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Sicurezza alimentare globale e conflitto Russia-Ucraina

(Adnkronos) – PECHINO, 11 aprile 2022 /PRNewswire/ — Oltre 800 milioni di persone saranno a rischio fame, a causa dell’impatto del conflitto russo-ucraino sull’approvvigionamento alimentare, se la comunità globale non adotterà misure urgenti per affrontare la situazione.

Svariati esperti di relazioni internazionali e sicurezza alimentare hanno osservato che la carenza di cibo aumenta ulteriormente la pressione di una comunità globale che sta già affrontando una crisi esistenziale, pertanto è essenziale mettere da parte la politica e concentrarsi sulle questioni comuni che riguardano l’umanità in occasione del forum del Think Tank CGTN.

Sebbene il mondo non fosse “in uno stato di sicurezza alimentare già prima dell’attuale conflitto”, con “un miliardo di persone malnutrite”, Marco Lambertini, Direttore generale di WWF International, ritiene che il conflitto in Ucraina abbia aumentato la posta in gioco a un livello critico, dal momento che circa 50 Paesi dipendono dalle esportazioni agricole russe e ucraine.

Marcia Merry Baker, Agriculture Editor dell’Editorial Board di EIR News Service, ha notato che è stata messa in atto una “mobilitazione internazionale per aumentare l’offerta di cibo” per mitigare la crisi.

Il Professor Zhang Chuanhong, Professore associato presso la China Agricultural University, ha osservato che le sanzioni contro le compagnie petrolifere russe hanno aumentato i prezzi, che hanno a loro volta influenzato la fornitura di urea, elemento fondamentale nella produzione di fertilizzanti.

Sebbene le prospettive rimangano pessime qualora non vengano intraprese azioni di emergenza, l’attuale crisi offre alla comunità globale l’opportunità di sviluppare e costruire sistemi più robusti e resilienti in grado di sopportare gli shock futuri, lanciando al contempo misure di emergenza in grado di affrontare le minacce immediate.

Secondo Marcia, “i governi sovrani devono prevalere sulle multinazionali” che godono di un monopolio sull’agricoltura.

Matteo Marchisio, rappresentante dell’IFAD in Cina, Corea del Nord e Corea del Sud, ha suggerito di “utilizzare l’olio di palma e di soia come sostituti dell’olio di girasole”, la cui esportazione dall’Ucraina è stata significativamente colpita dalla crisi.

Secondo gli esperti, per diventare veramente resiliente, la comunità globale deve sviluppare infrastrutture di base e migliorare le mobilitazioni di emergenza.

Helga La Rouche ritiene che l’approccio della Cina volto a strappare quote significative della sua popolazione dalla povertà può essere emulato da altri Paesi in via di sviluppo, e ha esortato i Paesi in via di sviluppo a cercare i mezzi per farlo, nel tentativo di raggiungere la sicurezza alimentare.

Gli esperti hanno chiesto un’azione urgente e l’attuazione di misure di emergenza, visto che rimanere a guardare mentre circa un miliardo di persone soffre la fame, sarebbe un comportamento inaccettabile da parte della comunità globale.

Per la versione completa del forum: https://www.youtube.com/watch?v=TpmFLxwPjTA

Per ulteriori informazioni, contattare cgtnthinktank@cgtn.com .

Video – https://mma.prnewswire.com/media/1783398/Ripple_Effect_of_the_Russia_Ukraine_Conflict_Food_Security.mp4

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