ALLERTA ALLA FRONTIERA EUROPEA

Ceuta, scatta il piano per il 15 agosto: militari in città e frontiera blindata

Gli appelli comparsi sui social restano di origine sconosciuta. Dopo i 96 morti del 30 luglio, Madrid non vuole farsi sorprendere una seconda volta.

Spagna e Marocco rafforzano il dispositivo per impedire un nuovo attraversamento di massa. Oltre 500 agenti aggiuntivi, controlli sui collegamenti diretti a nord e una nuova barriera marittima. La situazione resta al momento calma.

Ceuta, scatta il piano per il 15 agosto: militari in città e frontiera blindata
Ceuta entra nel 15 agosto con oltre 500 agenti aggiuntivi e militari schierati: la convocazione online resta senza regia, ma la frontiera è già blindata.

Puoi trovare i nostri contenuti anche su Google Discover.


Ceuta entra nelle ore dell’allerta per il 15 agosto con un dispositivo di sicurezza rafforzato. La Spagna ha aumentato la presenza di polizia e militari nell’enclave, mentre il Marocco intensifica i controlli sulle strade e sui collegamenti diretti verso la frontiera. Al momento non si registrano nuovi attraversamenti di massa e la situazione in città resta calma.

A determinare la mobilitazione sono stati i messaggi circolati sui social e sulle piattaforme di messaggistica, con l’invito a raggiungere la città marocchina di Fnideq e tentare collettivamente l’ingresso nel territorio spagnolo. L’origine della campagna non è stata ancora individuata e non esistono stime attendibili sul numero delle eventuali adesioni.

Oltre 500 agenti aggiuntivi e militari in città

Madrid mantiene a Ceuta più di 500 agenti inviati dalla penisola dopo la crisi del 30 luglio. Il dispositivo comprende pattuglie della polizia nelle principali strade, presidi militari nei punti sensibili e controlli rafforzati lungo il perimetro di frontiera.

Resta operativa anche la nuova barriera marittima installata davanti al frangiflutti del Tarajal, uno dei principali punti utilizzati per aggirare il confine via mare. Il ministero dell’Interno spagnolo ha fatto sapere che i rinforzi rimarranno nell’enclave per tutto il tempo necessario a impedire il ripetersi degli eventi di fine luglio.

Circa 5.000 migranti risultano ancora presenti a Ceuta. Le autorità hanno già esaminato più di 500 domande di asilo, respingendone la maggior parte. Chi non possiede i requisiti per rimanere non potrà raggiungere la Spagna continentale o spostarsi liberamente nell’area Schengen e sarà avviato alle procedure di rimpatrio.

Il Marocco ferma i gruppi diretti verso nord

Anche il Marocco ha rafforzato il proprio dispositivo. Le forze di sicurezza sorvegliano la costa di Fnideq e le aree vicine ai confini di Ceuta e Melilla, mentre nuovi elementi di protezione sono stati collocati in alcuni tratti delle recinzioni.

Diversi gruppi diretti verso nord sono stati fermati prima di salire su treni e autobus nelle città di Casablanca, Fez e Kenitra. Le autorità marocchine hanno inoltre annunciato indagini nei confronti delle persone sospettate di avere promosso gli appelli online.

Rabat ha definito quei messaggi «sospetti e ingannevoli», avvertendo dei rischi per la vita di chi tentasse di attraversare il confine o aggirare a nuoto le barriere. Non è ancora chiaro se dietro la campagna esista una struttura organizzata, una rete di trafficanti oppure una somma di iniziative nate spontaneamente sui social.

Il bilancio del 30 luglio sale a 96 morti

La mobilitazione preventiva nasce dal precedente del 30 luglio, quando oltre 72.000 persone riuscirono temporaneamente a entrare a Ceuta via terra e via mare, stando alle stime del governo spagnolo. La grande maggioranza rientrò in Marocco nelle ore successive, ma almeno 96 persone persero la vita durante i tentativi di attraversamento.

La crisi ha messo sotto pressione il sistema di accoglienza dell’enclave e riaperto lo scontro europeo sulla gestione delle frontiere. Ha inoltre dimostrato quanto rapidamente informazioni false o parziali possano trasformarsi in movimenti reali, soprattutto quando promettono l’apertura di una frontiera o la possibilità di ottenere automaticamente un permesso di soggiorno.

Una mobilitazione ancora impossibile da misurare

Le autorità non possono stabilire quante persone abbiano realmente intenzione di rispondere all’appello del 15 agosto. La circolazione di un messaggio, per quanto ampia, non coincide automaticamente con la disponibilità a partire e ad affrontare un attraversamento estremamente pericoloso.

Il rischio viene tuttavia considerato sufficiente per mantenere operativo l’intero dispositivo. Per Madrid e Rabat l’obiettivo immediato è impedire che una convocazione priva di una regia riconoscibile produca un’altra emergenza umanitaria e di sicurezza. Ceuta affronta così il Ferragosto sotto sorveglianza, in attesa di capire se l’appuntamento annunciato sui social resterà soltanto online.

RotoNotizie |  © riproduzione riservata

FOTO: Frame video: PBS NewsHour/YouTube.

TAG

Lascia un commento