IL MISTERO DELLA FLORIDA

Lebbra, 17 casi in Florida: l’armadillo non spiega tutti i contagi

La malattia resta rara e curabile, ma diversi pazienti non avevano viaggiato né avvicinato l’animale. Gli scienziati cercano il batterio anche nel suolo

Diciassette casi dall’inizio dell’anno, molti concentrati nella Florida centrale. L’armadillo può trasmettere il batterio della lebbra, ma alcuni malati non lo hanno mai toccato. Ed è proprio questo il dettaglio che sta cambiando l’indagine.

Lebbra, 17 casi in Florida: l’armadillo non spiega tutti i contagi
La Florida registra 17 casi di lebbra e non tutti hanno avuto contatti con armadilli: ora gli scienziati indagano anche sul terreno.

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Non è un’epidemia. È un’anomalia che gli scienziati non riescono ancora a spiegare completamente.

In Florida sono stati segnalati 17 casi di lebbra dall’inizio del 2026. Il numero resta molto basso, ma si inserisce in una crescita delle infezioni contratte direttamente nello Stato, soprattutto nella regione centrale. Almeno una parte dei pazienti non aveva viaggiato in Paesi nei quali la malattia è più diffusa.

Il primo sospettato è tornato a essere l’armadillo a nove fasce, uno dei pochi animali capaci di ospitare naturalmente il batterio responsabile della malattia di Hansen.

Ma l’armadillo non basta a chiudere il caso.

L’animale sotto acusa

Negli Stati Uniti meridionali alcuni armadilli sono infetti da Mycobacterium leprae e possono trasmetterlo occasionalmente all’uomo. Il rischio individuale è considerato molto basso, ma il contatto con l’animale, con le sue tane o con terreni frequentati dagli armadilli resta una delle piste principali.

Il problema nasce dai pazienti che non ricordano alcun contatto.

Uno studio pubblicato dalla rivista scientifica dei Centers for Disease Control and Prevention aveva già segnalato in Florida centrale casi privi dei fattori di rischio tradizionali: nessun viaggio recente in aree endemiche e nessuna esposizione nota agli armadilli. Gli autori ipotizzavano che la lebbra potesse essere diventata endemica in una parte del Sud-Est americano.

Il batterio potrebbe essere nel terreno

L’ipotesi è che l’armadillo possa lasciare il batterio nell’ambiente mentre scava, cerca cibo o vive nelle proprie tane. Il contagio potrebbe quindi avvenire senza toccare direttamente l’animale, attraverso attività all’aperto e contatto frequente con il suolo.

Non è ancora una spiegazione definitiva. Una ricerca del 2025 ha trovato un’associazione tra casi locali, esposizione ambientale e armadilli, ma non ha identificato un’unica via di trasmissione valida per tutti i pazienti.

È questo il vero punto dell’allarme in Florida: non il ritorno improvviso di una malattia scomparsa, ma la possibilità che il batterio circoli localmente attraverso un serbatoio ambientale non ancora ricostruito del tutto.

Rara. curabile e difficile da trasmettere

La lebbra non si diffonde con un contatto occasionale e non rappresenta, allo stato attuale, un’emergenza per la popolazione. Il dipartimento della Salute della Florida ricorda che la malattia è difficile da contrarre e completamente curabile; il contagio tra persone richiede generalmente una vicinanza stretta e prolungata con un malato non trattato.

I sintomi possono comparire anche anni dopo l’esposizione. Proprio questa lunga incubazione rende difficile risalire al momento e al luogo del contagio.

L’armadillo resta quindi il principale indiziato, ma non necessariamente l’unico responsabile.

La domanda aperta in Florida non è più soltanto se l’animale possa trasmettere la lebbra. È capire quanto il batterio sia già entrato nell’ambiente e quante infezioni possano avvenire senza che il paziente abbia mai visto un armadillo.

Può diffondersi oltre la Florida?

Il rischio non è quello di un’epidemia improvvisa. La possibilità sotto osservazione è un’espansione lenta dell’area in cui il batterio circola negli animali e nell’ambiente.

Gli armadilli infetti sono già stati individuati in più Stati del Sud-Est americano e alcuni casi locali non presentano un contatto diretto conosciuto con l’animale. Gli studiosi cercano quindi di capire se il suolo possa diventare una via indiretta di esposizione.

La lebbra resta comunque difficile da contrarre e curabile. L’aumento dei casi segnala un fenomeno da sorvegliare, non un’emergenza sanitaria per la popolazione.

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