Short Edition

I porri del Louvre.

Nota diplomatica #summer-edition
Il museo del Louvre di Parigi è uno dei più celebri al mondo e il primo per numero di visitatori – quasi dieci milioni l’anno prima dell’avvento del Covid. 
Le opere che espone, a partire dalla Gioconda, sono talmente note e numerose che non è il caso di citarle.
 
Il palazzo che ospita il museo nacque come fortezza alla fine del XII secolo. 
Fu poi la sede effettiva della monarchia francese fino al 1682, quando Luigi XIV si trasferì nella Reggia di Versailles. 
Il Louvre rimase comunque residenza reale fino alla Rivoluzione, quando la “nuova gestione” dette inizio alla sua lenta trasformazione nell’istituzione che conosciamo oggi.
 
Fino alla fine del secolo scorso il palazzo ospitava, oltre alle sale d’esposizione, anche altri uffici governativi. 

Forse però la più curiosa delle sue destinazioni fu quella agricola.

L’immagine qui sopra documenta la produzione intensiva di porri negli spazi adiacenti all’edificio tra il 1941 e il 1943, durante la penuria alimentare che attanagliò Parigi nel corso della Seconda guerra mondiale.
 
Henri Sauval, uno storico parigino del 17° secolo, lasciò una descrizione degli antichi giardini del Louvre, da lui visti in giovane età. 

Oltre ai roseti e alle siepi, c’era anche una modesta coltivazione di bietole e di lattughe per le cucine del palazzo. 

Secoli dopo, gli stessi spazi tornarono a sfamare la popolazione parigina sotto l’occupazione Nazista.
James Hansen
Editorialista
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