BOCCIATI.

Maria Cristina Franconi

Dall'UE manovra respinta. Ora finalmente si parla di bocciature.

Ecco siamo arrivati al punto. All’altro modo di fare didadittica degli eurocrati che se non fai bene ti sanzionano, anche se l’atto è comuque fuori contesto. La bocciatura è uno strumento di controllo e di selezione che a scuola ti obbliga alla ripetenza, ma anche lì, con un’altra classe.

Obiettivamente essere bocciati è brutto. E’ come se ti dicono “vergognati”,  “gli altri sono migliori di te e quindi non puoi andare avanti”, “ti devi fermare”.

Quando ti bocciano ti restano due possibilità, o ti impegni, ti declassano, ma ti resta la “scuola”, oppure abbandoni e comunque resta il problema.

La bocciatura ti bolla e ti marchia in modo indelebile tuttavia essere bocciati non è la fine di tutto; e neppure una vergogna irrimediabile. 

Il mondo è pieno di bocciati seduti in cattedra, nei talk show, o in emiciclo, che bocciano ma non coniugano i congiuntivi. Eppure stanno lì.

Ma a prescindere da chi ti boccia non c’è dubbio che una bocciatura fa incazzare sempre, tutti, e a qualsiasi età. 

E sebbene per bocciare basta pigliare di petto la condotta, e la bocciatura sia una decisione che in fin dei conti è concordata e collettiva, neanche bocciare è una bella cosa.

Rappresenta un fallimento, una sconfitta personale e del sistema, una scorciatoia che come quella presa dalla Commissione europea sulla manovra italiana, diventa un segno classista. 

D’altra parte se decidi e “bocci”, ti esponi a certi rischi.  Compreso quello di sentirti dire che sei “ingiusta” perché vuoi per forza far prevalere la ragione degli interessi. Soprattutto se la bocciatura l’hai minacciata prima ancora dell’esame.

La soluzione: abolirle.

Sarà difficile adesso cancellare la macchia, spiegare che è colpa dell’impatto di bilancio se la manovra non passa. Che è solo questione di investimenti e non c’entra la politica.

Quando lo permetti ad alcuni e non lo concedi ad altri, per partito preso, l’unica cosa che capisco è che ti interessa mantenere il potere. E non te ne frega un beneamato ciuffo di tutto il resto.  

I commissari riuniti a Strasburgo, spiegano che non sono in discussione le priorità, e tanto meno questa bocciatura vuole interferire sulle scelte legittime del governo (e ci mancherebbe).

Poi, però, mettono in dubbio la sostenibilità del debito e chiedono senza lasciare alcuno spazio di manovra una versione più allineata del documento programmatico di bilancio. 

Insomma piuttosto che accettare le scelte di aumento del deficit del governo italiano e rischiare ricadute anche per gli altri Stati dell’UE, bocciati.

Non ammessi.

In fondo non è strano, solo ridicolo. 

Nessuno infatti ha dubbi sul perché abbiamo bucato questo esame. I dubbi, in caso, sono solo sul perché ci avevano promosso prima.

Comunque da Roma non arriveranno modifiche. E lo scontro, a meno che non si decida per l’abolizione tout court delle bocciature, si farà aspro. 

M.Cristina Franconi ©riproduzione riservata 

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