Il voto passa 8-5 dopo il rifiuto dell’ex virologo della Casa Bianca di rispondere alle domande sull’origine del Covid invocando il Quinto Emendamento. Rand Paul annuncia il deferimento al Dipartimento di Giustizia.

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La lunga battaglia americana sulle origini del Covid e sulla gestione della pandemia torna a concentrarsi su Anthony Fauci. La commissione per la Sicurezza interna e gli Affari governativi del Senato ha approvato una risoluzione per oltraggio al Congresso dopo il rifiuto dell’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases di rispondere alle domande dei senatori invocando il diritto costituzionale contro l’autoincriminazione.
Il voto, arrivato giovedì 6 agosto, è passato per 8 a 5 lungo le linee di partito. A imprimere un’accelerazione al caso è stato il presidente repubblicano della commissione, Rand Paul, storico avversario di Fauci sul dossier Covid, che ha annunciato l’intenzione di trasmettere la risoluzione direttamente al Dipartimento di Giustizia.
La decisione non equivale a una condanna penale e Fauci, dunque, non è stato dichiarato “colpevole” da un tribunale. Ma apre una nuova fase di uno scontro politico e istituzionale che negli Stati Uniti non si è mai realmente chiuso.
Fauci si appella al Quinto Emendamento
Il caso nasce dall’audizione del 29 luglio, quando Fauci era comparso davanti alla commissione sotto mandato di comparizione nell’ambito dell’indagine sulle origini della pandemia e sulla risposta del governo americano al Covid-19.
L’ex responsabile sanitario ha rifiutato di rispondere alle domande appellandosi al Quinto Emendamento, che tutela dal rischio di autoincriminazione.
Rand Paul sostiene però che quella protezione non potesse essere invocata in questo caso. Nel gennaio 2025 Joe Biden aveva concesso a Fauci una grazia preventiva per eventuali reati federali collegati alle funzioni svolte dal 2014 fino al termine della presidenza Biden.
È proprio quella grazia a essere diventata uno dei nodi centrali dello scontro.
Secondo Paul, Fauci non correrebbe il rischio di essere incriminato per le condotte coperte dal provvedimento e avrebbe quindi dovuto rispondere alle domande della commissione.
La difesa dell’ex virologo contesta questa interpretazione: la grazia non escluderebbe infatti ogni possibile rischio derivante da dichiarazioni rese oggi né eventuali procedimenti che ricadano fuori dal suo perimetro.
Rand Paul porta lo scontro davanti alla Giustizia
Normalmente una risoluzione per oltraggio approvata in commissione dovrebbe passare dall’intero Senato prima di un eventuale deferimento penale.
Paul ha però annunciato di voler trasmettere direttamente il caso al Dipartimento di Giustizia, sostenendo che il voto della commissione sia sufficiente per procedere.
Ed è qui che la vicenda supera nuovamente il confronto su Fauci e investe il terreno istituzionale.
Il democratico Gary Peters, esponente di minoranza della commissione, contesta sia la base giuridica dell’iniziativa sia la possibilità di aggirare il voto dell’intero Senato. Secondo i democratici, punire un testimone per aver invocato una tutela costituzionale potrebbe creare un precedente destinato a incidere sulle future inchieste parlamentari.
Sarà ora il Dipartimento di Giustizia a decidere quale seguito dare all’eventuale deferimento.
Il Covid torna terreno di scontro politico negli Stati Uniti
Dietro la battaglia procedurale resta il dossier che divide Washington da anni: che cosa sapessero le autorità americane sulle possibili origini del SARS-CoV-2, il finanziamento della ricerca sui coronavirus e le decisioni adottate durante la pandemia.
Fauci, figura centrale della risposta sanitaria americana durante l’emergenza, è da tempo uno dei principali bersagli dei repubblicani che chiedono nuove indagini sulla gestione del Covid e sulle informazioni disponibili nelle prime fasi della crisi.
L’ex dirigente sanitario sostiene invece di essere diventato il bersaglio di una campagna politica personale e ha accusato Paul di voler arrivare alla sua incriminazione.
A più di sei anni dall’inizio della pandemia, il Covid torna così nel cuore dello scontro politico americano. Ma questa volta la domanda immediata non riguarda mascherine, vaccini o restrizioni: riguarda il destino giudiziario di uno degli uomini che più di ogni altro identificò la risposta degli Stati Uniti all’emergenza.
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Foto: Frame dalla diretta AP/Youtube del 29/07/26
