Usa attaccano l’Iran, iniziata la rappresaglia di Trump: la diretta

Il CENTCOM annuncia un nuovo ciclo di bombardamenti in risposta agli attacchi contro le forze americane. Obiettivi e portata dell’operazione non sono ancora noti.

Usa attaccano l’Iran, iniziata la rappresaglia di Trump: la diretta

Gli Stati Uniti tornano a colpire direttamente l’Iran dopo i missili contro le forze americane in Medio Oriente. La rappresaglia promessa da Trump riapre la fase più pericolosa della guerra.

Il nuovo ciclo di raid comincia nella notte: obiettivi e portata dell’operazione non sono ancora noti, mentre cresce l’attesa per la risposta di Teheran.

Trump aveva promesso una risposta durissima. Poche ore dopo, gli Stati Uniti sono tornati a colpire direttamente l’Iran.

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Gli Stati Uniti hanno avviato intorno alle 2:00 di giovedì, ora italiana, un nuovo ciclo di attacchi contro l’Iran. La rappresaglia annunciata poche ore prima da Donald Trump riporta il confronto direttamente sul territorio della Repubblica islamica.

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha presentato l’operazione come una risposta ai tentativi iraniani di colpire le forze americane schierate in Medio Oriente. Non sono stati ancora comunicati gli obiettivi, l’estensione dei bombardamenti o un primo bilancio.

Sono i primi attacchi diretti degli Stati Uniti contro l’Iran dalla scorsa settimana. La breve sospensione dei raid è definitivamente terminata e l’attenzione si sposta ora sulla possibile risposta di Teheran contro basi americane, navi commerciali e alleati regionali di Washington.

Guarda cosa è successo

Aggiornamenti in diretta

03:00Benvenuti nella nostra nuova pagina live

Gli Stati Uniti hanno avviato un nuovo ciclo di bombardamenti diretti contro l’Iran. Seguiamo in tempo reale l’operazione americana, gli obiettivi colpiti e le eventuali reazioni di Teheran.

Breaking 03:01Il CENTCOM conferma nuovi attacchi contro l’Iran

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha annunciato l’avvio di un nuovo ciclo di attacchi contro l’Iran. L’operazione viene presentata come una risposta ai tentativi iraniani di colpire le forze americane schierate in Medio Oriente.

Aggiornamento 03:39Dall’Iraq all’Iran, la giornata che ha riaperto la guerra

Il nuovo ciclo di raid americani chiude una giornata iniziata con gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Arabia Saudita contro le milizie filo-iraniane in Iraq, costati almeno 20 morti e 32 feriti. Teheran ha risposto lanciando missili contro obiettivi americani in Giordania e rivendicando attacchi contro tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel Mar Rosso gli Houthi hanno preso di mira una petroliera saudita, mentre un drone ha colpito un’unità di stoccaggio di proprietà americana nel porto egiziano di Damietta. Washington ha quindi rafforzato il blocco dei porti iraniani e imposto nuove sanzioni, mentre Riad ha avviato consultazioni per una coalizione navale internazionale. Dopo aver promesso una risposta durissima, Donald Trump ha ordinato la ripresa degli attacchi diretti contro l’Iran.

Aggiornamento 03:43Raid segnalati a Kazerun e sull’isola di Kish

Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, gli attacchi americani hanno raggiunto un’area alla periferia di Kazerun, nella provincia sud-occidentale di Fars, e l’isola di Kish nel Golfo Persico, dove sono state udite due forti esplosioni. Le autorità locali affermano che l’aeroporto e i collegamenti marittimi per i passeggeri continuano a funzionare regolarmente. Non sono ancora disponibili informazioni su eventuali vittime o danni.

Aggiornamento 03:45L’avvertimento prima dei raid: «Rischiamo un ciclo di escalation»

Poche ore prima dell’inizio degli attacchi, Harlan Ullman, ex alto ufficiale della Marina statunitense, aveva avvertito che l’annuncio anticipato di Trump avrebbe avuto senso soltanto all’interno di una strategia precisa. In caso contrario, gli Stati Uniti rischierebbero di entrare in un’escalation capace di alimentarsi da sola e di estendersi fino alle infrastrutture civili, danneggiando la popolazione iraniana ed esponendo Washington a una crescente condanna internazionale. L’avvio della nuova offensiva rende ora concreto il rischio indicato da Ullman.

Aggiornamento 04:30Nuovi raid segnalati a Qeshm e Abadan

I media iraniani riferiscono di nuovi attacchi americani nelle aree circostanti l’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, e la città sud-occidentale di Abadan. Le autorità regionali citate da Mehr e Fars parlano di obiettivi raggiunti dall’azione statunitense e di missili caduti nei pressi dei due centri. Non sono ancora disponibili informazioni su eventuali vittime o danni.

Aggiornamento 04:41CENTCOM: concluso il ciclo di raid, colpiti decine di obiettivi IRGC

Gli Stati Uniti hanno terminato intorno alle 4:00, ora italiana, il ciclo di attacchi iniziato due ore prima contro l’Iran. Il Comando centrale americano afferma di aver colpito decine di obiettivi dei Guardiani della rivoluzione, tra cui centri di comando, strutture per missili e droni, sistemi di sorveglianza e difesa costiera e capacità militari marittime. Non è stato ancora diffuso un bilancio dei danni o delle eventuali vittime.

Aggiornamento 04:50Fonti: Teheran prepara l’acquisto di missili antiaerei cinesi

Secondo tre fonti citate da Reuters, l’Iran potrebbe ricevere entro poche settimane una prima spedizione di sistemi portatili di difesa aerea QW-12 e FN-16, all’interno di un accordo da 300-400 lanciatori valutato tra 60 e 70 milioni di dollari. L’operazione sarebbe stata affidata a una società di Hong Kong e Teheran starebbe valutando rotte terrestri per rendere meno visibile il trasferimento. Pechino ha definito la ricostruzione completamente infondata e ha negato l’esistenza dell’accordo.

Aggiornamento 05:40Militari Usa in Giordania potrebbero dover consegnare i telefoni

Secondo due fonti citate da Reuters, alcuni soldati americani schierati in Giordania sarebbero stati informati che i loro cellulari verranno ritirati nei prossimi giorni. Una terza fonte riferisce che la misura è allo studio anche nel resto della regione, ma non è stata ancora decisa. In una lettera alle truppe, l’ammiraglio Brad Cooper ha avvertito che immagini e filmati pubblicati online permettono all’Iran di valutare quasi in tempo reale gli effetti dei propri attacchi. Il CENTCOM ha confermato il richiamo alla sicurezza operativa senza annunciare formalmente la confisca dei dispositivi.

Aggiornamento 07:00Una metaniera di QatarEnergy attraversa Hormuz

La metaniera Al Areesh, controllata da QatarEnergy e carica di GNL, ha lasciato durante la notte lo Stretto di Hormuz. Secondo i dati di Kpler e LSEG, è la prima unità di questo tipo legata alla compagnia qatariota a completare il passaggio dall’attacco contro la Al Rekayyat e la prima metaniera segnalata in uscita dall’11 luglio. Mercoledì hanno attraversato lo Stretto dodici navi commerciali, sei in entrata e sei in uscita: un aumento rispetto ai due giorni precedenti, ma ancora lontano dai flussi ordinari.

Breaking 07:44Nuovi missili iraniani sulla Giordania, cinque intercettati

Le difese aeree giordane hanno abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran nelle prime ore di giovedì, poche ore dopo la conclusione degli attacchi americani contro decine di obiettivi dei Guardiani della rivoluzione. L’agenzia statale Petra riferisce che non ci sono state vittime. Non è stato ancora precisato quale fosse l’obiettivo dei missili, ma il nuovo lancio rappresenta la prima risposta iraniana dopo la ripresa dei raid statunitensi.

Aggiornamento 08:47Teheran: due petroliere costrette a tornare indietro a Hormuz

I Guardiani della rivoluzione sostengono che due petroliere abbiano tentato di attraversare la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz con il supporto di aerei americani, ma siano tornate indietro dopo un incendio scoppiato su una delle unità. Teheran ha ribadito che il passaggio non verrà riaperto finché proseguiranno le minacce statunitensi e le interferenze sul traffico marittimo regionale. Non esistono ancora conferme indipendenti sull’incidente o sulle cause dell’incendio.

Aggiornamento 09:30Pakistan: colloqui Usa-Iran ancora in corso

Il Pakistan afferma che i negoziati tra Washington e Teheran proseguono nonostante la ripresa degli attacchi. Il portavoce del ministero degli Esteri Tahir Andrabi ha spiegato che la mediazione si concentra sulla riduzione dell’escalation e sulla ricerca di un’intesa per lo Stretto di Hormuz.

Aggiornamento 09:35QatarEnergy acquista 33 carichi di GNL statunitense

Secondo quattro fonti commerciali e industriali citate da Reuters, QatarEnergy ha acquistato 33 carichi di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti per continuare a rifornire clienti in Corea del Sud, Taiwan, Bangladesh, India e Giappone dopo il blocco delle esportazioni attraverso Hormuz. Le forniture valgono circa un miliardo di dollari e corrispondono a un terzo delle esportazioni mensili della compagnia prima della guerra. L’operazione, molto più ampia dei quattro carichi comprati nell’intero 2025, punta a proteggere l’affidabilità commerciale del Qatar nonostante la dichiarazione di forza maggiore.

Aggiornamento 09:40Petrolio volatile, Brent sopra i 92 dollari

Il Brent guadagna l’1,63% e sale a 92,22 dollari al barile, mentre il WTI avanza dello 0,51% a 84,89 dollari. La seduta resta instabile: i mercati oscillano tra i timori per la nuova offensiva americana contro l’Iran e le speranze di un accordo che riapra il traffico nello Stretto di Hormuz. I rialzi seguono il balzo del 7-8% registrato mercoledì.

Breaking 09:45Attacco iraniano in Kuwait, ucciso un lavoratore

Il ministero della Difesa kuwaitiano afferma che un attacco iraniano ha colpito l’edificio di una società cinese nel nord del Paese, provocando la morte di un lavoratore e danni rilevanti alla struttura. Le autorità non hanno comunicato il nome dell’azienda coinvolta né fornito ulteriori dettagli sulla natura dell’attacco.

Aggiornamento 11:00L’Egitto conferma l’attacco con drone a Damietta

Il governo egiziano afferma che le prime indagini attribuiscono a un drone gli incendi scoppiati su due navi per il gas nel porto di Damietta. Nessun gruppo ha rivendicato l’operazione e le autorità stanno proseguendo gli accertamenti per individuarne la provenienza, rafforzando nel frattempo le misure a tutela del porto e della sicurezza nazionale.

Aggiornamento 11:20Identificate le due navi colpite a Damietta

Le unità coinvolte sono la Energos Winter, piattaforma galleggiante di stoccaggio e rigassificazione di proprietà americana, e la GasLog Salem. Secondo tre fonti commerciali, l’impatto ha raggiunto il lato di dritta della Energos Winter e ha provocato un incendio successivamente propagatosi alla seconda nave. Reuters ha verificato i filmati confrontando scafi, strutture portuali, immagini satellitari e dati di tracciamento. La Energos Winter ha una capacità di 138.250 metri cubi di gas naturale liquefatto.
La tua intuizione regge sui dati: soltanto un americano su tre sostiene la guerra e il 69% ritiene che Trump non ne abbia spiegato chiaramente gli obiettivi. Intanto Musk sta riattivando America PAC per una grande operazione a favore dei repubblicani alle elezioni di metà mandato. Il rapporto causale non è dimostrabile, ma il contrasto politico è fortissimo. [Reuters/Ipsos](https://www.reuters.com/world/us/just-one-three-americans-back-iran-war-most-unsure-trumps-goals-reutersipsos-2026-07-27/), [Axios](https://www.axios.com/2026/07/29/musk-pac-midterm-election)

Aggiornamento 11:58Trump combatte una guerra senza una vittoria definita

Washington elenca obiettivi militari — proteggere le basi, colpire i Guardiani della rivoluzione, riaprire Hormuz — ma non indica quale risultato politico permetterebbe di dichiarare conclusa la guerra. Gli Stati Uniti non stanno difendendo il proprio territorio: proteggono una rete di basi, alleanze e rotte diventate bersagli anche per effetto della loro presenza nel conflitto. La logica diventa circolare: l’America colpisce perché viene attaccata e viene attaccata perché continua a colpire e ad ampliare il proprio intervento. Soltanto un americano su tre sostiene la guerra e il 69% ritiene che Trump non ne abbia chiarito gli obiettivi. Nello stesso momento Elon Musk riattiva la propria macchina finanziaria per aiutare i repubblicani alle elezioni di metà mandato. Non significa che il denaro di Musk finanzi la guerra, ma rende evidente una frattura: una politica militare priva di mandato popolare procede mentre il consenso elettorale viene affidato anche alla potenza economica di un singolo miliardario. Trump sembra cercare soprattutto di evitare l’immagine della ritirata: ogni risposta deve essere più dura della precedente perché fermarsi apparirebbe come una sconfitta. Ma quando non si sa definire che cosa sia la vittoria, ogni bombardamento può essere presentato come necessario e nessuno può essere davvero l’ultimo.

Aggiornamento 12:43Assicuratori di Londra estendono la zona ad alto rischio nel Mar Rosso

Il Comitato congiunto di guerra del mercato assicurativo londinese ha ampliato l’area considerata ad alto rischio lungo la costa saudita del Mar Rosso, fino alle vicinanze del porto di Jizan, lasciando escluse le acque egiziane. La decisione arriva dopo l’estensione delle operazioni Houthi contro il traffico marittimo e potrà incidere ulteriormente sui premi assicurativi: per alcune compagnie il costo della copertura contro i rischi di guerra è già raddoppiato, aggiungendo centinaia di migliaia di dollari a una traversata di sette giorni.

Aggiornamento 13:15Shell raddoppia gli utili, 9,84 miliardi grazie alla volatilità della guerra

Shell ha chiuso il secondo trimestre con utili rettificati per 9,84 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 4,26 miliardi dello stesso periodo del 2025 e sopra gli 8,92 miliardi attesi dagli analisti. Il risultato, secondo soltanto al record registrato nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina, è stato sostenuto dal rialzo dei prezzi energetici, dalle attività di trading e dai maggiori margini nella chimica, nonostante le interruzioni produttive in Qatar. La volatilità provocata dalla guerra in Iran ha offerto nuove opportunità commerciali ai grandi gruppi energetici e le azioni Shell hanno guadagnato lo 0,8%.

Aggiornamento 13:40Due americani su tre: «La guerra con l’Iran non valeva la pena»

Circa due terzi degli adulti statunitensi ritengono che la guerra contro l’Iran non sia valsa il costo sostenuto, secondo un sondaggio AP-NORC condotto dal 23 al 27 luglio. Il giudizio negativo comprende la grande maggioranza di democratici e indipendenti e il 37% dei repubblicani. L’approvazione della gestione di Donald Trump sull’Iran è scesa dal 34 al 28%, mentre tra gli elettori repubblicani è passata dal 71 al 61%, con un margine di errore di sei punti. Il risultato segnala una crescente insofferenza verso un conflitto più lungo del previsto e potrebbe pesare sui candidati repubblicani alle elezioni congressuali di novembre.

Aggiornamento 14:40Arabia Saudita, Pil in calo del 4,8% e settore petrolifero a −24,7%

L’economia saudita si è contratta del 4,8% nel secondo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le attività petrolifere hanno registrato una caduta del 24,7%, secondo i dati diffusi dall’emittente Al Arabiya. Le cifre arrivano mentre Riad entra direttamente nel conflitto al fianco degli Stati Uniti: mercoledì le forze saudite hanno partecipato agli attacchi contro milizie filo-iraniane in Iraq, il primo intervento militare ammesso pubblicamente da un Paese del Golfo nei cinque mesi di guerra. Le milizie sostengono che i raid abbiano provocato almeno 20 morti, compresi alcuni consiglieri iraniani.

Aggiornamento 15:19Teheran dettaglia il raid su Al-Azraq: missili contro l’area degli F-35

I Guardiani della rivoluzione hanno fornito nuovi particolari sull’attacco rivendicato contro la base aerea di Al-Azraq, nella Giordania orientale. Secondo Sepah News, missili balistici avrebbero colpito il piazzale di schieramento e il deposito di manutenzione dei caccia statunitensi, distruggendo tre F-35, danneggiandone altri tre e provocando vittime tra il personale americano. L’Iran presenta l’operazione come rappresaglia per la morte di tre componenti di una famiglia, compreso un bambino, durante i raid statunitensi sull’isola di Qeshm. Washington non ha confermato né l’attacco né le perdite rivendicate da Teheran.

Aggiornamento 15:40Pakistan: negoziati Usa-Iran ancora aperti nonostante i nuovi attacchi

Il Pakistan sostiene che i contatti tra Washington e Teheran proseguano, soprattutto sulla gestione dello Stretto di Hormuz e sulla possibilità di fermare l’escalation. Il portavoce degli Esteri Tahir Andrabi ha precisato che Islamabad sta cercando di riportare le parti ai colloqui tecnici previsti dall’intesa precedente. Si tratterebbe di negoziati indiretti: l’Iran continua a negare un dialogo diretto con gli Stati Uniti, pur confermando confronti con l’Oman. La mediazione prosegue mentre il CENTCOM annuncia nuovi bombardamenti, gli attacchi raggiungono Giordania e Kuwait e Teheran rivendica di aver costretto due petroliere a ritirarsi dallo Stretto.

Aggiornamento 16:20Netanyahu respinge Vance: «Israele non spinge Trump a prolungare la guerra»

Benjamin Netanyahu ha negato che il governo israeliano stia cercando di condizionare l’opinione pubblica americana o di ostacolare un accordo tra Stati Uniti e Iran, come sostenuto dal vicepresidente JD Vance. Il premier ha riferito di aver chiarito la questione durante un confronto definito franco e diretto, riconoscendo a Donald Trump la guida delle decisioni militari e descrivendo Israele come il partner minore dell’alleanza. Netanyahu resta però scettico sulla possibilità di una soluzione diplomatica e accusa Teheran di utilizzare i negoziati per guadagnare tempo, pur invitando Washington a verificare se la pressione economica e politica possa produrre risultati.

Aggiornamento 16:41Teheran rivendica un attacco contro la base Usa di Ali Al-Salem in Kuwait

I Guardiani della rivoluzione sostengono di aver colpito la base aerea statunitense di Ali Al-Salem, nel Kuwait centrale, distruggendo due hangar destinati ai droni e un deposito di carburante per aerei ed elicotteri militari. Né Washington né le autorità kuwaitiane hanno confermato danni all’installazione. Nelle ore precedenti il Kuwait aveva riferito che un altro attacco iraniano aveva centrato l’edificio di una società cinese nel nord del Paese, uccidendo un lavoratore. Missili e droni iraniani hanno preso ripetutamente di mira il territorio kuwaitiano durante la nuova escalation con gli Stati Uniti.

Aggiornamento 17:05Gli Houthi negano ogni responsabilità per l’attacco al porto di Damietta

Il movimento yemenita ha smentito di aver lanciato il drone che mercoledì ha colpito un’unità statunitense per lo stoccaggio e la rigassificazione del gas nel porto egiziano di Damietta. Un funzionario Houthi, citato dall’agenzia Saba, ha definito infondate le accuse rivolte al gruppo. La smentita arriva mentre le forze yemenite intensificano le operazioni contro navi legate all’Arabia Saudita nel Mar Rosso e minacciano di limitare il passaggio attraverso Bab el-Mandeb, ma escludono un proprio coinvolgimento nell’attacco che ha esteso l’insicurezza marittima fino al Mediterraneo.

Aggiornamento 17:35Il Kuwait partecipa ai colloqui sulla difesa di Bab el-Mandeb

Il capo di Stato maggiore kuwaitiano Khaled Al-Shuraian ha incontrato in Arabia Saudita i rappresentanti di una coalizione per la sicurezza marittima e la protezione della libertà di navigazione attraverso Bab el-Mandeb, il passaggio che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden. Il confronto arriva dopo il blocco annunciato dagli Houthi contro porti e navi legati a Riad e mentre il movimento yemenita valuta l’introduzione di tariffe sulle unità commerciali in transito. L’iniziativa segnala un crescente coordinamento tra gli Stati del Golfo per impedire agli Houthi di estendere il proprio controllo sulla rotta.

Breaking 18:18Fonti regionali: attacchi Houthi contro l’Arabia Saudita partiti dall’Iraq

I recenti attacchi contro gli impianti petroliferi della provincia orientale saudita sarebbero stati lanciati dal territorio iracheno dagli Houthi insieme a gruppi armati locali, secondo valutazioni di Riad e dei suoi partner regionali. Due funzionari sostengono che le operazioni siano avvenute sotto la supervisione dei Guardiani della rivoluzione e mostrino un coordinamento diretto sempre più stretto all’interno dell’Asse della Resistenza. La ricostruzione modifica le versioni ufficiali, che finora avevano attribuito separatamente gli attacchi alle milizie irachene o agli Houthi. Arabia Saudita, Iraq, Iran e movimento yemenita non hanno commentato.

Aggiornamento 18:19Nuovo attacco israeliano nel Libano meridionale, colpita Taybeh

Il fronte libanese resta aperto nonostante l’intesa raggiunta il mese scorso. Un bombardamento israeliano ha raggiunto Taybeh, località del distretto di Marjayoun, senza provocare vittime secondo le prime informazioni diffuse dai media statali libanesi. L’episodio conferma la fragilità dell’accordo: le operazioni militari di Israele nel sud del Paese non si sono fermate e il percorso verso una cessazione stabile delle ostilità rimane incompleto.

Aggiornamento 18:26Washington ridimensiona lo scontro tra Vance e Netanyahu

Un funzionario statunitense ha definito cordiale e produttivo il colloquio tra il vicepresidente JD Vance e Benjamin Netanyahu, precisando che i due hanno concordato di proseguire la cooperazione sugli obiettivi condivisi in Medio Oriente. La telefonata è arrivata dopo le accuse di Vance contro alcuni esponenti israeliani, indicati come interessati a influenzare l’opinione pubblica americana per prolungare la guerra con l’Iran. Netanyahu ha negato questa linea e affermato che la questione è stata chiarita, mentre altre fonti descrivono il confronto come franco e diretto.

Aggiornamento 18:43Teheran avverte Bulgaria e Cipro sull’uso delle basi da parte degli Stati Uniti

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha chiesto alla Bulgaria di revocare l’autorizzazione al dispiegamento nella base di Bezmer di otto aerei cisterna KC-135 e fino a 250 militari statunitensi, sostenendo che Sofia stia facilitando le operazioni contro l’Iran. Il governo bulgaro afferma che non saranno impiegate armi offensive e nega qualsiasi coinvolgimento nella guerra. Araqchi ha rivolto un avvertimento analogo a Cipro, chiedendo che le basi militari straniere presenti sull’isola non vengano utilizzate contro Teheran. Tra queste figura RAF Akrotiri, colpita da un drone iraniano all’inizio di marzo.

Aggiornamento 18:51UNRWA: Israele estende la “Linea Gialla”, area limitata al 64,9% di Gaza

L’esercito israeliano avrebbe spostato in avanti la “Linea Gialla” nella parte orientale di Deir el-Balah, a Gaza City e Khan Younis, secondo l’ultimo rapporto dell’UNRWA. L’agenzia delle Nazioni Unite segnala nuovi ordini di evacuazione e confinamento che hanno interessato anche più di dieci proprie strutture, oltre a un aumento delle ostilità nella zona umanitaria situata a ovest della linea. L’OCHA calcola che entro giugno l’area della Striscia sottoposta a limitazioni di accesso sia salita al 64,9%, rispetto al 53% registrato all’inizio del 2026.

Aggiornamento 19:01Damietta accende l’allarme su Suez: in gioco 5 milioni di barili al giorno

L’attacco contro le due navi a Damietta modifica la percezione del rischio lungo la principale alternativa energetica allo Stretto di Hormuz. Il Canale di Suez e l’oleodotto Sumed hanno finora consentito al petrolio saudita diretto verso nord di evitare le rotte più esposte del Golfo e di Bab el-Mandeb. Nessun gruppo ha rivendicato il raid né minacciato direttamente il canale, ma la vicinanza dell’episodio alle infrastrutture egiziane preoccupa i mercati. Secondo l’analista energetico Saul Kavonic, un’estensione degli attacchi potrebbe mettere sotto pressione flussi fino a cinque milioni di barili al giorno.

Aggiornamento 19:32Nuove sanzioni Usa contro la rete internazionale di Mahan Air

Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha colpito sei persone ed entità con sede in Cina, India, Russia e Iran, accusate di sostenere le attività commerciali e operative della compagnia iraniana Mahan Air. Washington sostiene che il vettore, già sottoposto a restrizioni americane ed europee, venga utilizzato per trasferire personale dei Guardiani della rivoluzione, armi e droni. Il provvedimento estende la pressione economica su Teheran mentre l’amministrazione Trump combina nuove misure finanziarie con la ripresa delle operazioni militari.

Aggiornamento 19:54Teheran rivendica nuovi attacchi contro la base Sheikh Isa in Bahrain

L’esercito iraniano sostiene di aver impiegato droni contro le strutture statunitensi presenti nella base aerea Sheikh Isa, colpendo generatori elettrici, sistemi di navigazione ed edifici amministrativi e logistici. Secondo i media pubblici di Teheran, l’installazione sarebbe stata attaccata più volte nei giorni scorsi e nuovamente nella notte di giovedì. Non sono disponibili conferme indipendenti sui danni rivendicati dall’Iran.

Aggiornamento 20:08Il Senato salva ancora i poteri di guerra di Trump: risoluzione bocciata 49-50

È fallito per un solo voto il nuovo tentativo del Congresso di imporre al presidente il ritiro delle forze statunitensi dalle operazioni contro l’Iran non autorizzate dai parlamentari. La risoluzione presentata dalla democratica Kirsten Gillibrand ha ottenuto il sostegno dei repubblicani Lisa Murkowski, Susan Collins e Rand Paul, mentre il democratico John Fetterman ha votato contro. Mitch McConnell, ricoverato in una struttura riabilitativa, è stato l’unico assente. La bocciatura arriva una settimana dopo il precedente tentativo e potrebbe essere l’ultima prima della pausa del Senato prevista il 10 agosto.

Aggiornamento 20:28Riad vara una coalizione navale con altri 13 Paesi

L’Arabia Saudita ha annunciato la nascita di una coalizione internazionale per proteggere la navigazione tra Bab el-Mandeb, il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Al vertice convocato da Riad hanno partecipato delegazioni di 43 Paesi e dell’Unione Europea, ma per ora sono tredici gli Stati entrati nell’iniziativa. La nuova alleanza risponde agli attacchi degli Houthi contro le petroliere saudite e alla crescente dipendenza dal porto di Yanbu, verso il quale il regno ha deviato gran parte delle esportazioni dopo la paralisi dello Stretto di Hormuz.

Aggiornamento 20:35Palestine Action, il divieto arriva alla Corte Suprema britannica

La Corte Suprema del Regno Unito esaminerà il ricorso contro la messa al bando di Palestine Action come organizzazione terroristica. La cofondatrice Huda Ammori ha ottenuto l’autorizzazione a impugnare la decisione con cui la Corte d’Appello aveva giudicato legittimo il provvedimento, ribaltando una precedente sentenza favorevole al gruppo. Il divieto era stato introdotto dopo l’irruzione di alcuni attivisti nella base RAF Brize Norton e il danneggiamento di due aerei militari. Da allora circa 3.000 persone sono state arrestate per manifestazioni di sostegno all’organizzazione.

Aggiornamento 23:59Nuovi raid sull’Iran, il conflitto si estende alle basi Usa e alle rotte energetiche

Gli Stati Uniti hanno aperto una nuova fase dell’offensiva colpendo decine di obiettivi dei Guardiani della rivoluzione tra Kazerun, Kish, Qeshm e Abadan. Teheran ha risposto rivendicando attacchi contro installazioni americane in Giordania, Kuwait e Bahrain, ma il CENTCOM ha negato la distruzione degli F-35 e qualsiasi danno agli aerei statunitensi. La Giordania ha intercettato cinque missili iraniani, mentre in Kuwait un attacco ha ucciso un lavoratore in un edificio appartenente a una società cinese.
La pressione si è spostata anche sulle rotte energetiche. A Hormuz due petroliere avrebbero rinunciato al transito dopo l’incendio scoppiato su una delle navi, mentre una metaniera controllata da QatarEnergy è riuscita a lasciare lo Stretto. Nel Mediterraneo, l’Egitto ha confermato che un drone ha provocato l’incendio sulle unità Energos Winter e Gaslog Salem nel porto di Damietta; gli Houthi hanno negato ogni coinvolgimento.
Nel Mar Rosso, l’Arabia Saudita ha varato con altri tredici Paesi una coalizione per proteggere la navigazione tra Bab el-Mandeb e il Golfo di Aden. Riad cerca così di difendere la rotta verso Yanbu, diventata essenziale dopo la paralisi di Hormuz e ora minacciata dagli attacchi degli Houthi.
La diplomazia continua a muoversi senza fermare le armi. Il Pakistan sostiene che i contatti tra Washington e Teheran siano ancora in corso, mentre il Senato americano ha respinto per un solo voto il nuovo tentativo di limitare i poteri di guerra di Donald Trump. Intanto il Brent resta sopra i 90 dollari e un sondaggio mostra che due americani su tre considerano questa guerra non necessaria.
La diretta di oggi termina qui. Sulla nostra hub dedicata alla guerra in Medio Oriente tutti gli sviluppi, e il quadro complessivo aggiornato. Grazie per essere rimasti con noi.

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