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Meteo, tregua dopo i nubifragi ma l’estate non è finita: El Niño prepara un autunno anomalo

Dopo oltre 250 millimetri di pioggia sulle Orobie il weekend porta una pausa, ma martedì torna una perturbazione atlantica. Intanto il Pacifico si scalda rapidamente: NOAA vede oltre il 90% di probabilità di un El Niño molto forte.

Il Nord esce da una delle fasi più violente dell’estate mentre il Sud conserva temperature pienamente estive. La prossima settimana alternerà ancora piogge e nuove risalite termiche, ma lo sguardo comincia già a spostarsi sull’autunno: nel Pacifico El Niño si sta rafforzando molto più rapidamente di quanto si prevedesse in primavera.

Meteo, tregua dopo i nubifragi ma l’estate non è finita: El Niño prepara un autunno anomalo
El Niño si rafforza e NOAA vede oltre il 90% di probabilità che diventi molto forte tra autunno e inverno. Per l’Italia non significa una previsione automatica di maltempo, ma i modelli stagionali indicano un Mediterraneo più caldo e un possibile autunno più piovoso.

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Il diluvio lascia spazio a una tregua, non a un ritorno della stabilità che aveva dominato buona parte dell’estate. Sulle Alpi Orobie tra mercoledì e venerdì sono caduti localmente oltre 250 millimetri di pioggia, mentre sull’alto Lago di Como gli accumuli hanno raggiunto circa 240 millimetri. A Carona-Lago Fregabolgia, nel Bergamasco, ARPA Lombardia ha misurato 253 millimetri: quantità che in alcune località equivalgono a diversi mesi di precipitazioni concentrati in poche ore.

Sabato 22 agosto il quadro è molto meno estremo. Al Nord tornano schiarite alternate a nuvole e restano possibili rovesci veloci soprattutto tra Liguria, Alpi, Prealpi e Nord-Est; al Centro permane una certa variabilità, mentre il Sud resta sotto l’influenza dell’alta pressione. Bari e Palermo sono le sole due città con bollino rosso per il caldo sia oggi sia domenica, secondo il monitoraggio del ministero della Salute.

Domenica più sole, poi un’altra perturbazione

La domenica dovrebbe rappresentare la giornata più stabile del weekend. L’anticiclone recupera terreno e il sole torna prevalente su gran parte dell’Italia, con qualche disturbo confinato soprattutto ai rilievi settentrionali. Le temperature risalgono: al Centro-Sud e sulle Isole maggiori possono nuovamente superare diffusamente i 34 gradi.

La tregua però sarà breve. Tra la notte di lunedì e martedì 25 agosto una nuova perturbazione atlantica dovrebbe raggiungere il Nord, con rovesci e temporali soprattutto su Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia occidentale e possibili fenomeni anche su parte del Nord-Est e del Centro. La Lombardia, appena uscita dai nubifragi di questi giorni, vede già una nuova fase perturbata nel proprio scenario per martedì.

Da mercoledì il quadro potrebbe rovesciarsi ancora una volta. Un nuovo promontorio subtropicale dovrebbe riportare stabilità e temperature sopra la media, con valori fino a 35-38 gradi soprattutto nelle aree interne di Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia. Non sarebbe quindi il ritorno di un’unica lunga ondata di calore, ma una seconda parte di agosto molto più dinamica: brevi ingressi atlantici alternati a rapide rimonte africane.

El Niño accelera nel Pacifico

Mentre l’Italia alterna temporali e caldo, a migliaia di chilometri di distanza sta maturando un fenomeno destinato a influenzare il clima mondiale nei prossimi mesi.

Il Climate Prediction Center della NOAA ha confermato il 13 agosto che El Niño è già in corso e continua a rafforzarsi. Le anomalie della temperatura superficiale del Pacifico equatoriale orientale hanno superato localmente i 2 gradi, mentre l’indice Niño 3.4 ha raggiunto +1,4 °C nel mese di luglio.

Il salto rispetto alle previsioni della primavera è notevole. NOAA assegna ormai oltre il 90% di probabilità a un El Niño molto forte durante l’autunno e l’inverno 2026-27. Per il trimestre ottobre-dicembre valuta inoltre al 69% la possibilità di un episodio eccezionale, capace secondo il nuovo indice relativo utilizzato dall’agenzia di superare l’intensità degli eventi osservati dal 1950.

Non significa che ogni record previsto debba necessariamente materializzarsi. La stessa NOAA sottolinea che persino gli episodi più intensi non producono ovunque gli effetti climatici tipicamente associati a El Niño.

Cosa può significare El Niño per l’Italia

El Niño ha effetti molto più diretti e prevedibili nelle regioni tropicali e sul continente americano. L’Europa è più complicata: tra Pacifico e Mediterraneo intervengono Atlantico, correnti a getto, oscillazione nord-atlantica e configurazioni atmosferiche che possono amplificare, modificare o perfino annullare il segnale originario.

Per questo sarebbe scorretto tradurre un El Niño molto forte nell’equazione “autunno alluvionale in Italia”.

Un’indicazione però esiste. Le previsioni stagionali Copernicus aggiornate il 10 agosto mostrano per l’autunno un segnale verso precipitazioni superiori alla media nelle zone meridionali e occidentali dell’Europa. Sullo stesso periodo le temperature risultano più probabilmente elevate su gran parte del continente. Copernicus avverte esplicitamente che sull’Europa l’incertezza resta maggiore e la capacità predittiva dei modelli è inferiore rispetto alle aree tropicali.

Il Mediterraneo parte inoltre da una condizione già anomala. Copernicus ha registrato in luglio temperature superficiali del mare da record in vaste aree del Mediterraneo occidentale, all’interno di un mese che ha segnato il nuovo massimo storico di temperatura per gli oceani extratropicali nel loro complesso. Acque molto calde non provocano da sole un temporale, ma forniscono maggiore energia e umidità quando arrivano perturbazioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni intensi.

Un autunno da osservare, non ancora da prevedere

Gli oltre 250 millimetri caduti sulle Orobie non sono “l’effetto di El Niño”, così come il prossimo temporale italiano non potrà automaticamente essere attribuito al riscaldamento del Pacifico. Il fenomeno opera su scale climatiche più ampie e modifica le probabilità, non determina la singola giornata meteorologica.

Ma la combinazione merita attenzione: un El Niño che potrebbe diventare tra i più intensi osservati, mari europei eccezionalmente caldi e modelli stagionali che intravedono un autunno più umido nel Sud Europa.

Per l’Italia agosto si chiude intanto senza scegliere definitivamente tra estate e primo cambio di stagione. Dopo i nubifragi arriva il sole, poi un’altra perturbazione e quindi nuovamente caldo. Un’alternanza che potrebbe essere soltanto l’anticipo di una seconda parte dell’anno meteorologicamente molto meno lineare.

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FOTO: immagini da Canva – Elaborazione grafica Rotonotizie

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