Beppe Grillo ha incontrato a Roma Andrea Stroppa, imprenditore e informatico vicino a Elon Musk, insieme ad alcuni ex parlamentari del Movimento 5 Stelle. Al centro del confronto un progetto ancora in costruzione che guarda soprattutto a intelligenza artificiale, innovazione e giovani.
Grillo torna alla tecnologia per immaginare una nuova proposta politica: non c’è ancora un partito, ma l’intelligenza artificiale diventa il terreno su cui provare a costruire qualcosa dopo il M5S.

Beppe Grillo torna a muoversi sul terreno politico e lo fa ripartendo da uno dei temi che hanno segnato fin dall’inizio la sua esperienza pubblica: la tecnologia. A Roma, all’Hotel Forum, ha incontrato Andrea Stroppa, imprenditore e informatico vicino a Elon Musk, per un confronto durato oltre due ore al quale hanno partecipato anche alcuni ex parlamentari del Movimento 5 Stelle rimasti vicini al fondatore. Sul tavolo non c’è ancora un nuovo partito, ma un progetto rivolto soprattutto ai giovani nel quale intelligenza artificiale e innovazione dovrebbero avere un ruolo centrale.
Secondo quanto filtra dagli incontri romani, Grillo starebbe lavorando a una prima bozza di programma con l’obiettivo di trasformare la tecnologia da semplice tema di discussione in uno degli elementi dell’agenda politica. L’idea di fondo sarebbe quella di affrontare gli effetti dell’intelligenza artificiale prima che i cambiamenti prodotti sul lavoro, sull’economia e sulla società arrivino senza che la politica abbia costruito strumenti adeguati per governarli. Una riflessione che non nasce oggi: già nelle scorse settimane erano circolate indiscrezioni su un progetto rivolto ai giovani, costruito intorno alla partecipazione digitale e all’IA, insieme ai contatti con ambienti vicini a Musk.
L’incontro con Stroppa rende però più concreta una discussione che finora era rimasta soprattutto sullo sfondo del ritorno pubblico di Grillo. Il rappresentante italiano delle aziende di Musk conosce da vicino il settore tecnologico e negli ultimi mesi è intervenuto più volte sul rapporto tra innovazione, amministrazione pubblica e capacità dello Stato di utilizzare l’intelligenza artificiale. Al pranzo erano presenti anche gli ex parlamentari Marco Bella, Elio Lannutti e Luca Carabetta; nessuno ha confermato la nascita di una nuova formazione politica, ma nessuno l’ha neppure esclusa.
Grillo aveva invece frenato proprio su questa ipotesi poco più di una settimana fa, durante l’intervista al podcast di Fedez e Mr. Marra, sostenendo di non avere più le condizioni per costruire un nuovo partito. Il suo ritorno a Roma racconta però un’attività che va oltre una semplice apparizione pubblica. Dopo la partecipazione al ricevimento organizzato dall’ambasciata cinese, il fondatore del Movimento ha incontrato alcuni degli ex esponenti pentastellati che hanno mantenuto rapporti con lui e ha proseguito i contatti avviati nelle settimane precedenti.
Resta aperta anche la partita con Giuseppe Conte sul Movimento 5 Stelle, sul nome e sul simbolo che Grillo continua a considerare legati alla propria storia politica, ma gli incontri di queste ore sembrano andare oltre la disputa con l’attuale leadership. L’ipotesi sulla quale si sta ragionando può ancora assumere forme diverse, da un’associazione a una piattaforma di elaborazione politica fino, eventualmente, a un nuovo soggetto organizzato. Stabilire oggi quale di queste strade verrà scelta significherebbe anticipare decisioni che non risultano ancora prese.
Più definita appare invece l’area sulla quale Grillo vuole tornare a intervenire. Tecnologia, intelligenza artificiale e coinvolgimento delle nuove generazioni sono temi già presenti nelle indiscrezioni delle ultime settimane e tornati al centro del confronto con Stroppa. L’idea che emerge è quella di una politica costretta a recuperare terreno davanti a trasformazioni tecnologiche che avanzano molto più rapidamente delle norme e delle strutture pubbliche chiamate a governarle.
Per Grillo significherebbe in qualche modo tornare sul terreno dal quale nacque il primo Movimento 5 Stelle, quando internet e partecipazione digitale venivano presentati come strumenti capaci di cambiare il rapporto tra cittadini e politica. Quasi vent’anni dopo il contesto è completamente diverso e al posto della rete c’è soprattutto l’intelligenza artificiale, con problemi che riguardano lavoro, distribuzione della ricchezza, accesso alle tecnologie e controllo dei sistemi più avanzati. È su questo spazio, più che sull’annuncio immediato di un nuovo partito, che gli incontri romani sembrano indicare il tentativo di Grillo di tornare a costruire una proposta politica.
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