Gasperini chiama i Friedkin: «La Roma merita di averli più vicini verso il Centenario»
Gian Piero Gasperini durante l’intervista a Sky Sport in cui ha parlato del rapporto con la famiglia Friedkin, del Centenario della Roma e del futuro del club.

ROMA

Gasperini chiama i Friedkin: «La Roma merita di averli più vicini verso il Centenario»

Il tecnico chiede una proprietà più presente nella vita del club, difende la scelta di trattenere Koné e prepara la Roma al ciclo di nove partite in 27 giorni.

La fiducia dei Friedkin non è in discussione, ma Gasperini vorrebbe accorciare la distanza tra la proprietà americana, la squadra e la città. Il Centenario e il progetto del nuovo stadio rendono quella presenza ancora più importante.

Gasperini non contesta la proprietà, chiede ai Friedkin di entrare di più nella vita quotidiana della Roma: il Centenario si avvicina e il nuovo stadio lega il futuro del club alle scelte.

Il rapporto con i Friedkin è solido, la fiducia non manca e le decisioni più delicate vengono condivise. A Gian Piero Gasperini, però, questo non basta. Il tecnico della Roma vorrebbe una proprietà più vicina alla squadra e alla città, soprattutto adesso che il club si avvicina al Centenario e prepara uno degli investimenti più importanti della propria storia, quello per il nuovo stadio.

Parlando a Sky Sport, Gasperini ha descritto senza polemiche la differenza rispetto agli anni trascorsi a Bergamo. Con la famiglia Percassi il rapporto era quotidiano, costruito anche sulla presenza costante accanto alla squadra; con i Friedkin il legame è diverso, condizionato dalla distanza e da una gestione necessariamente meno continua sul posto.

«Ho sempre la loro fiducia e il loro sostegno», ha spiegato l’allenatore, riconoscendo però che i proprietari «vivono distanti e vengono poco a Roma». La società ha rafforzato il collegamento tra proprietà e club, ma Gasperini non nasconde quale sia il passo successivo che vorrebbe vedere: coinvolgere maggiormente i Friedkin non soltanto nel rapporto con lui, ma nel rapporto con l’intero ambiente romanista.

Il Centenario rende ancora più significativa la richiesta di Gasperini, perché la Roma si avvicina a un passaggio simbolico destinato ad aumentare l’attenzione intorno al club proprio mentre il progetto del nuovo stadio richiederà ai proprietari americani un impegno economico e politico di primo piano. In questa fase, la presenza dei Friedkin pesa quindi non soltanto nella gestione della squadra, ma anche nel modo in cui la società sceglierà di accompagnare uno dei momenti più importanti della propria storia recente.
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Koné, il mercato fermato nelle ultime ore

La ricostruzione dell’ultimo giorno di mercato offre anche una misura concreta del rapporto tra Gasperini e la proprietà. Il tecnico è tornato sulla possibilità che Manu Koné lasciasse Roma nelle ore finali della sessione estiva, spiegando perché un’operazione di quel peso, a ridosso della chiusura, fosse ormai difficilmente praticabile.

Secondo il tecnico, i tempi tecnici non avrebbero consentito di costruire una cessione tanto importante e, soprattutto, di sostituire adeguatamente il centrocampista. «Personalmente sono contento sia andata così», ha detto Gasperini, convinto che Koné possa continuare a crescere e aumentare ulteriormente il proprio valore.

La permanenza del francese offre anche una misura delle ambizioni con cui la Roma sta affrontando la stagione. La squadra è in testa alla classifica insieme a Inter e Lazio e Gasperini si prepara ora a una fase nella quale la profondità della rosa diventerà decisiva.

Nove partite in 27 giorni

La pausa ha permesso alla Roma di recuperare energie dopo un avvio che Gasperini considera positivo sia nei risultati sia nelle prestazioni. Da ora, però, il calendario cambia ritmo: nove partite in 27 giorni obbligheranno il tecnico a distribuire minuti e carichi con una frequenza molto diversa.

I cinque cambi rappresentano un aiuto, soprattutto quando le partite si accumulano, ma Gasperini individua negli infortuni il rischio principale di questo tratto di stagione. La gestione non riguarderà soltanto le rotazioni, ma la possibilità di evitare che problemi fisici trasformino il calendario in una rincorsa continua alle assenze.

L’attenzione è rivolta in particolare a Bryan Cristante, alle prese con un problema al legamento collaterale del ginocchio. Lo staff non intende accelerarne il rientro in vista delle sfide contro Como e Real Madrid: il calendario offre poche pause, ma proprio per questo Gasperini considera più importante recuperare il giocatore completamente che guadagnare qualche giorno.

Soulé cresce, Dybala ritrova continuità

Indicazioni migliori arrivano dall’attacco. Gasperini ha sottolineato il percorso di Matias Soulé, partito bene con la Roma e premiato anche dall’esordio con la nazionale argentina. Per l’allenatore, la convocazione internazionale di un giocatore del club rappresenta un riconoscimento che va oltre il singolo e valorizza il lavoro dell’intera squadra.

Paulo Dybala rappresenta invece il segnale più incoraggiante sul piano della continuità: dopo stagioni condizionate da numerosi stop, l’argentino sta riuscendo ad allenarsi con maggiore regolarità e Gasperini insiste soprattutto sul cambiamento che vede nel suo atteggiamento. «Adesso lo vedo felice, ha voglia di giocare, entusiasmo», ha spiegato il tecnico, alla vigilia di una ripresa che porterà la Roma prima contro il Como e poi al confronto di Champions League con il Real Madrid.

Sono due appuntamenti molto diversi, ma arrivano nello stesso passaggio della stagione, quello in cui la squadra dovrà dimostrare di poter reggere l’aumento degli impegni senza disperdere quanto costruito nelle prime settimane. È anche dentro questa fase che Gasperini colloca il rapporto con la proprietà: non mette in discussione la linea dei Friedkin né il sostegno ricevuto, ma chiede una presenza più vicina e riconoscibile nella vita del club.

Con il Centenario alle porte, il progetto del nuovo stadio da portare avanti e una squadra che prova a restare ai vertici, il tecnico vorrebbe ridurre la distanza che ancora separa la proprietà americana dalla quotidianità romanista. Più che una richiesta personale, è l’idea di una Roma nella quale risultati sportivi, identità del club e presenza dei Friedkin procedano nello stesso momento e nella stessa direzione.

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FOTO: © Sky Sport/YouTube

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