CARO CARBURANTI

Accise, da oggi lo sconto si dimezza: oltre 3 euro in più per un pieno di gasolio

Il taglio fiscale resta in vigore fino al 5 ottobre, poi scatterà il meccanismo delle accise mobili. Assotir avverte: «L’autotrasporto rischia di fermarsi».

Da oggi, 26 settembre, si riduce l’agevolazione sulle accise del gasolio e il costo di un pieno aumenta di oltre tre euro rispetto a ieri. Il nuovo passaggio arriva mentre gli autotrasportatori denunciano una situazione sempre più difficile e il governo convoca le raffinerie per l’8 ottobre.

Il rincaro non dipende da un nuovo movimento delle quotazioni alla pompa, ma dalla riduzione dello sconto fiscale introdotto per contenere gli effetti del caro carburanti.

Accise, da oggi lo sconto si dimezza: oltre 3 euro in più per un pieno di gasolio

Da oggi cambia nuovamente il peso delle accise sul gasolio e, indipendentemente dall’andamento dei prezzi alla pompa, per gli automobilisti il costo di un pieno aumenta. Il decreto del 17 settembre aveva previsto una riduzione temporanea dell’imposizione, ma dal 26 settembre l’aliquota sul gasolio sale da 572,90 a 622,90 euro per mille litri e resterà su questo livello fino al 5 ottobre.

Secondo i calcoli del Codacons, lo sconto fiscale che fino a ieri valeva 12,2 centesimi al litro viene quindi dimezzato e, considerando anche l’Iva, il beneficio effettivo alla pompa scende a 6,1 centesimi. Per un pieno l’aumento rispetto alla giornata precedente è di circa 3,05 euro, mentre l’impatto complessivo rispetto alla prima fase del provvedimento arriva a 5,45 euro.

Dal 6 ottobre terminerà inoltre lo sconto predeterminato sulle accise e scatterà il meccanismo delle accise mobili, attraverso il quale l’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi del greggio dovrebbe essere utilizzato per ridurre l’imposizione fissa sui carburanti.

L’autotrasporto alza il livello dell’allarme

Il nuovo aumento arriva mentre il settore dell’autotrasporto denuncia una pressione crescente sui costi. Assotir parla apertamente del rischio che molte imprese non riescano più a sostenere il prezzo del gasolio e non esclude iniziative di protesta qualora non arrivino risposte dal governo.

La presidente Anna Vita Manigrasso ha definito la situazione «drammatica», mentre il segretario generale Claudio Donati ha spiegato che l’associazione attenderà ancora alcuni giorni prima di decidere eventuali iniziative insieme alle altre organizzazioni del settore. Tra le possibilità resta anche lo sciopero, indicato come una misura estrema che l’associazione vorrebbe evitare ma che non viene esclusa.

Il governo convoca le raffinerie

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto hanno convocato per l’8 ottobre le principali società attive nella raffinazione e nella produzione di derivati petroliferi. L’incontro dovrà valutare la possibilità di aumentare la produzione nazionale dei principali prodotti e ridurre l’impatto delle tensioni internazionali sull’approvvigionamento del Paese.

Alla riunione sono stati invitati, tra gli altri, Unem, Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub.

Nel frattempo Eni ha annunciato che da lunedì 28 settembre introdurrà un tetto massimo ai prezzi praticati sulla propria rete, fissando il gasolio a non più di 2,19 euro al litro e la benzina a 1,99 euro. La misura avrà una durata iniziale di trenta giorni e potrà essere prorogata fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e alla disponibilità degli approvvigionamenti.

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