Il governo prova a chiudere la fase più critica della protesta degli autotrasportatori con un decreto che riunirà gli interventi per il settore e nuove risorse destinate all’agricoltura. I blocchi hanno già rallentato la distribuzione di alimenti e carburanti, creato problemi negli aeroporti del Sud e costretto il Viminale a organizzare scorte per garantire i rifornimenti essenziali.

Il decreto arriva quando la protesta comincia ad arretrare in alcune regioni, ma ha già mostrato quanto rapidamente un blocco dell’autotrasporto possa propagarsi dai caselli ai supermercati, agli aeroporti e alla distribuzione dei farmaci.
Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi per approvare un decreto legge con misure destinate all’autotrasporto e ulteriori risorse per il settore agricolo, nel tentativo di riportare alla normalità una situazione che negli ultimi giorni ha prodotto blocchi stradali e crescenti difficoltà nei rifornimenti soprattutto nel Mezzogiorno. Palazzo Chigi ha fatto sapere che il governo sta lavorando per trasformare gli impegni assunti con le associazioni di categoria in interventi immediatamente operativi, mentre parallelamente chiede la rimozione dei presidi che continuano a ostacolare la circolazione.
Per gli autotrasportatori il pacchetto dovrebbe comprendere ristori legati al caro gasolio, la sospensione dei canoni di leasing e misure per accelerare la digitalizzazione della lettera di vettura, con particolare attenzione ai piccoli operatori e alle imprese rimaste fuori dagli strumenti previsti dalla normativa europea. Sul versante agricolo l’esecutivo prepara invece un ulteriore stanziamento, i cui dettagli dovranno essere definiti nel testo che arriverà oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri.
La decisione è maturata dopo la riunione presieduta da Giorgia Meloni con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e gli altri esponenti del governo coinvolti nella gestione della crisi. Il confronto con le organizzazioni dell’autotrasporto ha prodotto un’intesa sulle misure economiche, ma non ha determinato immediatamente la fine di tutti i blocchi, tanto che Palazzo Chigi ha richiamato la necessità di distinguere le rivendicazioni di categoria dalle condotte che impediscono la libera circolazione.
Dai caselli ai rifornimenti, gli effetti dei blocchi
Le conseguenze della protesta hanno intanto superato ampiamente il traffico autostradale. In Campania i presidi hanno interessato Nola, Avellino Est, Mercato San Severino, Capua e Caserta Nord, rallentando il movimento delle merci e creando difficoltà nella distribuzione di carburanti e generi alimentari. In alcune aree sono comparsi scaffali vuoti e ritardi nelle consegne, mentre le imprese dei settori alimentare, della ristorazione, della moda e del packaging hanno segnalato problemi nell’arrivo delle forniture.
Anche il traffico aereo ha risentito dell’interruzione dei collegamenti su gomma necessari per portare il carburante negli scali. Crotone e Reggio Calabria hanno segnalato l’indisponibilità del Jet A1, mentre in altri aeroporti meridionali sono state introdotte limitazioni e alle compagnie è stato chiesto di pianificare i voli tenendo conto delle difficoltà nei rifornimenti.
Il Viminale ha concentrato l’intervento soprattutto sulla continuità delle forniture essenziali. Piantedosi ha riferito dei contatti con i prefetti delle zone interessate e le forze dell’ordine hanno già scortato centinaia di mezzi per consentire il passaggio di alimenti, medicinali e altri beni di prima necessità, con la disponibilità a garantire lo stesso servizio agli autotrasportatori che chiedano di poter lavorare in sicurezza.
Sicilia e Calabria sospendono la protesta
Nelle ultime ore il fronte della mobilitazione ha però cominciato a ridursi. In Sicilia l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani ha revocato il blocco dopo un incontro in Prefettura a Catania, mentre in Calabria Fedralog ha sospeso la protesta in attesa del confronto con Salvini fissato per il 27 ottobre. È stato sciolto anche il presidio al casello di Caianello sulla A1.
La sospensione non equivale tuttavia alla chiusura della vertenza. Fedralog ha già avvertito che, se dall’incontro del 27 ottobre non arriveranno risposte considerate sufficienti, la protesta potrà riprendere con un corteo di mezzi diretto verso Roma. In Campania la situazione resta nel frattempo più tesa e l’effetto del decreto che il governo approverà oggi sarà misurato anche sulla capacità di accelerare la rimozione degli ultimi blocchi.
Sul piano politico, Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva hanno chiesto a Meloni di riferire in Parlamento. Giuseppe Conte ha parlato di un Paese che rischia di fermarsi sotto il peso delle difficoltà nei rifornimenti, mentre Elly Schlein ha chiesto alla presidente del Consiglio di illustrare direttamente alle Camere le misure con cui l’esecutivo intende affrontare la crisi. Il governo, per ora, punta sul decreto: il passaggio decisivo sarà capire se le risorse e gli interventi annunciati saranno sufficienti a chiudere una protesta che in pochi giorni ha già inciso su trasporti, distribuzione e attività economiche.
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