GUERRA IRAN-USA

Trump apre il fronte economico contro l’Iran, Teheran alza la posta su Hormuz – Diretta

Washington lancia una nuova offensiva di sanzioni ma tiene ancora in riserva le misure più dure. L’Iran mette 45 petroliere nel mirino, minaccia ritorsioni e aumenta la pressione sulle rotte energetiche del Golfo.

Trump apre il fronte economico contro l’Iran, Teheran alza la posta su Hormuz – Diretta

La guerra militare si intreccia ormai con quella finanziaria e con il controllo delle rotte del petrolio. Trump prova a stringere l’economia iraniana senza arrivare ancora allo scontro diretto con Pechino; Teheran risponde trasformando Hormuz in una leva economica, politica e militare sempre più difficile da neutralizzare.


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Washington ha scelto di aumentare la pressione senza giocare subito tutte le carte. Le nuove sanzioni volute da Donald Trump allargano il perimetro dell’offensiva economica contro l’Iran e minacciano anche chi continuerà a facilitarne commerci e flussi finanziari, ma lasciano per ora fuori alcune delle misure capaci di provocare lo scontro più duro con Pechino.

Teheran risponde sul terreno dove può esercitare la pressione più immediata. Nello Stretto di Hormuz 45 petroliere sono finite nella lista delle unità considerate non conformi alle nuove regole iraniane, con la minaccia di multe, fermi e confisca dei carichi. Alle restrizioni sul traffico marittimo si aggiungono gli avvertimenti contro le infrastrutture energetiche e gli interessi dei Paesi che dovessero collaborare con Washington.

Il risultato è un equilibrio che può rompersi rapidamente. Gli Stati Uniti possono ancora irrigidire le sanzioni, l’Iran conserva la capacità di rendere più costoso e rischioso il passaggio nel Golfo e, mentre Oman e Pakistan cercano uno spazio per la mediazione, anche il fronte Houthi continua a tenere sotto pressione le rotte del Mar Rosso. La diretta di Rotonotizie seguirà da qui ogni nuovo sviluppo politico, militare ed economico della crisi.

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FOTO: © WION via YouTube – frame video

Aggiornamenti in diretta

Aggiornamento 03:03Trump alza la pressione economica sull’Iran

Washington ha ampliato il sistema delle sanzioni contro Teheran, colpendo decine di soggetti e allargando il terreno sul quale potranno essere applicate misure secondarie. Gli Stati Uniti tengono però ancora in riserva alcune delle opzioni capaci di provocare le conseguenze più pesanti sui rapporti commerciali internazionali.

Aggiornamento 03:04Hormuz, 45 petroliere finiscono nel mirino di Teheran

Le autorità iraniane hanno indicato 45 petroliere come non conformi alle nuove regole imposte per il transito nello Stretto. Le unità coinvolte rischiano multe, fermo e confisca dei carichi, mentre le restrizioni possono estendersi anche alle navi che effettuano trasferimenti con quelle inserite nella lista.

Aggiornamento 03:05Teheran avverte Washington: possibili nuove ritorsioni

L’Iran sostiene di essersi preparato a una nuova fase della pressione economica americana e continua a evocare conseguenze contro gli interessi statunitensi e contro le infrastrutture strategiche della regione qualora lo scontro dovesse intensificarsi.

Aggiornamento 03:06Stati Uniti e Iran si affrontano sulle rotte del Golfo

Alla stretta economica di Washington corrisponde una pressione iraniana sempre maggiore sul traffico marittimo. Hormuz diventa così il punto in cui guerra finanziaria, sicurezza energetica e confronto militare finiscono per sovrapporsi.

Aggiornamento 03:20Il dossier completo sulla crisi

Dalla guerra tra Iran e Stati Uniti alla battaglia per Hormuz, abbiamo raccolto nella nostra hub cronologia, sviluppi militari, diplomazia, nucleare e conseguenze sui mercati.

Breaking 03:21Petroliera colpita nello Stretto di Hormuz, nave fuori uso

Una petroliera è stata raggiunta da un proiettile di origine non ancora identificata a circa 9 miglia nautiche a nord-est di Ash Shishah, al largo dell’Oman. Secondo le Operazioni Commerciali Marittime del Regno Unito, l’impatto ha danneggiato la sala macchine e reso l’imbarcazione non operativa. L’equipaggio risulta al sicuro e non vengono segnalate vittime. Nazionalità e rotta della nave non sono state ancora comunicate.

Aggiornamento 03:29Teheran agli Usa: «Vi aspetta un’altra sconfitta»

Il ministro dell’Economia iraniano Ali Madanizadeh risponde alla nuova stretta americana sostenendo che Teheran si preparava da tempo a questo scenario. «Hanno fatto tutto il possibile per mettere alla prova la determinazione del popolo iraniano e hanno fallito ogni volta. Sembra che vogliano subire un’altra sconfitta», ha dichiarato alla televisione di Stato. Il ministro afferma inoltre che il governo dispone di un piano biennale per assorbire l’impatto delle nuove sanzioni.

Aggiornamento 03:30Bessent frena sulle misure più esplosive: «Non vogliamo far saltare il sistema finanziario globale»

Washington amplia le sanzioni ma evita, per ora, di colpire direttamente le grandi banche cinesi coinvolte nei rapporti economici con Teheran. Scott Bessent ha spiegato che Stati e aziende avranno tempo per interrompere i legami con l’Iran prima di eventuali nuove penalità. La cautela americana riflette anche il rischio di una risposta di Pechino, mentre i colloqui Trump-Xi previsti il prossimo mese restano sullo sfondo.

Aggiornamento 05:49Pakistan: «Progressi significativi» nei colloqui con Teheran

Il Pakistan parla di «progressi significativi» dopo la missione a Teheran del capo dell’esercito Asim Munir. I colloqui hanno riguardato la prevenzione di una nuova escalation, la riapertura dello Stretto di Hormuz e una possibile accelerazione verso la fine del conflitto. Munir aveva parlato con Donald Trump prima della visita in Iran. Un funzionario della presidenza iraniana ha definito gli incontri diplomaticamente «molto preziosi» e ha annunciato che i risultati saranno resi noti prossimamente.

Aggiornamento 06:15La situazione resta sotto osservazione

Non emergono al momento nuovi sviluppi verificati dopo gli ultimi aggiornamenti. La diretta di Rotonotizie resta aperta e riprenderà con le prossime notizie significative sulla crisi tra Stati Uniti e Iran e sulla situazione nello Stretto di Hormuz.

Aggiornamento 14:45Hormuz ai minimi, soltanto due petroliere in transito

Il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz resta quasi paralizzato. I dati di tracciamento indicano che lunedì soltanto due petroliere hanno attraversato lo Stretto, entrambe dirette verso il Golfo: è il numero giornaliero più basso dall’inizio di maggio. Prima della guerra attraverso Hormuz transitava circa un quinto del petrolio consumato nel mondo.

Aggiornamento 14:47Il petrolio scende del 3%, Brent sotto i 90 dollari

Nonostante le minacce iraniane e il nuovo incidente nello Stretto, i mercati stanno reagendo con relativa freddezza alla nuova offensiva economica americana. Il Brent è sceso a 89,42 dollari, quasi il 3% in meno, mentre il WTI è a 82,34 dollari, in calo di oltre il 3%. Entrambi hanno toccato i livelli più bassi dal 17 agosto: gli operatori stanno leggendo le sanzioni annunciate da Washington come meno pericolose per le forniture rispetto a una nuova escalation militare.

Aggiornamento 15:00Washington manda un messaggio a Teheran: riaprire il negoziato

Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir avrebbe consegnato alle autorità iraniane un messaggio degli Stati Uniti durante la missione a Teheran. Secondo Abbas Golroo, presidente della commissione Esteri del Parlamento iraniano, l’obiettivo americano sarebbe quello di riattivare il processo politico interrotto. Da Washington non è arrivata per ora una conferma ufficiale del messaggio.

Aggiornamento 15:02La Cina respinge la pressione americana sull’Iran

Pechino reagisce alla nuova offensiva economica di Washington affermando che la cooperazione con Teheran avviene nel rispetto del diritto internazionale e non deve essere ostacolata. La posizione cinese complica la strategia americana: la Cina resta il principale acquirente del petrolio iraniano e Washington ha evitato, almeno per ora, di colpire direttamente le grandi istituzioni finanziarie cinesi.

Aggiornamento 15:03Anche l’Oman entra nel nuovo round diplomatico su Hormuz

Il ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi è atteso oggi a Teheran per proseguire con Abbas Araghchi le trattative sullo Stretto di Hormuz. Al centro dei colloqui ci sono le modalità di transito delle navi e la ricerca di condizioni che permettano una navigazione più sicura. La missione omanita si affianca alla mediazione del Pakistan e apre un secondo canale diplomatico mentre resta altissima la pressione tra Stati Uniti e Iran.

Aggiornamento 16:56Trump: «Tolleranza zero» sulle nuove mine a Hormuz

Donald Trump alza nuovamente la pressione su Teheran e avverte che qualsiasi nave o imbarcazione iraniana sorpresa a posare nuove mine nello Stretto di Hormuz sarà distrutta dalle forze statunitensi. Il presidente sostiene di essere stato informato dalla Marina che tutte le mine presenti nelle acque internazionali dello Stretto sono state rimosse o fatte esplodere e afferma che la Space Force sta mantenendo l’area sotto sorveglianza. Washington considera ora il nuovo posizionamento di mine una linea rossa operativa.

Aggiornamento 19:58Iran e Oman discutono un corridoio temporaneo nello Stretto

Teheran e Muscat hanno discusso la creazione di un corridoio di navigazione temporaneo e congiunto attraverso lo Stretto di Hormuz, insieme a un piano per mettere in sicurezza le rotte dalle mine. La proposta arriva mentre il traffico resta drasticamente ridotto e mentre Washington sostiene che le mine presenti nelle acque internazionali siano già state rimosse o distrutte.

Aggiornamento 19:59Teheran apre alla ripresa dei colloqui, Washington pronta a rivedere le sanzioni

Durante gli incontri con la delegazione pakistana, l’Iran avrebbe espresso una disponibilità generale a riprendere i negoziati di pace. Secondo una fonte del governo pakistano, Islamabad avrebbe inoltre riferito a Teheran che gli Stati Uniti potrebbero rivedere o revocare alcune delle nuove misure economiche prima o durante un eventuale nuovo round negoziale. Da Washington non è arrivata finora una conferma ufficiale.

Aggiornamento 20:27Il petrolio accelera al ribasso, Brent sotto gli 89 dollari

La discesa del petrolio si approfondisce mentre i mercati continuano a considerare la nuova pressione economica americana sull’Iran meno pericolosa, nell’immediato, di una ripresa dell’escalation militare. Il Brent è sceso a 88,43 dollari al barile, perdendo il 4,1%, mentre il WTI è arretrato a 81,67 dollari, in calo del 3,4%. Entrambi i benchmark hanno toccato i livelli più bassi dal 17 agosto, nonostante restino elevati i rischi legati alla navigazione nello Stretto di Hormuz

Aggiornamento 22:11La tv iraniana evoca un attentato contro Barron Trump, interviene la Secret Service

La televisione di Stato iraniana ha trasmesso un video nel quale viene discusso un possibile piano per assassinare Barron Trump, il figlio ventenne del presidente americano. Nel filmato si sostiene che il giovane sarebbe sotto osservazione e viene evocata una presunta taglia da 10 milioni di dollari. La Secret Service ha confermato di essere a conoscenza del video e ha fatto sapere di esaminare qualsiasi elemento che possa essere percepito come una minaccia alle persone sotto la sua protezione. Non risultano conferme indipendenti dell’esistenza del presunto piano.

Aggiornamento 01:12Anche il Qatar sostiene il corridoio temporaneo attraverso Hormuz

Il Qatar entra apertamente nel negoziato sullo Stretto. Il premier e ministro degli Esteri Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani ha discusso con il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi del progetto Iran-Oman per creare un corridoio marittimo temporaneo e avviare uno sminamento congiunto. Doha ha espresso pieno sostegno agli sforzi diplomatici destinati a ripristinare la libertà di navigazione e ad aprire la strada a un accordo più ampio sulla crisi regionale.

Aggiornamento 02:13Il petrolio continua a scendere, WTI verso gli 80 dollari

La prospettiva di un possibile accordo Iran-Oman su Hormuz continua a spingere al ribasso il petrolio. Nelle prime contrattazioni asiatiche di mercoledì il WTI è sceso a 80,99 dollari al barile, perdendo un altro 1,7% dopo il calo del 3,1% registrato martedì. I mercati stanno aumentando le scommesse su una possibile riapertura, almeno parziale, della principale rotta energetica del Golfo.

Aggiornamento 03:18Usa: completato lo sminamento della principale corsia di Hormuz

La Marina statunitense avrebbe completato la rimozione delle mine dalla Traffic Separation Scheme, la principale corsia internazionale utilizzata dalle navi nello Stretto di Hormuz. Due funzionari americani hanno confermato ad Axios la conclusione delle operazioni dopo l’annuncio di Donald Trump. Il risultato elimina uno degli ostacoli fisici più importanti alla ripresa del traffico, ma non equivale a una riapertura dello Stretto: restano le restrizioni iraniane sui transiti, il blocco americano e il rischio di nuovi attacchi alle navi.

Aggiornamento 03:27Nel Golfo di Oman aumentano i trasferimenti di petrolio tra navi

Il blocco e le difficoltà di transito attraverso Hormuz stanno ridisegnando la logistica petrolifera della regione. TankerTrackers segnala almeno 20 operazioni di trasferimento nave-a-nave nel Golfo di Oman, con circa 25 milioni di barili di greggio coinvolti oltre a prodotti raffinati. I carichi provengono da quasi tutti i principali produttori regionali, mentre tra le operazioni individuate figura anche un trasferimento di GPL iraniano. Il forte ricorso ai passaggi in mare conferma il ruolo crescente del Golfo di Oman come snodo alternativo mentre il traffico attraverso Hormuz resta fortemente limitato.

Aggiornamento 03:33Teheran frena sulla riapertura: «Hormuz resta chiuso»

L’Iran chiarisce che l’intesa provvisoria raggiunta con l’Oman non equivale alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi sostiene che la via d’acqua resterà chiusa finché Washington non rispetterà gli impegni previsti dal memorandum d’intesa e non verranno affrontate le condizioni poste da Teheran. Il corridoio temporaneo discusso con Muscat rappresenta quindi un meccanismo limitato per alcuni transiti, mentre resta ancora da negoziare un assetto permanente. La posizione iraniana ridimensiona le aspettative create dal completamento dello sminamento annunciato dagli Stati Uniti.

Aggiornamento 05:12La diretta si chiude qui

Dopo una notte segnata dai nuovi sviluppi su Hormuz, dal completamento dello sminamento della principale corsia internazionale, dai trasferimenti di petrolio nel Golfo di Oman e dalle nuove tensioni politiche tra Washington e Teheran, non emergono al momento ulteriori novità significative. Termina qui la nostra copertura in tempo reali. Gli aggiornamenti sulla crisi proseguiranno nella hub dedicata, che resterà aggiornata con i prossimi sviluppi rilevanti. Grazie per essere rimasti con noi

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