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Meloni blinda la Manovra: “Percorso deciso insieme, stop alle polemiche”

Il vertice a Palazzo Chigi, un’ora per trovare la quadra: a rumoreggiare stavolta è Forza Italia

 

Una ‘due giorni’ a Bruxelles vissuta con gli occhi su Roma, il pallino della manovra 2024 in testa. E un lancio di agenzia dopo l’altro che restituivano la fotografia di una maggioranza divisa, impantanata, distante anni luce dall’obiettivo di arrivare a un testo ‘blindato’ e senza emendamenti. Il vertice voluto dalla premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi – inizialmente fissato per fare il punto sul premierato atteso venerdì in Cdm- si concentra per un’ora buona sulla manovra, cercando di sciogliere i nodi rimasti sul tavolo. 

 

A rumoreggiare, stavolta, più che la Lega è Forza Italia, che arriva al summit chiedendo un passo indietro sulla cedolare secca sugli affitti, che la manovra porta da 21 a 26% a partire dalla seconda casa in locazione. Ma non è l’unica norma insidiosa per gli azzurri: dà da pensare anche il taglio del canone Rai da 90 a 70 euro in bolletta, su cui la Lega ha messo il cappello, nonché il ritorno a quota 103, ‘altra ‘bandierina’ piantata dal Carroccio e che si accompagna tuttavia a una serie di aggiustamenti con conseguenze per i dipendenti pubblici che fanno storcere il naso in casa Fi. Eppure i margini per trattare sono strettissimi, e dando il via al vertice Meloni lo mette subito in chiaro. Quando si decide di fare un percorso insieme, non capisco le polemiche esterne…, avrebbe detto la premier senza giri di parole, stanca del fuoco amico dei giorni scorsi. Raccomandando ai presenti di mantenere una linea comune, senza prestare il fianco a divisioni, riferiscono fonti parlamentari di centrodestra all’Adnkronos.  

 

Parole a metà strada tra un monito e uno sfogo, in vista del percorso parlamentare che attende la legge di bilancio, con le opposizioni già sul piede di guerra. Queste sono le risorse, abbiamo fatto il possibile, avrebbe inoltre fatto notare la presidente del Consiglio ai suoi.

Del resto, rimarca il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ai leader presenti, la manovra messa in piedi tiene conto dei mercati e delle richieste dell’Unione europea, oltre ad essere compatibile con le risorse a disposizione.

Questo è, tanto che la legge di bilancio viene confermata quasi nella sua interezza. Così come viene avvalorata la volontà di tenerla ‘blindata’, anche se l’esecutivo “terrà conto con grande attenzione – ci tiene a puntualizzare Palazzo Chigi – del dibattito parlamentare e delle considerazioni delle forze di maggioranza ed opposizione”. Nel caso delle prime, eventuali modifiche verranno apportate con emendamenti di governo: della serie, si marcia uniti, stop bandierine. La legge di bilancio, come da programma, in serata arriverà in Parlamento. 

 

Terminato il vertice, Antonio Tajani si dice soddisfatto: “Siamo uno dei pochi governi che presenta la manovra in tempi brevissimi. Mi pare un buon risultato: meno tasse per gli italiani con grande coesione e grande soddisfazione della maggioranza”, dice. A stretto giro, una nota di Forza Italia rivendica “l’accoglimento” delle sue “istanze”.  

Tuttavia sulla cedolare secca, al netto delle dichiarazioni di giubilo, le cose non cambiano di molto: resta ferma al 21% per il primo appartamento dato in affitto breve, ma sale al 26% dal secondo in poi, come nelle ultime bozze in circolazione. Quel che gli azzurri incassano è l’istituziona di un codice di identificazione nazionale, il cosiddetto Cin, attraverso il quale tracciare tutti quelli che affittano un appartamento: in Grecia ha consentito di aumentare di 10 volte il gettito, Fi stima di tirare fuori dalla sua introduzione oltre un miliardo, recuperandola dall’emersione. 

 

Sul fronte Rai, gli azzurri incassano un approfondimento del governo sul finanziamento della tv pubblica. Vale a dire un’analisi che indichi come e dove reperire le risorse -circa 440 milioni- a seguito della ‘sforbiciata’ del canone in bolletta. A quanto apprende l’Adnkronos, nei prossimi giorni i vertici Rai vedranno i rappresentanti dell’esecutivo e i ministri competenti per sciogliere i nodi sul tavolo. Tradotto: piantare i paletti per far sì che quelle risorse arrivino senza ammanchi e contraccolpi. 

Anche sul capitolo pensioni la soluzione per ora rimane in stand-by: per Fi restano le perplessità sull’articolo 33 della manovra, che riguarda i lavoratori ‘a cavallo’ tra il sistema retributivo e quello contributivo. Il nodo, che è all’attenzione del ministro del Lavoro Elvira Calderone, sarà affrontato in un altro momento, riferiscono all’Adnkronos fonti di maggioranza. 

 

Per Palazzo Chigi si va avanti con “grande compattezza e determinazione delle forze di maggioranza”, con una manovra finanziaria “improntata alla serietà e alla solidità dei conti pubblici, che, nonostante il contesto difficile, riesce a ridurre la pressione fiscale sul ceto medio-basso, a sostenere le famiglie e i lavoratori”. A prova della sbandierata compattezza, “la volontà di procedere speditamente all’approvazione”, dunque “senza presentare emendamenti”. 

Le polemiche, andate avanti per giorni, sembrano chiudersi qui, con una doppia vittoria che la premier incassa, oltre che sulla manovra, anche sulle riforme, con il premierato in arrivo in Consiglio dei ministri già venerdì: intesa siglata e accordo chiuso. Ora per la legge di bilancio si apre il percorso parlamentare, con le opposizioni pronte a dare battaglia. Ma sul fronte della maggioranza, “la preoccupazione è pari a zero – dice chi ha visto uscire i leader dall’incontro -: in due ore Giorgia ha risolto tutto, sono usciti dalla sala sorridenti e contenti”. Almeno fino alla prossima grana, o al prossimo lancio d’agenzia pronto a innescare il fuoco amico. 

Fonte: Adnkronos | riproduzione riservata 

Foto: Giorgia Meloni – Afp

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