SICUREZZA INFORMATICA

L’AI scopre nuove falle, Internet rischia altre interruzioni

Dopo i siti oscurati per le vulnerabilità PHP, gli esperti avvertono che altre gravi falle sono già in fase di correzione. L'intelligenza artificiale accelera le scoperte e riduce i tempi disponibili per proteggere i sistemi.

L’emergenza informatica che ha costretto diversi siti istituzionali a sospendere temporaneamente i servizi potrebbe anticipare una stagione di nuove interruzioni. L’intelligenza artificiale sta portando alla luce vulnerabilità rimaste nascoste per anni nei programmi che sostengono il funzionamento di Internet, mentre aziende e amministrazioni devono intervenire sempre più rapidamente per evitare che vengano sfruttate. Le ultime valutazioni degli esperti di cybersicurezza indicano che nei prossimi mesi potrebbero ripetersi situazioni simili a quelle provocate dalle recenti falle di PHP, con conseguenze anche per servizi pubblici e piattaforme utilizzate quotidianamente.

Il cambiamento riguarda soprattutto la velocità: l’AI può individuare e contribuire a sfruttare una vulnerabilità nel giro di poche ore, mentre correggere migliaia di sistemi richiede interventi coordinati che non possono essere completati altrettanto rapidamente.

Altre vulnerabilità gravi sono già sotto esame

Matthew Prince, amministratore delegato di Cloudflare, una delle principali società che gestiscono infrastrutture e protezioni per Internet, ha confermato di essere a conoscenza di ulteriori vulnerabilità gravi in software essenziali, per le quali sono già in corso interventi di correzione. Non ha indicato i programmi coinvolti, ma prevede mesi particolarmente impegnativi per il settore, con la possibilità che nuove scoperte costringano ripetutamente aziende e amministrazioni a intervenire d’urgenza.

L’allarme arriva dopo una settimana nella quale le due vulnerabilità critiche di PHP hanno provocato la sospensione preventiva di alcuni siti governativi, mentre altri problemi di sicurezza sono emersi in Node.js, ampiamente utilizzato nello sviluppo di applicazioni web, e in Plex, piattaforma per la gestione dei contenuti multimediali. Si sono aggiunti incidenti che hanno coinvolto LiteLLM, impiegato per collegare applicazioni e modelli di intelligenza artificiale, e Railway, servizio utilizzato dagli sviluppatori per distribuire software online.

Il quadro è destinato ad ampliarsi. VulnCheck, società americana specializzata nell’analisi delle minacce informatiche, ha rilevato un raddoppio delle vulnerabilità individuate rispetto all’anno precedente, al quale avrebbe contribuito anche il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale. La ricerca completa, attesa nei prossimi giorni, permetterà di valutare più precisamente il peso dei sistemi AI nell’aumento delle scoperte.

Il tempo per fermare gli attacchi si sta riducendo

La ricerca delle vulnerabilità richiedeva tradizionalmente competenze specialistiche e un lavoro di analisi che poteva protrarsi per settimane o mesi. Anche la costruzione degli strumenti necessari a sfruttare un errore del software comportava difficoltà tecniche e tempi di sviluppo che offrivano ai responsabili della sicurezza un margine per preparare le correzioni.

I modelli di intelligenza artificiale stanno modificando profondamente questi tempi, perché possono esaminare enormi quantità di codice senza interruzioni, riconoscere combinazioni di errori difficili da individuare manualmente e contribuire allo sviluppo di strumenti di attacco molto più rapidamente. Shane Fry, responsabile tecnologico della società di sicurezza RunSafe Security, ritiene che le capacità dimostrate dai sistemi AI negli ultimi mesi abbiano ormai superato ogni dubbio sul loro impatto: trovare una vulnerabilità e trasformarla in un possibile strumento offensivo sta diventando un processo sempre più veloce.

Per chi deve proteggere i sistemi, la difficoltà non si esaurisce nella preparazione di un aggiornamento. Le correzioni devono essere distribuite e installate su infrastrutture spesso molto diverse tra loro, verificando che non compromettano applicazioni e servizi esistenti. Nei grandi sistemi pubblici e aziendali, dove convivono programmi recenti e tecnologie più vecchie, anche un intervento urgente può richiedere tempi incompatibili con la rapidità delle nuove minacce.

Il rischio di nuove interruzioni dei servizi

La recente emergenza PHP ha mostrato quanto possano essere pesanti le conseguenze della scoperta di una falla critica anche prima che venga dimostrato un attacco riuscito. Alcuni gestori hanno preferito sospendere temporaneamente i propri siti perché non erano in grado di completare gli aggiornamenti prima che eventuali aggressori potessero sfruttare le vulnerabilità, lasciando gli utenti senza accesso ai servizi.

Le segnalazioni raccolte durante la settimana confermano un’intensa attività di ricerca delle falle da parte degli aggressori, ma non un’ondata generalizzata di compromissioni riuscite. Hunt.io, società specializzata nel monitoraggio delle minacce, ha riferito che fino al pomeriggio del 22 ottobre i gruppi criminali osservati non sembravano ancora aver sviluppato uno strumento funzionante per sfruttare una delle vulnerabilità PHP esaminate. Cloudflare ha invece rilevato alcuni indizi di possibili compromissioni, senza elementi sufficienti per delineare un attacco su larga scala.

Gli esperti mantengono valutazioni differenti sulla portata delle conseguenze future. Daniel Stenberg, principale sviluppatore di curl, osserva che molte vulnerabilità individuate dai modelli AI sono tecnicamente difficili da sfruttare, mentre Ramy Rahman, della società ArmorCode, richiama l’attenzione sulla differenza tra il numero delle falle scoperte e quello degli attacchi effettivamente riusciti.

La moltiplicazione delle scoperte potrebbe persino migliorare la sicurezza complessiva di Internet, consentendo di eliminare errori rimasti nascosti per anni. Ma il percorso verso sistemi più sicuri rischia di attraversare una fase difficile, nella quale le vulnerabilità emergeranno più rapidamente di quanto aziende e amministrazioni riescano a correggerle. Per chi utilizza quotidianamente servizi bancari, sanitari o istituzionali, le conseguenze potrebbero manifestarsi soprattutto attraverso sospensioni improvvise e limitazioni di accesso, adottate per proteggere infrastrutture che devono continuare a funzionare anche mentre vengono messe in sicurezza.

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Foto: Tecnico di sicurezza informatica

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