GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Guerra Iran-USA a Hormuz, diretta live

La crisi nello Stretto di Hormuz in tempo reale: scontro tra Stati Uniti e Iran, traffico navale, petrolio, tensioni nel Golfo e fronte Houthi

Guerra Iran-USA a Hormuz, diretta live

La crisi tra Stati Uniti e Iran resta concentrata attorno allo Stretto di Hormuz, dove il traffico commerciale continua a muoversi molto al di sotto della normalità. Sullo sfondo pesano l’escalation con gli Houthi, la pressione sull’Arabia Saudita e lo stallo dei tentativi diplomatici.

Hormuz non è completamente chiuso, ma non è neppure tornato aperto: petrolio e LNG riescono ancora a passare attraverso corridoi selettivi mentre una parte del traffico commerciale ordinario è quasi scomparsa.

La guerra tra Iran e Stati Uniti ha trasformato lo Stretto di Hormuz in uno dei punti più instabili del confronto. La navigazione non è completamente interrotta, ma procede attraverso un sistema di restrizioni, lasciapassare iraniani, controlli americani e corridoi protetti, mentre attacchi alle navi e transiti con i sistemi di localizzazione spenti rendono difficile misurare con precisione i flussi reali.

La crisi ha ormai superato i confini dello Stretto. Il danneggiamento della East-West Pipeline saudita ha ridotto la capacità di aggirare Hormuz attraverso il Mar Rosso, mentre l’offensiva Houthi ha aumentato la pressione anche su Bab el-Mandeb. Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo stanno riorganizzando rotte e forniture energetiche, con trasferimenti nave-a-nave al largo dell’Oman e nuovi corridoi logistici per mantenere in movimento petrolio e gas.

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Aggiornamenti in diretta

Diretta20:35 | Apriamo la diretta sulla guerra tra Iran e Stati Uniti

Buonasera, apriamo la diretta sulla guerra tra Iran e Stati Uniti, che ha ormai nello Stretto di Hormuz uno dei suoi fronti principali. Seguiamo in tempo reale gli sviluppi militari, la situazione della navigazione, le conseguenze sui flussi energetici e le mosse diplomatiche, mentre la crisi coinvolge anche l’Arabia Saudita e il fronte di Bab el-Mandeb.

Aggiornamento20:36 | Il punto sulla crisi: Hormuz resta aperto, ma solo in modo selettivo

Lo scontro tra Iran e Stati Uniti si concentra sul controllo delle rotte marittime. **Teheran impone lasciapassare e restrizioni alle navi**, mentre Washington mantiene il blocco sul traffico legato all’Iran e protegge alcuni corridoi di navigazione. I transiti commerciali restano fortemente ridotti e una parte delle navi attraversa lo Stretto con l’AIS spento, mentre petroliere e metaniere continuano a muoversi attraverso passaggi selettivi e trasferimenti nave-a-nave al largo dell’Oman. La crisi si è estesa anche alle alternative a Hormuz: la **East-West Pipeline saudita è stata danneggiata**, i caricamenti da Yanbu hanno subito pesanti conseguenze e l’avanzata Houthi ha aumentato la pressione su **Bab el-Mandeb**. Sullo sfondo restano aperti i tentativi diplomatici per fermare l’escalation, senza che finora sia stata raggiunta un’intesa tra Washington e Teheran.

HORMUZ20:43 | **Traffico nello Stretto ancora ridotto**

La navigazione attraverso Hormuz resta lontana dalla normalità. Dopo i cinque transiti di navi commodity registrati sabato, domenica non risultavano ancora passaggi al momento dell’ultima rilevazione, contro 31 transiti complessivi nel fine settimana precedente. Il dato conferma quanto il traffico commerciale rimanga fragile nonostante la bonifica delle principali rotte annunciata dagli Stati Uniti e la presenza di corridoi protetti.

DICHIARAZIONI21:25 | Trump: «Accordo con l’Iran o lasciarlo marcire economicamente»

Donald Trump torna ad alternare minacce e apertura diplomatica sull’Iran. In un’intervista a Fox News il presidente americano ha indicato tre possibili strade: colpire duramente Teheran, continuare a strangolarne l’economia oppure raggiungere un accordo. Trump si è detto disponibile a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a margine dell’Assemblea generale dell’ONU, ma ha accompagnato l’apertura con nuove minacce militari. Ha inoltre confermato che Washington mantiene contatti costanti con gli Houthi e sostiene che il gruppo abbia accettato di non combattere contro gli Stati Uniti.

DIPLOMAZIA21:28 | La Turchia pronta a sostenere militarmente l’Arabia Saudita

La Turchia si dice pronta a rispondere alle eventuali necessità militari dell’Arabia Saudita dopo l’intensificarsi degli attacchi Houthi. Il ministro degli Esteri Hakan Fidan ha richiamato il Mecca Joint Defence Agreement sottoscritto con Riad e Islamabad, che considera un attacco contro uno dei tre Paesi come un attacco contro tutti. Ankara parla in particolare di possibile assistenza su esigenze tecniche e ribadisce la propria solidarietà con il Regno, senza annunciare per ora un coinvolgimento diretto nelle operazioni militari.

APPROFONDIMENTO21:45 | Il quadro completo della crisi di Hormuz

Dalla guerra tra Iran e Stati Uniti al sistema dei lasciapassare nello Stretto, fino alla crisi delle rotte energetiche, all’escalation Houthi e alle conseguenze su petrolio e LNG: nella nostra HUB aggiornata ricostruiamo la cronologia e tutti i fronti della crisi.

DIPLOMAZIA22:11 | Il direttore della CIA al Cairo, incontro con al-Sisi sulla crisi regionale

Il direttore della CIA John Ratcliffe ha incontrato al Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il capo dell’intelligence Hassan Rashad. Al centro dei colloqui la guerra con l’Iran, gli attacchi contro i Paesi del Golfo e le minacce alla sicurezza della navigazione, oltre alle crisi di Gaza e Sudan. Al-Sisi ha ribadito la necessità di una soluzione politica e diplomatica, mentre la visita arriva pochi giorni dopo l’incontro con Mohammed bin Salman, nel quale Egitto e Arabia Saudita avevano chiesto di garantire la sicurezza della navigazione attraverso Bab el-Mandeb.

HORMUZ22:16 | CENTCOM: 109 navi commerciali deviate dall’inizio del nuovo blocco

Il Comando centrale degli Stati Uniti afferma di avere deviato 109 navi commerciali dall’avvio della nuova fase del blocco contro l’Iran, ripristinata il 14 luglio. Secondo CENTCOM, le unità sono state dirottate per garantire il rispetto delle restrizioni imposte da Washington al traffico marittimo legato a Teheran. Il nuovo dato conferma che, mentre alcuni corridoi attraverso Hormuz restano percorribili, il controllo americano sulle navi considerate incompatibili con il blocco continua a essere applicato operativamente.

ATTACCO22:19 | Teheran minaccia tutte le basi USA in caso di nuovi raid

Il comando militare centrale iraniano Khatam al-Anbiya avverte che un nuovo attacco americano contro l’Iran provocherebbe una risposta contro basi e interessi statunitensi in Medio Oriente «senza limitazioni». Teheran sostiene di avere informazioni secondo cui Washington avrebbe deciso di riprendere le operazioni militari con il via libera di alcuni Paesi della regione durante una riunione tenuta in Europa, circostanza che al momento non risulta verificata indipendentemente. Il comando iraniano avverte inoltre che gli Stati regionali che dovessero sostenere un nuovo attacco americano verrebbero considerati parte del conflitto.

DICHIARAZIONI22:42 | Rezaei: «Pronti a colpire le unità americane se riprenderà la guerra»

Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, afferma che Teheran ha modificato la propria pianificazione militare dopo le precedenti fasi del conflitto e si prepara a colpire le unità navali statunitensi in caso di una nuova offensiva americana. Rezaei sostiene che l’Iran abbia rafforzato le proprie capacità antinave, la difesa aerea e i sistemi di guerra elettronica e avverte che una ripresa delle ostilità provocherebbe una risposta più ampia contro le forze e gli interessi statunitensi nella regione.

HOUTHI22:44 | Al-Mashat rilancia il blocco contro le navi saudite e chiede risarcimenti

Il leader del Consiglio politico supremo Houthi Mahdi al-Mashat rilancia la linea del «blocco per blocco, escalation per escalation» contro l’Arabia Saudita e afferma che Riad dovrà risarcire lo Yemen per le conseguenze dell’assedio denunciato dal movimento. Al-Mashat chiede la riapertura di porti e aeroporti, il ripristino delle risorse nazionali e il ritiro saudita dai territori considerati occupati. Gli Houthi assicurano che la navigazione internazionale nel Mar Rosso e attraverso Bab el-Mandeb resta sicura, ma escludono esplicitamente le navi saudite, che continueranno a essere considerate obiettivi finché, secondo il gruppo, non sarà revocato il blocco sullo Yemen

ANALISI00:40 | «Teheran potrebbe usare Hormuz per aumentare la pressione su Washington»

Secondo l’accademico iraniano Mostafa Khoshcheshm, intervistato da Al Jazeera, a Teheran starebbe crescendo la convinzione che Stati Uniti e Israele si preparino a una nuova fase di guerra su larga scala. Khoshcheshm ritiene che una delle leve a disposizione dell’Iran sarebbe mantenere fortemente limitato lo Stretto di Hormuz per mesi, con l’obiettivo di spingere al rialzo il prezzo del petrolio e aumentare il costo politico della guerra per Donald Trump in vista delle elezioni di metà mandato. Si tratta della valutazione dell’analista e non di un annuncio ufficiale del governo iraniano.

DICHIARAZIONI00:48 | Ghalibaf: «Hormuz resterà chiuso finché le nostre condizioni non saranno soddisfatte»

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ribadisce che Teheran non riaprirà lo Stretto di Hormuz finché gli Stati Uniti non avranno rispettato gli impegni assunti e le condizioni iraniane non saranno soddisfatte. Ghalibaf afferma che l’Iran intende continuare contemporaneamente sul terreno militare e su quello diplomatico: le condizioni per tornare al negoziato sono già state trasmesse a Washington attraverso i mediatori, ma Teheran le considera non negoziabili.

MERCATI03:48 | L’Arabia Saudita aumenta di quattro volte il petrolio che passa da Hormuz

L’Arabia Saudita sta aumentando fortemente le esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz per compensare le difficoltà sulla rotta di Yanbu. Secondo i dati Kpler, i flussi sauditi attraverso lo Stretto hanno raggiunto in media 2,9 milioni di barili al giorno negli ultimi sei giorni, contro circa 700.000 in agosto. La nuova strategia ha contribuito a riportare le esportazioni complessive del Regno sopra i 4 milioni di barili al giorno in settembre, dopo il crollo a 2,4 milioni registrato il mese precedente. Il recupero dell’offerta sta intanto alleggerendo la pressione sui prezzi: il Brent è sceso a 103,06 dollari al barile.

BREAKING04:20 | Potenti esplosioni in un deposito dell’esercito siriano a sud di Aleppo

Una serie di forti esplosioni ha colpito un deposito di armi e munizioni dell’esercito siriano nell’area di Al-Eis, a sud di Aleppo. Almeno quattro persone sono rimaste ferite ed evacuate, mentre le esplosioni ancora in corso impediscono ai soccorritori di raggiungere il sito. Il governatore di Aleppo ha invitato i residenti a non lasciare le proprie abitazioni e ospedali, ambulanze e squadre di emergenza sono stati posti in massima allerta. Le strade verso l’area sono state chiuse per proteggere i civili. Al momento non è stata accertata la causa delle esplosioni.

CHIUSURA04:35 | Chiudiamo qui la diretta

Chiudiamo qui la diretta sulla guerra tra Iran e Stati Uniti e sulla crisi dello Stretto di Hormuz. Nel corso delle ultime ore abbiamo seguito gli sviluppi militari e diplomatici, le nuove minacce incrociate tra Washington e Teheran, l’evoluzione del blocco nello Stretto e l’allargamento della crisi verso Arabia Saudita, Bab el-Mandeb e Siria. Gli aggiornamenti proseguiranno su RotoNotizie e nella nostra HUB dedicata alla crisi.

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