Ucraina, sei morti a Kharkiv. Nel Mar Nero affonda una nave diretta a Ravenna
Il cargo Royad Mammadov, partito dal porto ucraino di Izmail e diretto a Ravenna, ripreso nel Mar Nero dopo l’attacco che ne ha provocato l’affondamento.

GUERRA IN UCRAINA

Ucraina, sei morti a Kharkiv. Nel Mar Nero affonda una nave diretta a Ravenna

Quasi 60 feriti nei bombardamenti sulla seconda città ucraina. Kyiv accusa droni russi per l’attacco al cargo Royad Mammadov, affondato al largo della Romania con due vittime.

La pressione aerea russa continua dalle città del nord-est fino ai porti e alle rotte commerciali del Mar Nero. Nella notte nuovi attacchi hanno interessato anche Odessa e Zaporizhzhia, mentre Kyiv prosegue la propria offensiva contro le infrastrutture energetiche russe.

Una nave carica di mais partita dall’Ucraina e diretta in Italia è affondata fuori dalle acque territoriali romene: due marinai sono morti e Kyiv attribuisce l’attacco a droni russi.

Sei morti e 59 feriti, tra cui tre bambini, negli attacchi che hanno colpito Kharkiv, mentre la guerra torna a raggiungere anche le rotte commerciali del Mar Nero con l’affondamento di una nave partita dall’Ucraina e diretta in Italia. La nuova sequenza di bombardamenti arriva mentre Mosca intensifica la pressione sulle città e sulle infrastrutture ucraine e Kyiv continua a colpire in profondità il sistema energetico russo.

A Kharkiv tre bombe hanno raggiunto diverse zone della città, danneggiando pesantemente edifici residenziali e magazzini. Il governatore regionale Oleh Syniehubov ha aggiornato il bilancio a 59 feriti, trenta dei quali ricoverati e tre in condizioni gravi, mentre i soccorritori hanno estratto alcune delle vittime dalle macerie. La seconda città dell’Ucraina, distante una trentina di chilometri dal confine russo, continua a essere uno degli obiettivi più esposti dell’offensiva aerea di Mosca.

Gli attacchi hanno interessato anche altre aree del Paese: a Zaporizhzhia un drone russo ha colpito un edificio residenziale provocando un incendio e ferendo tre persone, mentre a Sloviansk, nella regione di Donetsk, un bombardamento aereo ha causato un’altra vittima. Nella notte tra lunedì e martedì le autorità ucraine hanno inoltre segnalato nuovi attacchi contro infrastrutture nella regione di Odessa e contro un ponte a Zaporizhzhia, dove almeno cinque persone sarebbero rimaste ferite; a Kyiv frammenti di un drone sono caduti sul tetto di una struttura educativa provocando un incendio. Questi ultimi episodi sono stati riferiti dalle autorità locali ucraine e non risultano ancora verificati in modo indipendente.

Il cargo partito da Izmail e diretto a Ravenna

La guerra ha raggiunto nello stesso tempo una delle rotte commerciali utilizzate per portare i prodotti agricoli ucraini verso i mercati europei. Il Royad Mammadov, nave battente bandiera di Saint Kitts e Nevis e di proprietà turca, ha preso fuoco ed è successivamente affondato nel Mar Nero dopo avere lasciato il porto ucraino di Izmail con un carico di mais destinato a Ravenna.

Le autorità romene hanno confermato la morte di due membri dell’equipaggio e il salvataggio di altre undici persone. L’incidente è avvenuto fuori dalle acque territoriali della Romania, nella sua zona economica esclusiva, a circa 30 miglia nautiche a sud di Sfântu Gheorghe; Bucarest non ha ancora stabilito pubblicamente quale sia stata la causa dell’incendio.

Volodymyr Zelensky ha attribuito invece l’attacco a droni russi, sostenendo che il cargo sia stato colpito mentre navigava lungo la rotta commerciale del Mar Nero. Mosca non ha commentato direttamente l’episodio, anche se nei giorni precedenti il ministero della Difesa russo aveva rivendicato attacchi contro diverse navi cargo nell’area di Odessa, affermando che trasportassero materiale di interesse militare; tali affermazioni non sono state verificate in modo indipendente.

L’incidente assume un rilievo ulteriore perché si è verificato vicino alle acque di un Paese NATO e lungo una direttrice utilizzata dalle esportazioni agricole ucraine, già sottoposte negli ultimi mesi a una crescente pressione dovuta agli attacchi contro porti, infrastrutture logistiche e collegamenti ferroviari.

Mosca aumenta gli attacchi sulle città, Kyiv risponde sulle raffinerie

La nuova ondata arriva pochi giorni dopo una delle più pesanti offensive russe contro il sistema energetico ucraino degli ultimi mesi. Il 30 settembre Mosca aveva lanciato un attacco coordinato con centinaia di droni e missili contro infrastrutture elettriche e logistiche, provocando blackout e vittime mentre l’Ucraina si prepara a un nuovo inverno di guerra.

Zelensky ha sostenuto che l’intelligence ucraina abbia ottenuto documenti relativi a una nuova impostazione russa degli attacchi, destinata ad ampliare la pressione su infrastrutture, trasporti e centri urbani. Il presidente ucraino ha annunciato in risposta che Kyiv intensificherà gli attacchi contro le raffinerie russe, mantenendo secondo le sue dichiarazioni l’esclusione degli obiettivi civili. Mosca non ha confermato l’esistenza della presunta nuova dottrina descritta dal presidente ucraino.

Secondo il governo ucraino, i raid a lungo raggio avrebbero ormai messo fuori uso o compromesso oltre la metà della capacità di raffinazione russa. La percentuale del 51% è una valutazione di Kyiv e non può essere verificata indipendentemente nella sua interezza, ma gli attacchi hanno provocato interruzioni documentate in numerosi impianti e hanno contribuito alle difficoltà registrate nel mercato russo dei carburanti.

Nelle prime ore di martedì sono state inoltre segnalate nuove incursioni di droni nell’area di Mosca e un incendio presso un impianto petrolifero nella regione della capitale russa. Le prime informazioni provengono da fonti russe e canali di monitoraggio e non consentono ancora di stabilire con certezza né l’entità dei danni né la responsabilità dell’attacco.

La guerra aerea si allarga mentre il fronte resta sotto pressione

La sequenza delle ultime ore conferma quanto la guerra stia assumendo una dimensione sempre più profonda rispetto alla linea del fronte. La Russia continua a colpire città, infrastrutture energetiche, collegamenti e aree portuali ucraine, mentre Kyiv cerca di trasferire parte del costo del conflitto all’interno della Federazione russa attraverso una campagna sistematica contro raffinerie, depositi e strutture legate alla logistica militare.

Sul terreno, le forze russe proseguono intanto la pressione nel Donbas, dove cercano di avanzare verso ovest, mentre gli attacchi a lunga distanza aumentano la vulnerabilità di centri urbani situati anche molto lontano dalle zone dei combattimenti diretti. Kharkiv, Odessa, Zaporizhzhia e Kyiv restano così inserite nella stessa offensiva che mira a colpire capacità economica, mobilità e tenuta delle retrovie ucraine.

L’affondamento del Royad Mammadov aggiunge un elemento ulteriore, perché porta nuovamente il rischio militare sulle rotte commerciali del Mar Nero e vicino alle acque di un Paese dell’Alleanza Atlantica. La causa dell’incidente resta da accertare in modo indipendente, ma due marinai sono morti e una nave partita dall’Ucraina per raggiungere l’Italia non è arrivata a destinazione: la guerra continua così a spingersi oltre le città bombardate e oltre il fronte, fino alle vie attraverso le quali l’Ucraina mantiene aperti i propri collegamenti con l’Europa.

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FOTO: © ICTIMAI TV/YouTube

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