L’AfD più che raddoppia il risultato del 2021, mentre la CDU precipita dal 37,1 al 17,2% e non conquista nemmeno uno dei 41 collegi diretti. La vittoria di Ulrich Siegmund cambia gli equilibri politici del Land, senza però consegnargli automaticamente il governo.
L’AfD sfiora il 44% in Sassonia-Anhalt e conquista 38 collegi diretti su 41: la CDU crolla al 17,2%, mentre la formazione del prossimo governo diventa un rebus.
L’AfD raddoppia i voti, la CDU perde tutti i collegi
La dimensione della vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt non si misura soltanto nel 43,8% ottenuto alle urne. Cinque anni fa Alternative für Deutschland si era fermata al 20,8%; domenica ha più che raddoppiato quel risultato, lasciando la CDU a oltre 26 punti di distanza e conquistando 39 dei suoi 83 seggi nel nuovo Landtag. Il dato è ancora provvisorio: il risultato definitivo sarà certificato dal Landeswahlausschuss il 22 settembre.
La sconfitta dei cristiano-democratici assume proporzioni ancora più nette osservando i collegi. La CDU, che nel 2021 aveva ottenuto il 37,1% ed era rimasta la forza dominante del Land, scende al 17,2% e non conquista nessuno dei 41 mandati diretti. L’AfD ne prende 38. Anche il presidente regionale della CDU Sven Schulze viene battuto nel proprio collegio, un rovesciamento che fotografa meglio di qualsiasi percentuale quanto sia cambiata la geografia politica della Sassonia-Anhalt.
Ulrich Siegmund ha parlato di un risultato storico e rivendicato il mandato a formare il prossimo governo. La co-leader nazionale Alice Weidel ha fatto altrettanto, presentando il voto come la dimostrazione che l’AfD può ormai ambire direttamente alla guida delle istituzioni regionali. Reuters osserva che si tratta di un risultato senza precedenti nella Germania del dopoguerra per una forza collocata all’estrema destra dello spettro politico.
La maggioranza assoluta sfugge per tre seggi
Il successo elettorale non consegna però a Siegmund il controllo del Landtag. Per governare da sola l’AfD avrebbe avuto bisogno di almeno 42 seggi e ne ha ottenuti 39. La composizione provvisoria assegna 15 mandati alla CDU, otto ciascuno a SPD, Verdi e Linke e cinque al Bündnis Sahra Wagenknecht, entrato in Parlamento con il 5,3%. La FDP, ferma al 2,6%, rimane invece fuori.
Il BSW diventa quindi aritmeticamente decisivo: sommando i suoi cinque seggi ai 39 dell’AfD si arriverebbe a 44, due oltre la maggioranza assoluta. Politicamente, però, una coalizione non è affatto scontata. Siegmund ha già insistito sulla volontà di non sacrificare le posizioni del partito in cambio del potere, mentre gli altri principali partiti tedeschi continuano a escludere accordi con l’AfD. Reuters sottolinea come proprio l’isolamento politico della formazione renda ancora incerta la strada verso il governo, nonostante il distacco enorme imposto agli avversari.
Anche un’alternativa senza AfD presenta un’aritmetica estremamente complicata. CDU, SPD, Verdi e Linke insieme arrivano soltanto a 39 seggi; per costruire una maggioranza parlamentare sarebbe necessario coinvolgere anche il BSW oppure ricorrere a una formula di governo di minoranza sostenuta, o almeno tollerata, da altre forze. La vittoria più larga produce così un Landtag nel quale il primo partito è contemporaneamente molto vicino alla maggioranza assoluta e ancora privo di una strada certa per governare.
Affluenza record, quasi otto elettori su dieci alle urne
Il risultato non nasce da una consultazione caratterizzata da scarsa partecipazione. L’affluenza ha raggiunto il 77,8%, contro il 60,3% del 2021, il livello più alto mai registrato in una Landtagswahl in Sassonia-Anhalt. Quasi 1,7 milioni di cittadini erano chiamati al voto.
Anche per questo diventa difficile leggere il 43,8% dell’AfD come semplice voto di protesta prodotto dall’astensione. Le analisi di Infratest dimap mostrano una polarizzazione molto forte dell’elettorato: il voto si è trasformato in larga misura in una scelta tra AfD e fronte contrario all’AfD, mentre il partito di Siegmund ha intercettato sia elettori provenienti da altre formazioni sia una parte della nuova mobilitazione.
Il partito ha costruito la campagna soprattutto su immigrazione, sicurezza, rapporti con la Russia e critica delle politiche federali. In Sassonia-Anhalt la sezione dell’AfD è classificata dall’intelligence interna come estremista di destra; la formazione respinge questa definizione e sostiene di rappresentare una rottura democratica con il sistema politico tradizionale.
Merz incassa una sconfitta che arriva fino a Berlino
Per Friedrich Merz il risultato non resta confinato a Magdeburgo. La CDU governava la Sassonia-Anhalt dal 2002 e nel 2021 aveva ancora raccolto il 37,1%, quasi venti punti più di oggi. La perdita di tutti i collegi diretti e il distacco superiore ai 26 punti dall’AfD trasformano il voto in una bocciatura pesante anche per la leadership federale del cancelliere. Reuters collega il risultato al crescente malcontento per la situazione economica, alle divisioni sulle politiche migratorie e alla difficoltà del governo di Berlino nel recuperare consenso soprattutto nei Länder orientali.
Il calendario rende il colpo ancora più delicato. Il 20 settembre si voterà per la Camera dei rappresentanti di Berlino e per il rinnovo del Landtag del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Sono due appuntamenti già fissati ufficialmente e arriveranno appena quattordici giorni dopo la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt.
Il voto tedesco divide anche la maggioranza italiana
Il terremoto della Sassonia-Anhalt è arrivato immediatamente anche nella politica italiana, dove il successo dell’AfD ha prodotto letture opposte persino dentro la maggioranza. Matteo Salvini ha parlato di «successo clamoroso» e si è congratulato con Alice Weidel, sostenendo che il risultato dimostri come «un’altra Europa è possibile». Ancora più esplicito Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale: «L’Europa cambia. Merz ha l’ulcera. Monti dovrà dedicare la sua scarsa energia anche a loro. Nessun dorma».
Di segno opposto la reazione di Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri ha definito l’affermazione dell’AfD «una pessima notizia», descrivendo il partito come incompatibile con i valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia. Da Fratelli d’Italia sono arrivati toni più prudenti: il deputato Emanuele Loperfido ha sottolineato soprattutto l’affluenza record e il segnale politico proveniente dalle urne, mentre Giorgia Meloni non ha rilasciato finora una dichiarazione pubblica diretta sul risultato.
Il voto ha acceso anche il confronto nell’opposizione. Giuseppe Conte ha collegato la crescita dell’AfD alle scelte europee sul riarmo e alla scarsa attenzione alle diseguaglianze sociali; Carlo Calenda ha parlato di un’Unione europea «a rischio», mentre Angelo Bonelli ha definito il risultato un segnale d’allarme per l’intero continente.
Il risultato non chiarisce ancora chi governerà a Magdeburgo, ma ha già spostato il confronto politico ben oltre la Sassonia-Anhalt. L’AfD ha mancato la maggioranza assoluta per tre seggi, la CDU non ha conquistato un solo collegio e il voto è entrato immediatamente anche nel dibattito italiano: il prossimo passaggio sarà capire se quello visto domenica resterà un caso regionale o diventerà il nuovo metro con cui leggere la politica tedesca ed europea
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