Diretta Spagna-Argentina 1-0, Roja campione del mondo: Ferran Torres decide i supplementari
La Spagna è campione del mondo: battuta l’Argentina 1-0 dopo i tempi supplementari nella finale del MetLife Stadium. A decidere è Ferran Torres, entrato dalla panchina e decisivo nel secondo supplementare, al termine di una partita in cui la Roja ha imposto qualità e controllo contro un’Albiceleste spenta, nervosa e ridotta in dieci.
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Spagna campione del mondo. La finale del MetLife Stadium si chiude sull’1-0 per la Roja, che batte l’Argentina dopo i tempi supplementari e completa il suo percorso mondiale con una prova di enorme maturità. Il gol decisivo arriva nel secondo tempo supplementare: Nico Williams verticalizza, Ferran Torres scappa alle spalle della difesa argentina e batte Emiliano Martinez.
Non è stata soltanto una finale risolta da un episodio. La Spagna ha giocato meglio, ha tenuto il campo con più lucidità e ha costruito le occasioni più pulite, costringendo l’Argentina a una partita di rincorsa, falli e nervosismo. L’Albiceleste ha chiuso in dieci per l’espulsione di Enzo Fernandez e ha quasi mai trovato davvero la porta spagnola. Dopo il fischio finale, rosso anche a Leandro Paredes per comportamento antisportivo: l’ultima immagine di una finale sfuggita soprattutto sul piano del gioco e della tenuta mentale.
Cronaca diretta
Benvenuti alla diretta di Spagna-Argentina, la finale dei Mondiali 2026. Da una parte la Spagna, arrivata all’ultimo atto dopo il 2-0 alla Francia; dall’altra l’Argentina, che ha superato l’Inghilterra in semifinale e cerca l’ultima notte da regina. In palio c’è la Coppa, in una partita che promette qualità, tensione e dettagli pesantissimi fin dal primo pallone.
Sono ufficiali le formazioni della finale mondiale. Spagna con Unai Simon in porta; Porro, Cubarsi, Laporte e Cucurella in difesa; Rodri e Fabian Ruiz in mezzo; Lamine Yamal, Dani Olmo e Baena alle spalle di Oyarzabal. Argentina con Emiliano Martinez tra i pali; Montiel, Romero, Lisandro Martinez e Tagliafico davanti a lui; De Paul, Mac Allister ed Enzo Fernandez a centrocampo; Nico Gonzalez, Messi e Julian Alvarez nel tridente.
In panchina per la Spagna ci sono Eric Garcia, Joan Garcia, Gavi, Grimaldo, Borja Iglesias, Llorente, Merino, Munoz, Pedri, Pino, Pubill, Raya, Ferran Torres, Nico Williams e Zubimendi. Per l’Argentina disponibili Almada, Barco, Lo Celso, Jose Lopez, Lautaro Martinez, Medina, Molina, Musso, Otamendi, Palacios, Paredes, Nico Paz, Rulli, Senesi e Simeone. Unico indisponibile Balerdi, fermo per un problema al polpaccio.
In panchina per la Spagna ci sono Eric Garcia, Joan Garcia, Gavi, Grimaldo, Borja Iglesias, Llorente, Merino, Munoz, Pedri, Pino, Pubill, Raya, Ferran Torres, Nico Williams e Zubimendi. Per l’Argentina disponibili Almada, Barco, Lo Celso, Jose Lopez, Lautaro Martinez, Medina, Molina, Musso, Otamendi, Palacios, Paredes, Nico Paz, Rulli, Senesi e Simeone. Unico indisponibile Balerdi, fermo per un problema al polpaccio.
Sarà Slavko Vincic a dirigere Spagna-Argentina, finale della Coppa del Mondo 2026 in programma al MetLife Stadium del New Jersey. Il fischietto sloveno, 46 anni, ha già arbitrato gare di altissimo profilo, compresa la finale di Champions League 2024: toccherà a lui governare una sfida dal peso enorme, tra due nazionali campioni in carica nei rispettivi tornei continentali.
Niente sorprese sulle maglie della finale: la FIFA ha confermato le prime divise per entrambe le nazionali dopo il consueto meeting organizzativo. L’Argentina giocherà con la tradizionale maglia a strisce biancocelesti, pantaloncini e calzettoni bianchi; la Spagna risponderà con l’uniforme completamente rossa. Una scelta resa possibile dall’assenza di conflitti cromatici e pensata anche per garantire massima riconoscibilità in campo e in televisione.
La finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina sarà trasmessa in diretta su Rai 1 e su Dazn. La partita sarà visibile anche in streaming su RaiPlay e sull’app di Dazn, con copertura estesa anche per lo spettacolo previsto prima del calcio d’inizio e durante l’intervallo.
Per la prima volta una finale mondiale avrà un vero Half Time show sul modello americano del Super Bowl. Il programma prevede esibizioni prima della partita e durante l’intervallo, che sarà più lungo dei consueti quindici minuti: tra gli ospiti annunciati Laura Pausini, Post Malone, Shakira con Burna Boy, Madonna, Justin Bieber, Coldplay, BTS e Gustavo Dudamel, in una serata pensata come grande evento globale oltre il campo.
C’è anche Donald Trump sugli spalti del MetLife Stadium per la finale tra Spagna e Argentina. Al termine della partita sarà lui a consegnare il trofeo ai vincitori insieme al presidente della FIFA, Gianni Infantino, in una cornice sempre più carica di simboli oltre che di attesa sportiva.
Spagna e Argentina sono pronte nel tunnel degli spogliatoi. Ultimi istanti prima dell’ingresso in campo al MetLife Stadium: volti concentrati, tensione altissima e atmosfera da grande notte mondiale per una finale che mette in palio la Coppa.
Spagna e Argentina fanno il loro ingresso sul terreno di gioco del MetLife Stadium. Le due finaliste sono schierate in campo: tra pochi istanti risuoneranno gli inni nazionali, ultimo passaggio emotivo prima del calcio d’inizio della finale mondiale.
Fischio d’inizio al MetLife Stadium: parte la finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina. La Roja e l’Albiceleste si giocano la Coppa in una notte di altissima tensione, con il primo pallone che apre ufficialmente l’ultimo atto del torneo.
Errore in uscita della Spagna a centrocampo: Fabian Ruiz serve male il pallone e consegna il possesso a Nico Gonzalez. L’argentino prova ad accelerare subito la transizione, ma Pedro Porro è costretto al fallo tattico per spezzare la ripartenza dell’Albiceleste
Gonzalo Montiel usa il corpo e trattiene l’avversario per interrompere la costruzione spagnola, in un avvio già molto fisico al MetLife Stadium. Slavko Vincic fischia il fallo e concede punizione alla Roja: la finale Mondiale tra Spagna e Argentina entra subito dentro una battaglia di nervi, pressione e centimetri.
Prima grande occasione della finale Mondiale per la Spagna: Lamine Yamal riceve un pallone prezioso nel cuore dell’area e calcia da posizione invitante, ma la conclusione finisce addosso a Emiliano Martinez. La Roja va a un passo dall’1-0, l’Argentina si salva con il suo portiere nei primi minuti al MetLife Stadium.
L’Argentina prova a colpire in transizione con un pallone profondo per Messi, che sembra poter puntare da solo verso l’area spagnola. Unai Simon legge tutto in anticipo ed esce lontanissimo dalla porta, intervenendo sulla trequarti per cancellare il pericolo. La palla resta viva e arriva ad Alvarez, ma l’attaccante non riesce a controllarla: occasione enorme sfumata per l’Albiceleste.
La Spagna costruisce bene a destra con l’uno-due tra Pedro Porro e Oyarzabal: il terzino riceve il pallone di ritorno al limite dell’area e prova a entrare nel cuore della difesa argentina. Il contatto con Mac Allister lo sbilancia, ma per Slavko Vincic non c’è nulla: la finale prosegue senza interruzioni, tra le proteste leggere della Roja.
La Spagna prova ad alzare il ritmo nella finale Mondiale: Fabian Ruiz riceve spazio e mette un pallone teso verso l’area argentina, ma la difesa dell’Albiceleste legge bene la traiettoria e intercetta. La Roja resta però in pressione e guadagna calcio d’angolo, primo segnale di una squadra che vuole spingere subito dentro la metà campo avversaria.
La Spagna continua a cercare sbocchi sulle corsie e Alex Baena prova a disegnare un cross insidioso verso l’area argentina. Il pallone attraversa una zona pericolosa, ma la retroguardia dell’Albiceleste resta compatta e allontana senza concedere deviazioni pulite: nella finale Mondiale la Roja sta provando a prendere campo, mentre l’Argentina difende con attenzione ogni pallone dentro i sedici metri.
Alexis Mac Allister entra in scivolata e sgambetta l’avversario, interrompendo l’azione della Spagna in una zona sensibile del campo. Slavko Vincic ferma subito il gioco ma sceglie una linea morbida: solo fallo, niente cartellino per il centrocampista argentino. La finale Mondiale resta intensa e già molto fisica nei primi quindici minuti.
L’Argentina prova a sfruttare un calcio di punizione affidato a Rodrigo De Paul, ma il cross non trova né compagni né traiettoria utile e termina direttamente fuori. Occasione gestita male dall’Albiceleste, che nella finale Mondiale cerca ancora precisione negli ultimi metri dopo un avvio in cui la Spagna ha mostrato maggiore continuità nel palleggio.
Nicolas Gonzalez cerca di accendere l’Argentina con un’azione personale, puntando la difesa spagnola in campo aperto. La progressione però si spegne prima della conclusione: la Roja rientra bene, stringe le linee e ferma l’attaccante dell’Albiceleste. Finale Mondiale ancora bloccata, con entrambe le squadre pronte a colpire ma molto attente a non concedere campo.
Nicolas Tagliafico entra con decisione sull’avversario e Slavko Vincic non lascia proseguire. Il direttore di gara ferma subito il gioco e assegna il fallo alla Spagna, in una fase della finale Mondiale in cui i contrasti stanno diventando sempre più frequenti.
Dani Olmo interviene in ritardo su Enzo Fernandez e questa volta è l’Argentina a chiedere un provvedimento. Slavko Vincic lascia però la partita sullo stesso metro: fallo valutato senza cartellino, con l’Albiceleste che protesta e la finale Mondiale che resta molto fisica nei contrasti.
Julian Alvarez scatta in anticipo sul pallone in profondità e l’assistente alza subito la bandierina. Azione fermata per fuorigioco dell’attaccante argentino: la Spagna riparte con una punizione indiretta, mentre la finale Mondiale resta ancora senza gol.
Marc Cucurella arriva a giocare un pallone interessante per la Spagna, ma l’ultimo passaggio finisce direttamente sui difensori argentini. L’azione non si chiude come voleva la Roja, che riesce comunque a restare in attacco e conquista un calcio d’angolo.
Rodri commette una trattenuta evidente e Slavko Vincic interrompe immediatamente l’azione. Fallo fischiato contro la Spagna, con l’Argentina che può ripartire da palla ferma in una finale Mondiale sempre più spezzata dai contrasti.
Slavko Vincic interrompe il gioco per il cooling break. Breve pausa al MetLife Stadium per permettere alle squadre di rifiatare e riorganizzarsi, dopo una prima fase di finale Mondiale molto fisica e con tanti duelli in mezzo al campo
Riprende il gioco al MetLife Stadium dopo la pausa per il cooling break. Spagna e Argentina tornano in campo con la finale Mondiale ancora bloccata e una partita fin qui molto fisica, più combattuta che fluida.
Julian Alvarez prova a portare pressione da solo sulla costruzione della Spagna e costringe Unai Simon a giocare il pallone fuori. L’azione si chiude con una rimessa laterale, con l’Argentina che cerca di sporcare l’uscita bassa della Roja.
Lamine Yamal prova a servire Dani Olmo nella metà campo argentina, ma il passaggio è dosato male e scivola via senza trovare il compagno. La Spagna perde una possibile traccia offensiva in una fase in cui la finale Mondiale resta molto chiusa.
Mac Allister lascia scorrere il pallone sulla corsia sinistra e poi lo protegge con il corpo, costringendo Rodri all’intervento falloso. Punizione dalla trequarti sinistra per l’Argentina, con Messi pronto a incaricarsi della battuta.
Messi sceglie la soluzione corta sulla punizione dalla sinistra, ma l’Argentina non riesce a sviluppare l’azione. La Spagna recupera subito il possesso e Dani Olmo protegge il pallone nella propria metà campo, conquistando un fallo che permette alla Roja di respirare.
Nicolas Tagliafico interviene con troppa irruenza e Slavko Vincic ferma subito il gioco. Fallo fischiato contro l’Argentina, in una fase della finale Mondiale ancora molto frammentata e con pochi spazi per costruire in pulizia.
Enzo Fernandez perde un pallone delicato in mezzo al campo e apre una possibile transizione per la Spagna. L’Argentina però si ricompone subito: Montiel legge l’azione e chiude su Cucurella, evitando che la Roja possa trasformare il recupero in un’occasione.
Alex Baena prova a innescare Dani Olmo con un lancio pensato per aprire la difesa argentina, ma la traiettoria non passa. La retroguardia dell’Albiceleste resta attenta e spazza via il pallone, cancellando una potenziale occasione per la Spagna.
Mikel Oyarzabal rompe l’equilibrio con un’azione personale, salta un paio di difensori argentini e libera un sinistro basso e potente verso la porta. Emiliano Martinez riesce a opporsi in qualche modo e salva l’Albiceleste da un’occasione pesantissima.
Slavko Vincic estrae il cartellino giallo per Lisandro Martinez. Primo provvedimento pesante per la difesa argentina, in una fase in cui la Spagna ha appena alzato il livello della pressione offensiva.
Pedro Porro arriva al cross dalla fascia e indirizza il pallone verso il centro dell’area argentina, ma nessun compagno riesce a leggere la traiettoria. L’azione della Spagna si spegne senza deviazioni, con l’Albiceleste che può liberare e uscire dalla pressione.
Prima sostituzione per l’Argentina: Scaloni richiama Lisandro Martinez, appena ammonito, e inserisce Nicolas Otamendi. Cambio immediato nel cuore della difesa dell’Albiceleste, con la finale Mondiale ancora sullo 0-0.
Slavko Vincic concede quattro minuti di recupero al termine del primo tempo. Spagna e Argentina restano sullo 0-0, con gli ultimi palloni prima dell’intervallo che possono ancora pesare sulla finale Mondiale.
L’Argentina prova il lancio lungo dalle retrovie per cercare Julian Alvarez alle spalle della difesa spagnola, ma Unai Simon legge perfettamente la situazione. Il portiere della Roja esce con i tempi giusti e cancella sul nascere una potenziale occasione per l’Albiceleste.
Mancano pochi istanti alla fine del primo tempo e al MetLife Stadium cresce l’attesa anche per lo show dell’intervallo. La finale Mondiale si prepara alla pausa lunga, con il campo che lascerà spazio per alcuni minuti alla parte spettacolare dell’evento.
Slavko Vincic manda le squadre negli spogliatoi: finisce senza gol il primo tempo della finale Mondiale tra Spagna e Argentina. La Roja ha avuto le occasioni più pulite, l’Albiceleste ha resistito e il MetLife Stadium si prepara ora allo show dell’intervallo prima della ripresa.
Si riparte al MetLife Stadium: inizia il secondo tempo di Spagna-Argentina, finale Mondiale ancora ferma sullo 0-0. Dopo l’intervallo lungo e lo show, la Coppa torna dentro il campo: quarantacinque minuti per rompere l’equilibrio.
Lionel Scaloni interviene subito a inizio ripresa e inserisce Leandro Paredes al posto di Nicolas Gonzalez. L’Argentina modifica il proprio assetto dopo l’intervallo, con la finale Mondiale ancora bloccata sullo 0-0.
Alex Baena prova a sorprendere l’Argentina con una conclusione dal limite indirizzata verso l’angolino basso di destra. Il tiro però è troppo debole e Emiliano Martinez legge bene la traiettoria, bloccando senza particolari problemi.
Messi batte dalla bandierina destra e cerca il primo palo, dove Tagliafico prova la deviazione. Il tocco dell’esterno argentino però termina direttamente sul fondo: occasione sfumata per l’Albiceleste in avvio di secondo tempo.
Leandro Paredes viene ammonito da Slavko Vincic dopo un contatto nella mischia: il centrocampista argentino spinge a terra Dani Olmo proprio davanti all’arbitro, che vede tutto e lo sanziona con il cartellino giallo.
Ripartenza della Spagna con Oyarzabal che scambia nello stretto con Fabian Ruiz. Il centrocampista restituisce subito il pallone di prima verso la zona del dischetto, ma l’attaccante non riesce ad arrivare all’appuntamento: occasione sfumata per la Roja.
Lionel Scaloni interviene sulla corsia destra: fuori Gonzalo Montiel, dentro Nahuel Molina. L’Argentina prova a dare nuova gamba alla ripresa, in una fase in cui la Spagna sta trovando più campo nelle transizioni.
Leandro Paredes interviene in ritardo e stende un avversario proprio sotto gli occhi di Slavko Vincic. L’arbitro fischia subito il fallo: la Spagna avrà una punizione da posizione molto interessante, mentre il centrocampista argentino, già ammonito, deve ora gestirsi con grande attenzione.
Luis de la Fuente muove la panchina al 62’: fuori Mikel Oyarzabal e Fabian Ruiz, dentro Ferran Torres e Pedri. La Spagna cambia volto in avanti e in mezzo al campo, cercando più freschezza e qualità nell’ultima mezz’ora.
Lamine Yamal prova due volte a creare superiorità dalla corsia destra: prima mette un pallone in mezzo respinto dalla difesa argentina, poi cerca un nuovo servizio dentro l’area. L’Albiceleste intercetta ancora, ma la deviazione vale calcio d’angolo per la Spagna.
Alex Baena batte il corner per la Spagna, ma la traiettoria non crea problemi alla difesa argentina. L’Albiceleste sale bene sul pallone e spazza via, interrompendo la pressione della Roja dopo l’accelerazione di Yamal.
Alex Baena prova un cross morbido verso il centro dell’area, cercando un compagno tra le maglie argentine. La difesa dell’Albiceleste interviene in anticipo e mette fuori: la Spagna resta alta e avrà un altro calcio d’angolo.
Gioco fermo per la pausa di idratazione. Le due squadre ne approfittano per rifiatare e ricevere indicazioni dalle panchine, con la ripresa entrata ormai nella sua fase più delicata.
Riprende il gioco al MetLife Stadium dopo la pausa di idratazione. Spagna e Argentina tornano dentro la partita con energie da gestire e margini sempre più stretti.
Lionel Scaloni prepara un doppio intervento: Giuliano Simeone entra al posto di Rodrigo De Paul, mentre Facundo Medina rileva Cristian Romero. L’Argentina cambia uomini e struttura nel cuore della ripresa, cercando nuove energie sulle due fasi.
Giuliano Simeone entra con personalità e cerca immediatamente il passaggio in profondità dalla trequarti, provando a premiare il movimento di un compagno. La difesa spagnola resta però corta e reattiva, leggendo la traccia e allontanando il pallone prima che l’azione possa diventare pericolosa.
Luis de la Fuente ridisegna la trequarti con due ingressi pesanti: Nico Williams prende il posto di Alex Baena, mentre Mikel Merino entra per Dani Olmo. La Roja prova ad aumentare strappi e presenza negli ultimi metri, con uomini freschi per forzare il blocco argentino.
La Spagna accelera e costruisce due conclusioni in pochi secondi: prima Pedri calcia dal limite verso l’angolino basso di sinistra, trovando un grande intervento di Emiliano Martinez; poi ci prova anche Pau Cubarsi da fuori area, ma il portiere argentino resta attento e blocca anche questo tentativo.
Nico Williams batte dalla sinistra, ma il traversone attraversa tutta l’area senza trovare deviazioni. La palla scivola dall’altra parte e termina in fallo laterale.
Pedro Porro cerca l’area con un cross dalla destra. Nicolas Tagliafico interviene con la gamba e sporca la traiettoria: sarà ancora calcio d’angolo per la Spagna.
Aymeric Laporte arriva sul cross in area e prova a indirizzare il colpo di testa verso la sinistra della porta. Emiliano Martinez risponde con un’altra parata pesante e respinge il pallone, tenendo l’Argentina dentro lo 0-0.
Slavko Vincic non accetta le proteste e ferma subito Enzo Fernandez: qualche parola di troppo costa il cartellino giallo al centrocampista argentino, mentre la tensione sale negli ultimi minuti della finale.
Enzo Fernandez prova ad aggredire il pallone ma finisce per commettere fallo. Vincic interrompe l’azione e concede respiro alla Spagna, con il centrocampista argentino già ammonito e costretto ora a gestire ogni intervento.
Mikel Merino alza uno scavetto in area per Ferran Torres, che si coordina e prova il destro al volo in girata. Il pallone termina sul fondo, con Emiliano Martinez comunque ben piazzato a presidiare il primo palo.
Saranno quattro i minuti di recupero al MetLife Stadium. Spagna e Argentina hanno ancora poco tempo per provare a evitare i supplementari in una finale rimasta inchiodata sullo 0-0.
Giuliano Simeone prova ad accendere l’Argentina con un filtrante interessante in profondità. Unai Simon però resta lucido, esce con i tempi giusti e interrompe l’azione prima che possa trasformarsi in una vera occasione.
Finale tesissima al MetLife Stadium: Enzo Fernandez riceve un’altra ammonizione e, essendo già stato sanzionato pochi minuti prima, scatta automaticamente il cartellino rosso. L’Argentina resta in dieci nel recupero, con la partita ancora sullo 0-0.
Leandro Paredes entra in ritardo e Vincic non ha dubbi: fallo dell’argentino e calcio di punizione per la Spagna. La posizione è interessante, abbastanza centrale per pensare anche alla conclusione diretta verso la porta di Emiliano Martinez.
Si chiude anche la ripresa al MetLife Stadium: Spagna e Argentina restano bloccate sullo 0-0 dopo novanta minuti tesissimi. La finale Mondiale non ha ancora un padrone e si deciderà ai tempi supplementari.
La finale del Mondiale riparte al MetLife Stadium. Dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, Spagna e Argentina entrano nei supplementari con l’Albiceleste in dieci dopo l’espulsione di Enzo Fernandez.
Pedro Porro interviene in maniera ruvida nel tentativo di fermare l’azione argentina. Slavko Vincic è vicino e interrompe subito il gioco, assegnando il calcio di punizione.
Pedri pennella con il mancino dal limite dell’area e trova Nico Williams, che riesce appena a sfiorare di testa. Il pallone prende la direzione della porta, ma Emiliano Martinez resta reattivo sul primo palo e respinge con un altro intervento decisivo.
La Spagna esulta per un istante con Nico Williams, ma l’azione viene subito fermata: Slavko Vincic annulla la rete per fallo. Tutto cancellato, il punteggio resta sullo 0-0 nel primo tempo supplementare.
Emiliano Martinez resta a terra dopo il contrasto precedente e sembra accusare un problema fisico. Il gioco si ferma per permettere l’ingresso dello staff medico argentino, con il Dibu che ha bisogno di cure.
Luis de la Fuente interviene nei supplementari: Aymeric Laporte lascia il campo per Eric Garcia, mentre Martin Zubimendi prende il posto di Rodri. Cambia ancora la Spagna, che prova a gestire energie e assetto nella fase più delicata della finale.
Lionel Messi prova a proteggere il pallone nella metà campo offensiva, ma finisce per commettere fallo. Slavko Vincic è ben piazzato e fischia subito: chiamata corretta, la Spagna può ripartire.
Lamine Yamal trova lo spazio per liberare il tiro dal limite dell’area, ma la coordinazione non è quella giusta. Il pallone si impenna e termina molto alto sopra la traversa.
Cambio per l’Argentina nel primo tempo supplementare: fuori Julian Alvarez, dentro Marcos Senesi. Scaloni rinforza la struttura della squadra dopo l’espulsione di Enzo Fernandez, con l’Albiceleste chiamata a resistere in dieci.
Nico Williams trova spazio e mette un pallone invitante verso Mikel Merino, appostato al limite dell’area piccola. Il centrocampista spagnolo gira di testa, ma la traiettoria si allarga troppo e termina oltre il palo destro.
Nico Williams prova a sorprendere Emiliano Martinez con una conclusione potente dalla distanza. Il tiro però trova sulla sua strada un avversario argentino, rapido nel leggere la traiettoria e nel respingere il pallone.
Slavko Vincic interrompe il gioco e raggiunge l’area tecnica dell’Argentina. Il direttore di gara richiama Lionel Scaloni e mostra il cartellino giallo al commissario tecnico dell’Albiceleste.
Il quarto uomo segnala tre minuti di recupero. La Spagna continua a spingere con l’uomo in più, mentre l’Argentina prova a resistere fino all’intervallo dei supplementari.
Si chiude il primo tempo supplementare al MetLife Stadium. La Spagna ha spinto con l’uomo in più, ma l’Argentina ha resistito anche grazie agli interventi di Emiliano Martinez. Restano quindici minuti da giocare: la finale è ancora ferma sullo 0-0.
La finale riprende con l’ultimo quarto d’ora dei supplementari. Spagna ancora in superiorità numerica, Argentina chiamata a difendere lo 0-0 e a cercare l’episodio per evitare i rigori.
Nico Williams arriva sul pallone e verticalizza subito per Ferran Torres, bravo a muoversi alle spalle della difesa argentina. L’attaccante spagnolo controlla l’occasione e batte Emiliano Martinez: la Spagna rompe l’equilibrio nel secondo supplementare e passa sull’1-0.
Arriva un altro cartellino per l’Argentina nel secondo tempo supplementare: Slavko Vincic sanziona Alexis Mac Allister con il giallo, mentre la tensione resta altissima dopo il vantaggio della Spagna.
La Spagna trova di nuovo la via della porta con Ferran Torres, ma il guardalinee ha già il braccio alzato. L’arbitro fischia il fuorigioco e annulla la rete: niente 2-0, resta valido solo il vantaggio spagnolo.
Lionel Messi prova a costruire l’occasione per l’Argentina con un cross verso l’area spagnola, ma la difesa legge bene la traiettoria e spegne il pericolo. L’azione sfuma, con la Spagna ancora avanti 1-0.
Lionel Messi si prende lo spazio e lascia partire una conclusione violenta verso la porta spagnola. Il tiro però trova il corpo di un difensore, che si oppone con tempismo e respinge un tentativo molto pericoloso.
Mikel Merino resta a terra dolorante e il gioco si ferma. Slavko Vincic richiama subito lo staff medico della Spagna: il centrocampista viene assistito in campo, da capire se riuscirà a proseguire nel finale dei supplementari.
Mikel Merino riesce a riprendersi dopo l’intervento dello staff medico. Il centrocampista spagnolo può proseguire: nessun problema grave per lui, mentre la Spagna resta avanti 1-0 nel finale dei supplementari.
Saranno cinque i minuti di recupero nel secondo tempo supplementare. La Spagna è avanti 1-0 e vede il titolo, mentre l’Argentina ha l’ultima finestra per provare a trascinare la finale ai rigori.
Lionel Messi mette dentro un pallone teso dalla bandierina, cercando il mucchio in area. La difesa spagnola però resiste e allontana, concedendo un nuovo calcio d’angolo all’Argentina.
L’Argentina resta in attacco e Giuliano Simeone si ritrova il pallone buono dopo un rimpallo favorevole in area. L’occasione è enorme, ma la conclusione finisce altissima sopra la traversa.
Nicolas Tagliafico prova a tenere viva l’azione argentina nell’area spagnola, ma finisce per commettere fallo. Slavko Vincic fischia subito e assegna calcio piazzato alla Spagna, che può respirare nel recupero dei supplementari.
Eric Garcia interviene con troppa decisione e Slavko Vincic ferma subito il gioco. Fallo dello spagnolo e calcio piazzato per l’Argentina, che prova a restare aggrappata alla finale negli ultimi istanti.
Triplice fischio al MetLife Stadium: la Spagna batte l’Argentina 1-0 dopo i supplementari e conquista il Mondiale. Decide Ferran Torres, ma il risultato racconta solo una parte della partita: la Roja domina per qualità, ritmo e occasioni, mentre l’Argentina resta quasi sempre lontana dalla porta e chiude in dieci dopo una gara nervosa, fallosa e senza vere risposte al controllo spagnolo.
La partita è già finita, ma la tensione argentina non si spegne. Leandro Paredes continua con un comportamento antisportivo anche dopo il triplice fischio e Slavko Vincic interviene ancora: rosso diretto per il centrocampista, in una chiusura che fotografa il nervosismo dell’Albiceleste dopo una finale dominata dalla Spagna.
Il triplice fischio ha consegnato il Mondiale alla Spagna, ma la notte del MetLife Stadium non è ancora finita. Inizia ora la fase della cerimonia di premiazione, con l’Argentina chiamata a ricevere il riconoscimento da finalista e la Roja pronta a vivere il momento più atteso: la consegna della Coppa.
I giocatori della Spagna restano sul terreno di gioco dopo l’1-0 sull’Argentina. La squadra di Luis de la Fuente attende la cerimonia ufficiale, mentre il MetLife Stadium si prepara all’ultimo atto della finale mondiale.
Inizia la cerimonia ufficiale al MetLife Stadium. Il presidente Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino consegnano i riconoscimenti alla squadra arbitrale, guidata da Slavko Vincic, dopo la finale vinta dalla Spagna sull’Argentina.
Pau Cubarsi, numero 22 della Spagna, riceve il premio come miglior giovane del torneo, riconoscimento riservato ai calciatori Under 21. Per il difensore della Roja è una consacrazione nella notte più importante: campione del mondo e premiato tra i talenti più brillanti della competizione.
Unai Simon riceve il premio come miglior portiere del Mondiale. Un riconoscimento centrale nella notte della Spagna campione del mondo: il numero uno della Roja chiude il torneo da protagonista, con una finale gestita con lucidità anche nei momenti di maggiore pressione.
Rodrigo Hernandez, numero 16 della Spagna, riceve il Pallone d’Oro del Mondiale come miglior giocatore del torneo. Un premio che certifica il peso del centrocampista nella corsa della Roja: qualità, equilibrio e leadership dentro una Spagna campione del mondo.
È il momento della premiazione dell’Argentina, seconda al termine della finale persa contro la Spagna. L’attenzione va inevitabilmente a Lionel Messi: per il capitano dell’Albiceleste è stato l’ultimo Mondiale da calciatore, l’ultima pagina in una competizione che ha attraversato la sua carriera e ispirato generazioni di adulti e bambini.
Durante la premiazione dell’Argentina arrivano anche le lacrime di Lionel Messi. Il capitano dell’Albiceleste vive il momento più duro della serata: la sconfitta contro la Spagna coincide con il suo ultimo Mondiale da calciatore, chiuso tra emozione, applausi e un dolore impossibile da nascondere.
È il momento della premiazione della Spagna campione del mondo. La Roja sale sul palco dopo una finale vinta con pieno merito e firma un’impresa riuscita solo in altre tre occasioni nella storia: il trionfo è anche un riconoscimento alla scuola calcistica spagnola, alla sua identità tecnica e a una generazione capace di trasformare il dominio del gioco in titolo mondiale.
Gianni Infantino e il presidente Donald Trump consegnano la Coppa del Mondo a Rodri, capitano e Pallone d’Oro del torneo. Il numero 16 la solleva al cielo e fa esplodere la festa della Roja: per la seconda volta nella sua storia, la Spagna alza il trofeo mondiale. Sullo sfondo, l’Argentina lascia tristemente il terreno di gioco mentre i nuovi campioni del mondo celebrano la notte più grande.
Rodri torna al centro della scena e alza ancora la Coppa del Mondo per la fotografia destinata a restare: il trofeo sopra la testa, la Spagna stretta attorno al suo capitano e il MetLife Stadium trasformato nel teatro della festa roja. È l’immagine che chiude una notte di calcio, identità e bellezza: la scuola spagnola torna sul tetto del mondo per la seconda volta nella sua storia. La diretta finisce qui. Da Simone e Francesco Di Pietro è proprio tutto, grazie per essere rimasti con noi.
