Dopo gli scontri e i saccheggi dello scorso fine settimana, la nuova giornata di mobilitazione si apre senza una mappa certa delle proteste. Questure e Viminale seguono chat e piattaforme social, mentre nelle città vengono rafforzati controlli, presidi e sistemi di sorveglianza per intercettare raduni e spostamenti improvvisi.

Le piazze verranno comunicate all’ultimo, ma la vera incognita corre già da giorni nelle chat: tra istruzioni operative, minacce, falsi appelli e convocazioni pacifiche, le forze dell’ordine devono distinguere in tempo reale ciò che può trasformarsi in disordine da ciò che resta soltanto rumore sui social.
L’allerta è massima in diverse città italiane per le manifestazioni previste oggi, sabato 24 ottobre, dopo una settimana nella quale chat, canali Telegram e piattaforme social sono diventati contemporaneamente luogo di convocazione delle proteste, terreno di propaganda e spazio nel quale sono circolati messaggi che annunciano nuovi scontri. La situazione è resa ancora più difficile dalla decisione del Movimento 17 ottobre di cancellare i punti di ritrovo comunicati nei giorni scorsi e rendere note le nuove piazze soltanto poco prima dell’inizio delle mobilitazioni.
Alle 14:30 il movimento ha annunciato che comunicherà tre punti di concentramento per ciascuna città e soltanto alle 15:30 indicherà la destinazione finale verso la quale i diversi gruppi dovrebbero muoversi in corteo. Gli organizzatori hanno invitato i partecipanti a radunarsi preventivamente con amici, collettivi o gruppi di riferimento e a raggiungere il punto geograficamente più vicino, evitando di muoversi da soli. Una strategia dichiaratamente pensata per impedire che i luoghi della protesta possano essere presidiati in anticipo.
La mobilitazione dell’ultimo minuto arriva però dentro un clima costruito nei giorni precedenti da una quantità molto più ampia di messaggi comparsi online. Nelle chat e nei commenti sui social sono circolati annunci di un nuovo “round” dopo gli scontri del 17 ottobre, richiami a un “sabato di fuoco” e inviti a provocare nuovi danneggiamenti. Accanto a questi contenuti sono comparsi appelli di segno opposto, con partecipanti che chiedono manifestazioni pacifiche contro carovita, salari bassi e precarietà. Una parte consistente del materiale rimane anonima o di provenienza incerta e alcune convocazioni risultano false, rendendo difficile stabilire quali messaggi corrispondano a gruppi realmente organizzati e quali siano soltanto provocazioni o tentativi di alimentare la tensione.
A far crescere ulteriormente l’attenzione è stata la diffusione nelle chat di una sorta di guida per le manifestazioni, con indicazioni sull’abbigliamento e sull’equipaggiamento da utilizzare in caso di lacrimogeni e con istruzioni su come comportarsi davanti agli sbarramenti delle forze dell’ordine. Tra i suggerimenti comparsi online figurano occhiali protettivi, kefiah o mascherine, cappucci e guanti, mentre alcune formulazioni invitano esplicitamente a forzare i cordoni. Non è però possibile attribuire automaticamente tutto il materiale circolato sulle piattaforme all’intero movimento né considerarlo indicativo delle intenzioni della maggioranza dei partecipanti.
Su questo scenario si innesta l’operazione preventiva avviata venerdì dalla Digos in 18 città. Le perquisizioni nei confronti di circa cento persone, 51 delle quali minorenni, hanno portato al sequestro di telefoni e computer ma anche, in diversi casi, di coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, munizioni, taniche di benzina e indumenti utilizzabili per il travisamento. A Bari gli investigatori hanno inoltre ricostruito un presunto progetto di nuovi saccheggi nel centro cittadino, mentre in altre città sono state individuate chat utilizzate per organizzare azioni violente o contro-mobilitazioni.
È dentro questo quadro che il Viminale ha innalzato il livello di attenzione da Nord a Sud. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito che sono stati rafforzati i dispositivi non soltanto a Milano ma anche nelle altre città nelle quali potrebbero formarsi proteste non preannunciate. Il monitoraggio delle piattaforme social prosegue in tempo reale per individuare eventuali cambi di programma, mentre i servizi di ordine pubblico sono stati predisposti in modo da poter essere spostati rapidamente.
A Roma la Questura ha impostato quella che definisce una strategia di “saturazione del territorio reale e virtuale”, con controlli nel centro, nelle periferie, sulle principali direttrici di accesso e sulla rete della metropolitana. Da giorni il Centro per la sicurezza cibernetica segue gli ambienti online per intercettare possibili blitz, mentre l’attenzione riguarda anche gruppi ultras che potrebbero organizzare contro-mobilitazioni. Nella Capitale la difficoltà consiste anche nella contemporanea presenza di cortei regolarmente preavvisati e proteste nate sui social.
Milano resta uno dei punti più delicati dopo i saccheggi e gli scontri dello scorso fine settimana. Le stazioni, il centro e le principali zone commerciali saranno sottoposti a controlli rafforzati e la Rinascente ha annunciato la chiusura anticipata alle 15. Nella città entrerà inoltre in funzione il contingente aggiuntivo di 500 militari disposto dal governo dopo le violenze dei giorni scorsi.
L’incognita principale resta quindi ciò che accadrà nel primo pomeriggio, quando verranno comunicati i nuovi concentramenti. La protesta del 24 ottobre nasce dentro rivendicazioni sociali diverse e in gran parte prive di una regia unitaria, mentre intorno alle convocazioni ufficiali si muove un universo molto più difficile da leggere, composto da gruppi spontanei, profili anonimi, provocazioni, messaggi violenti e appelli a manifestare pacificamente. È questa sovrapposizione, ancora più della semplice presenza dei cortei, ad aver trasformato la giornata in un banco di prova per il dispositivo nazionale di ordine pubblico.
RotoNotizie | © riproduzione riservata
FOTO: Sky TG24 / YouTube
