La notte elettorale svedese non consegna un vincitore. Con oltre il 90% dei voti scrutinati, la proiezione assegna 175 seggi all’opposizione di Magdalena Andersson e 174 ai partiti che sostengono il governo uscente. Il risultato definitivo potrebbe cambiare ancora.

Un Parlamento di 349 seggi diviso esattamente sul confine della maggioranza: in Svezia poche migliaia di schede possono ancora decidere chi avrà la possibilità di formare il prossimo governo.
La Svezia si sveglia senza sapere chi governerà il Paese. Le elezioni parlamentari hanno prodotto un testa a testa che difficilmente avrebbe potuto essere più serrato: secondo la proiezione della televisione pubblica SVT, il blocco d’opposizione guidato dalla leader socialdemocratica Magdalena Andersson otterrebbe 175 seggi, appena uno in più dei 174 assegnati ai partiti che sostengono il premier uscente Ulf Kristersson.
Con oltre il 90% dello scrutinio completato, SVT attribuisce una probabilità del 90% alla distribuzione 175-174. Durante la notte il margine ha continuato a oscillare e per alcuni minuti l’opposizione era salita anche a 176 seggi contro 173, prima di tornare alla distanza minima.
Né Andersson né Kristersson hanno quindi proclamato la vittoria. Il conteggio non è ancora concluso e mercoledì saranno scrutinati anche i voti arrivati dall’estero e le altre schede non comprese nel primo conteggio. Il risultato definitivo dovrebbe essere formalizzato successivamente, prima dell’insediamento del nuovo Parlamento previsto per il 28 settembre.
I Socialdemocratici restano il primo partito
Il Partito Socialdemocratico di Andersson si conferma la principale forza politica del Paese. Alle sue spalle i Moderati di Kristersson precedono i Democratici Svedesi, che perdono terreno rispetto alle elezioni del 2022 e scivolano al terzo posto. Il partito nazionalista e anti-immigrazione resta comunque determinante per gli equilibri della destra.
Kristersson governa dal 2022 con una coalizione di centrodestra sostenuta proprio dai Democratici Svedesi. Prima del voto aveva aperto alla possibilità di portarli direttamente nel governo in caso di vittoria del suo blocco, un passaggio che aveva assunto un peso centrale durante la campagna elettorale.
Sul fronte opposto, Andersson guida un’area composta da Socialdemocratici, Verdi, Partito della Sinistra e Partito di Centro. Un eventuale successo numerico non renderebbe però automatica la formazione del governo, perché tra le quattro forze restano differenze su immigrazione, economia e altri dossier interni.
Una maggioranza ridotta a un solo seggio
Il Riksdag conta 349 parlamentari e la soglia della maggioranza assoluta è fissata a 175. Se il risultato attuale venisse confermato, il blocco di Andersson raggiungerebbe quindi esattamente il numero necessario, mentre quello di Kristersson rimarrebbe fermo a 174.
È una situazione che lascia aperta la partita fino all’ultima fase dello scrutinio. Anche uno spostamento limitato di voti potrebbe modificare l’assegnazione di un mandato e ribaltare l’intero rapporto tra i due schieramenti.
Lo stesso copione si era già visto nel 2022, quando la destra aveva conquistato il potere con un margine molto ridotto. Quattro anni dopo la Svezia torna così a trovarsi davanti a un Parlamento praticamente diviso a metà, ma questa volta con l’opposizione leggermente avanti.
Il verdetto può attendere fino a mercoledì
Per Andersson il dato rappresenta comunque un ritorno al centro della partita politica dopo quattro anni all’opposizione. Per Kristersson, invece, la notte elettorale si chiude senza la possibilità di rivendicare il secondo mandato che aveva chiesto agli elettori.
Entrambi devono ora attendere il completamento del conteggio. Mercoledì arriveranno i voti che possono ancora modificare la distribuzione dei seggi e soltanto allora sarà possibile capire se il 175-174 resisterà.
Per il momento la fotografia delle elezioni svedesi resta quella di un Paese diviso quasi perfettamente in due, con la maggioranza parlamentare sospesa a un solo mandato.
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