La Guardia di Finanza ha controllato a campione distributori della Capitale e della provincia. Oltre 20mila euro di sanzioni per irregolarità nella qualità, nei prezzi e nei litri effettivamente erogati.

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Non c’è soltanto il prezzo scritto sulla colonnina. In alcuni distributori di Roma e provincia i controlli hanno trovato gasolio miscelato con sostanze diverse da quelle previste e, in qualche caso, benzina contenente acqua. Un pieno apparentemente normale può così trasformarsi, pochi chilometri dopo, in un motore che perde potenza, si spegne o richiede costose riparazioni.
È il quadro emerso dalle verifiche condotte negli ultimi due giorni dalla Guardia di Finanza della Capitale in una serie di stazioni di servizio selezionate a campione. Il bilancio supera le 10,5 tonnellate di carburante non conforme sequestrato, con sanzioni per oltre 20mila euro.
Circa il 20% degli impianti sottoposti a controllo presentava almeno un’irregolarità.
Il dato è forte, ma deve essere letto correttamente: non significa che un distributore su cinque a Roma venda carburante annacquato. La percentuale riguarda soltanto il campione verificato e riunisce violazioni differenti, dalla qualità del prodotto alla corretta esposizione dei prezzi, fino alla corrispondenza tra i litri indicati dalla pompa e quelli effettivamente erogati.
Che cosa hanno trovato nel carburante
I campioni prelevati durante i controlli sono stati esaminati dal laboratorio romano dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Le analisi hanno rilevato nel gasolio sostanze che non avrebbero dovuto essere presenti, riconducibili alla miscelazione con altri prodotti utilizzati per aumentarne il volume.
Nella benzina, invece, sono state riscontrate in alcuni casi anomalie dovute alla presenza di acqua.
Non ogni contaminazione dimostra automaticamente una manomissione deliberata. L’acqua può infiltrarsi nelle cisterne, formarsi per condensa oppure entrare nel prodotto durante lo stoccaggio e la distribuzione. La provenienza e le responsabilità devono essere accertate caso per caso.
Il dato di laboratorio mostra comunque che il fenomeno non è marginale. Secondo Fabrizio Apruzzese, dirigente dell’ufficio laboratorio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, mediamente risulta adulterato o non conforme un campione ogni 10-15 sottoposti ad analisi.
Le conseguenze possono comparire rapidamente. Acqua, morchie e sostanze estranee possono compromettere filtri, pompe e iniettori, provocando difficoltà di avviamento, perdita di potenza, funzionamento irregolare o arresto del motore. I sistemi di alimentazione più moderni possono risultare particolarmente sensibili alle impurità.
Nel Lazio sequestri cresciuti del 350%
Le 10,5 tonnellate bloccate nell’ultima operazione rappresentano soltanto una parte del carburante fuori norma individuato durante l’anno.
Secondo i dati forniti dalla Guardia di Finanza, dall’inizio del 2026 nel Lazio sono già state sequestrate più di 165 tonnellate di prodotto non conforme: un incremento superiore al 350% rispetto al 2025.
Il salto può riflettere anche l’intensificazione delle verifiche, ma descrive comunque una dimensione che va oltre i singoli episodi denunciati dagli automobilisti. Lo stesso comando della Guardia di Finanza considera il fenomeno esteso non soltanto a Roma, ma all’intero territorio nazionale.
L’Unione nazionale consumatori ha chiesto che i controlli vengano ampliati ai distributori di tutta Italia e riguardino contemporaneamente qualità del prodotto, quantità effettivamente erogata e trasparenza dei prezzi.
Che cosa conservare se il motore si ferma dopo il pieno
Al momento del rifornimento è praticamente impossibile riconoscere a vista un carburante contaminato. Per questo diventa importante conservare la ricevuta oppure pagare con carta, in modo che la transazione permetta di identificare giorno, importo e distributore.
Se il veicolo manifesta problemi subito dopo il pieno, è prudente evitare di continuare a guidare e farlo controllare. Occorre poi chiedere all’officina una diagnosi scritta, conservare fatture e documentazione del guasto e, quando possibile, far prelevare un campione del carburante rimasto nel serbatoio.
Sono gli elementi necessari per collegare il danno al rifornimento e contestarlo al gestore. Senza la prova dell’acquisto e della contaminazione, ottenere un risarcimento può diventare molto più difficile.
Il risultato dei controlli di Roma sposta così l’attenzione oltre il rincaro di benzina e diesel. Alla pompa l’automobilista deve potersi fidare di tre cose: del prezzo esposto, della quantità indicata e soprattutto di ciò che sta entrando nel serbatoio.
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