nobili spazi della Basilica San Marco Evangelista al Campidoglio, proprio di fianco a Palazzo Venezia, è una collezione di “capolavori ” che spezza senza sforzo la resistenza di professionisti e profani.

La mostra è difatti curata dallo storico e  critico d’arte Prof. Carmine Benincasa, e sfoggia una selezione di opere  recenti di grande raffinatezza, realizzate  dall’artista romana con l’impiego di una sofisticata tecnica digitale .

L’esposizione a ingresso libero,  resterà aperta al pubblico fino al  9 Giugno con orario delle chiese: 10/13 e 16/19. Fatta eccezione il giorno dell’inaugurazione che invece resterà aperta fino alle 21:00. Per poi nel mese di luglio, con la collaborazione del Dott. Mariano Pastore, proseguire con una installazione presso Sanatrix. Nel centro Elaion, a Eboli, Salerno.

Professor Carmine Benincasa nel suo studio
Prof. Carmine Benincasa

Un percorso sensoriale pieno di suggestioni

Il particolare percorso espositivo che sarà inaugurato Sabato 11 maggio, è un’esperienza immersiva di grande suggestione sensoriale. La mostra presenta, tutto d’un fiato,  un ambiente spaziale coinvolgente disseminato da una serie di  immagini di notevole godimento estetico, che accendono di stupore lo sguardo di chi osserva.   

Un viaggio immateriale raccontato anche in  volume

La pubblicazione di “LaRoccaeditore”,  è introdotta dal testo critico di Carmine Benincasa  e raccoglie  le contaminazioni espositive classiche viste nella mostra e relativi riferimenti. 

Guidata dallo stimolo dell’esplorazione, continua  ed evolve dunque, oltre qualunque categoria formale, la sperimentazione artistica  di Flaminia Bonfiglio.

Una ricerca  dai confini fluidi, padroneggiata  con grande abilità e talento dall’autrice nella combinazione di diversi elementi,  che graffia.  Senza  però portare scompiglio. Mentre traccia il ritratto all’immaterialità della new media art, di cui  ne anticipa,  l’immanenza.

M.C.F © riproduzione riservata

opere
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