SCONTRO FIFA-UEFA

FIFA contro UEFA, guerra aperta sul piano Infantino per i Mondiali

La Federazione mondiale accusa l’UEFA di una campagna per colpire il suo presidente e prova a bloccare l’accesso ai documenti del progetto da 20 miliardi di dollari.

Lo scontro tra FIFA e UEFA esce dalle stanze della politica sportiva e arriva nei tribunali americani. Al centro c’è il progetto, ormai abbandonato, che avrebbe aperto ai capitali privati una parte delle attività commerciali legate ai Mondiali.

FIFA contro UEFA, guerra aperta sul piano Infantino per i Mondiali

FIFA e UEFA ormai ai ferri corti: sul progetto che avrebbe aperto i Mondiali ai capitali privati parte una battaglia legale che coinvolge direttamente Gianni Infantino.

La guerra tra FIFA e UEFA ha ormai superato il confine dello scontro politico. La Federazione mondiale ha chiesto di intervenire nei procedimenti avviati negli Stati Uniti dall’organismo europeo per ottenere documenti e testimonianze sul progetto FIFA Forward Enterprise, accusando la UEFA di utilizzare gli strumenti giudiziari come parte di una campagna diretta contro la FIFA e il suo presidente Gianni Infantino.

Il progetto da miliardi che ha acceso lo scontro

Il fronte nasce dal progetto con cui la FIFA aveva ipotizzato di trasferire parte delle proprie attività commerciali, comprese quelle collegate ai Mondiali maschili e femminili e al Mondiale per club, in una nuova società aperta a investitori privati. Secondo gli atti presentati dalla UEFA, un gruppo guidato da Thrive Capital, la società fondata da Joshua Kushner, avrebbe investito circa 4,2 miliardi di dollari per una quota del 20%, attribuendo alla nuova entità un valore complessivo nell’ordine dei 20 miliardi.

È proprio quella valutazione ad aver alimentato una delle contestazioni più pesanti. La UEFA sostiene che i diritti commerciali della FIFA sarebbero stati valutati molto al di sotto del loro possibile valore e contesta anche il modo in cui il progetto sarebbe stato sviluppato, senza un processo competitivo aperto e, secondo l’accusa europea, senza il coinvolgimento degli organismi che normalmente intervengono nelle decisioni strategiche della Federazione mondiale. Il piano è stato successivamente abbandonato.

La controffensiva della FIFA nei tribunali Usa

La battaglia non si è però fermata con il ritiro del progetto. La UEFA ha presentato richieste presso tribunali federali statunitensi per acquisire materiale dalla struttura americana della FIFA e da soggetti che avevano partecipato all’operazione, compresi Thrive Capital, JPMorgan e altri consulenti. L’obiettivo dichiarato è valutare possibili iniziative in Svizzera per presunta gestione infedele, anche nei confronti di Infantino e di altri dirigenti o consulenti coinvolti.

La FIFA ha deciso ora di contrastare quelle richieste direttamente nelle sedi giudiziarie. Nei documenti depositati negli Stati Uniti sostiene che la UEFA stia cercando materiale destinato a un procedimento penale che al momento non esiste e che la stessa Federazione europea non avrebbe il potere di avviare autonomamente. Secondo la FIFA, le iniziative giudiziarie sarebbero state accompagnate da una strategia mediatica finalizzata a mettere sotto pressione la sua leadership.

Dietro la battaglia legale resta una frattura molto più ampia sul controllo economico del calcio mondiale. La FIFA sostiene che FIFA Forward Enterprise avrebbe consentito di raccogliere maggiori risorse da distribuire alle federazioni più piccole e ai Paesi nei quali lo sviluppo del calcio dispone di capitali molto inferiori rispetto all’Europa. La sua accusa alla UEFA è altrettanto politica: un rafforzamento delle federazioni extraeuropee ridurrebbe il peso economico e sportivo esercitato oggi dal calcio europeo.

Il nodo politico: soldi, governance e peso dell’Europa

Il contrasto si inserisce in una crisi istituzionale che nelle ultime settimane ha già coinvolto diverse federazioni europee. Finlandia, Svezia e Danimarca hanno chiesto un confronto con la Commissione europea proprio sui problemi di governance della FIFA e sulla gestione del progetto FFE, mentre altre federazioni hanno sollecitato una verifica indipendente.

Infantino mantiene però un sostegno rilevante fuori dall’Europa. Il presidente della federazione camerunese Samuel Eto’o ha invitato le federazioni africane a schierarsi al suo fianco, sostenendo che l’aumento delle risorse e l’allargamento delle competizioni mondiali abbiano favorito soprattutto le aree calcistiche economicamente più deboli.

Lo scontro tra FIFA e UEFA si gioca quindi contemporaneamente su tre piani: tribunali, governance e distribuzione del denaro prodotto dal calcio mondiale. Il progetto FFE è stato ritirato, ma la battaglia che ha provocato è tutt’altro che chiusa.

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