L’Atalanta tiene il pallone, prova a comandare la partita, ma per troppo tempo non riesce a trasformare il possesso in pericolo. L’Hapoel Tel Aviv difende con ordine, trova anche le occasioni per colpire e nel recupero si salva grazie a un Tzur decisivo. A Bergamo finisce 0-0.

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Il primo passo europeo dell’Atalanta di Maurizio Sarri non produce il vantaggio che i nerazzurri cercavano prima della gara di ritorno. Lo 0-0 contro l’Hapoel Tel Aviv lascia il confronto completamente aperto e racconta soprattutto una squadra ancora alla ricerca del ritmo necessario per sostenere il calcio del nuovo allenatore per novanta minuti.
La Dea controlla a lungo il pallone, soprattutto nella prima parte della gara, ma la circolazione resta spesso troppo prevedibile. L’Hapoel accorcia bene, scherma Gaetano e concede poco tra le linee. L’Atalanta arriva così con difficoltà negli ultimi venti metri e quando riesce ad accelerare trova una difesa israeliana pronta a chiudere.
Carnesecchi evita che la partita cambi direzione
Il possesso nerazzurro non impedisce all’Hapoel di costruire la prima occasione realmente pesante della serata. Alkoukin trova Boateng nello spazio, Kossounou manca l’intervento e Carnesecchi deve uscire con grande tempismo per fermare l’attaccante.
È un episodio che modifica anche l’inerzia del primo tempo. L’Atalanta perde per qualche minuto sicurezza e deve fare i conti anche con l’uscita di Scalvini, costretto a lasciare il campo dopo il problema accusato nella prima parte della gara. Kristensen prende il suo posto e sarà proprio il danese, poco prima dell’intervallo, a impegnare Tzur dalla distanza.
Prima c’è anche la migliore iniziativa di Scamacca: conclusione indirizzata verso l’incrocio e risposta del portiere israeliano. Zalewski aveva aperto la serie delle occasioni nerazzurre con un sinistro dal limite terminato fuori.
Tanto pallone, troppo poco ritmo
Il problema dell’Atalanta emerge con maggiore chiarezza nella ripresa. La squadra di Sarri continua ad avere il pallone, ma non riesce a muovere abbastanza rapidamente il blocco avversario.
L’Hapoel non ha bisogno di abbassarsi fino alla propria area per resistere. Resta aggressivo sulle linee di passaggio, accompagna gli spostamenti della palla e aspetta il momento per uscire. Il risultato è una partita nella quale il controllo territoriale della Dea produce meno di quanto suggerisca il possesso.
Sarri prova a cambiare qualcosa inserendo Krstovic per Scamacca, poi Pasalic e Cassa per Samardzic e Zalewski. Anche Barda utilizza la panchina, mantenendo freschezza soprattutto nella fase offensiva.
E gli israeliani continuano a essere pericolosi. Xande Silva trova il colpo di testa dentro l’area e costringe ancora Carnesecchi a intervenire. L’Atalanta non domina mai davvero l’avversario e deve restare attenta fino alla fine.
Tzur chiude la porta nel momento migliore della Dea
La partita cambia volto soltanto negli ultimi minuti. Krstovic comincia a trovare spazio, prima con una conclusione dalla distanza e poi con un tentativo che termina di poco fuori.
Nel recupero arriva la grande occasione. Krstovic si libera in area e colpisce di testa verso l’incrocio: Tzur respinge. Raspadori raccoglie il pallone da pochi passi e trova nuovamente il portiere israeliano, protagonista di un secondo intervento decisivo.
È la fotografia della serata. L’Atalanta costruisce la possibilità di vincerla quando il tempo sta ormai finendo, ma non riesce a trasformare l’assalto finale nel gol che avrebbe cambiato il peso della gara di ritorno.
Tra sette giorni servirà un’Atalanta diversa
Lo 0-0 non compromette nulla, ma rimanda ogni decisione alla seconda partita. L’Atalanta avrà sette giorni per aumentare condizione, velocità di esecuzione e capacità di attaccare una squadra che ha dimostrato di saper restare dentro la partita anche senza controllarla.
Il margine tecnico dei nerazzurri può emergere, ma contro questo Hapoel il solo possesso non basta. Servono cambi di ritmo, movimenti senza palla e maggiore presenza dentro l’area.
La qualificazione resta alla portata della Dea. Dopo Bergamo, però, non è più qualcosa da considerare scontato.
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Foto: Frame da video © Sky Sport/YouTube
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