Attacchi simultanei contro basi governative a Marib e Hadramout riaprono il fronte terrestre yemenita. Decine i feriti, mentre gli Houthi parlano di una risposta al rafforzamento delle forze sostenute da Riad.

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Il fragile equilibrio che per anni aveva contenuto la guerra civile nello Yemen torna a spezzarsi. Gli Houthi hanno lanciato una vasta offensiva con missili balistici e droni contro postazioni delle forze governative nelle province di Marib e Hadramout, provocando decine di morti e feriti.
Le stime non sono ancora uniformi. Le prime fonti governative avevano riferito di almeno 30 militari uccisi, mentre conteggi successivi portano il bilancio fino a 45 vittime. I feriti sono oltre 50 e il numero potrebbe ancora aumentare.
Missili e droni contro Marib e Hadramout
Gli attacchi hanno colpito più installazioni militari nelle aree di al-Ruwayk, al-Abr e al-Thaniyah, dove sono schierate formazioni fedeli al governo yemenita riconosciuto internazionalmente e sostenuto dall’Arabia Saudita.
Gli Houthi hanno rivendicato l’operazione sostenendo di aver preso di mira concentramenti di forze legate a Riad. Il gruppo afferma di aver distrutto depositi di armi, mezzi e infrastrutture militari e parla di centinaia di uomini tra morti e feriti. Una ricostruzione che, al momento, non trova conferme indipendenti.
La sanità yemenita ha aumentato il livello di allerta negli ospedali di Marib e Hadramout per far fronte all’arrivo dei feriti.
Anche la missione statunitense per lo Yemen è intervenuta dopo gli attacchi, esprimendo solidarietà alle famiglie dei militari uccisi e condannando duramente l’offensiva.
Il fragile equilibrio del 2022 torna a cedere
La portata dell’operazione va oltre il numero delle vittime. Dal 2022 una tregua de facto aveva drasticamente ridotto i combattimenti su larga scala tra gli Houthi e la coalizione guidata dall’Arabia Saudita.
Il conflitto non era mai realmente terminato, ma il fronte interno era rimasto relativamente congelato. L’offensiva contro Marib e Hadramout riporta invece missili, droni e grandi operazioni militari direttamente dentro lo Yemen.
Gli Houthi sostengono di aver agito dopo aver rilevato un rafforzamento delle forze sostenute da Riad in preparazione di una possibile offensiva contro i territori sotto il loro controllo.
È una giustificazione che l’Arabia Saudita non ha confermato, ma che mostra quanto rapidamente sia cambiata la natura dello scontro.
Lo scontro con Riad si allarga dal Mar Rosso alla terra
Nelle ultime settimane il confronto tra Houthi e Arabia Saudita si era concentrato soprattutto sulle rotte marittime.
Il movimento yemenita ha dichiarato un blocco contro la navigazione saudita nel Mar Rosso e ha rivendicato attacchi contro petroliere, mentre Riad sta cercando di costruire una coalizione internazionale per proteggere il traffico commerciale tra Mar Rosso e Bab el-Mandeb.
Adesso torna ad aprirsi anche il fronte terrestre.
E questo il passaggio rende l’offensiva particolarmente rilevante dentro la crisi più ampia del Medio Oriente. Gli Houthi non agiscono più soltanto come forza capace di condizionare la navigazione internazionale: tornano a utilizzare la propria capacità missilistica contro le forze yemenite sostenute da Riad.
Un nuovo fronte nella crisi regionale
L’escalation arriva mentre la sicurezza delle due grandi rotte energetiche della regione resta sotto pressione.
A nord-est, l’Iran tratta attraverso l’Oman sul futuro dello Stretto di Hormuz. A sud-ovest, gli Houthi mantengono la pressione sul Mar Rosso e su Bab el-Mandeb.
In mezzo torna adesso il conflitto yemenita.
Il rischio è che i due dossier smettano definitivamente di poter essere trattati come crisi separate: l’Iran esercita pressione su Hormuz, gli Houthi sulle rotte saudite e il confronto tra Riad e il movimento yemenita torna contemporaneamente sul terreno.
La tregua che dal 2022 aveva impedito allo Yemen di precipitare nuovamente in una guerra su vasta scala non è ancora formalmente cancellata. Ma l’offensiva di Marib e Hadramout mostra quanto poco sia rimasto dell’equilibrio che l’aveva resa possibile.
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Foto: Frame dal video del canale Times of India/Youtube
