Una nuova forte scossa ha colpito Panama nella notte italiana del 13 ottobre, mentre le autorità sono ancora impegnate nei soccorsi e nella valutazione dei danni provocati dal terremoto di venerdì. Il Paese attraversa una prolungata sequenza sismica che ha già costretto il governo a dichiarare lo stato di emergenza nazionale.
A quattro giorni dal terremoto che ha danneggiato centinaia di abitazioni e infrastrutture, Panama affronta una nuova scossa di magnitudo 6 mentre le squadre di emergenza tentano ancora di raggiungere le comunità isolate.
La nuova scossa nella provincia di Veraguas
La terra è tornata a tremare a Panama alle 18:20 di lunedì 12 ottobre, ora locale – 01:20 ora italiana, quando un terremoto di magnitudo 6 è stato registrato nella parte occidentale del Paese, a circa 29 chilometri a sud di Soná, nella provincia di Veraguas. Secondo i dati aggiornati del Centro sismologico euro-mediterraneo (EMSC), il movimento tellurico ha avuto origine a una profondità di circa 10 chilometri, un parametro ancora soggetto alle revisioni dei centri di rilevamento.
La nuova scossa arriva dopo il terremoto di magnitudo 7,7 che il 9 ottobre ha investito le province centrali di Panama, provocando danni diffusi a edifici, strade e servizi pubblici. Da allora l’attività sismica non si è interrotta e, secondo i dati riportati da Reuters, sono state registrate oltre 300 scosse successive, alcune di intensità significativa.
Al momento non è disponibile un bilancio ufficiale dei danni eventualmente provocati dall’ultimo terremoto. Le verifiche proseguono in un territorio dove numerose strutture erano già state compromesse dalle scosse precedenti e dove le difficoltà dei collegamenti rendono più complesso raggiungere le comunità rurali.
Quasi 900 abitazioni danneggiate e 27 feriti
Il bilancio comunicato dalle autorità di protezione civile per l’emergenza iniziata il 9 ottobre indica almeno 27 persone ferite e quasi 900 abitazioni danneggiate, senza decessi confermati. I numeri si riferiscono alle conseguenze della sequenza sismica precedente alla scossa di magnitudo 6 e potrebbero essere rivisti con il completamento dei sopralluoghi nelle località più remote.
Le province maggiormente interessate sono Los Santos, Coclé, Veraguas e Herrera, dove i terremoti hanno colpito abitazioni, edifici pubblici, scuole e infrastrutture viarie. Nelle aree di Veraguas e Los Santos sono stati segnalati danni ad almeno 14 ponti, aggravando le difficoltà dei soccorsi e del trasporto degli aiuti verso le comunità che hanno subito le conseguenze più pesanti.
Il presidente José Raúl Mulino ha visitato alcune delle zone colpite, sollecitando il ripristino dei collegamenti stradali e delle infrastrutture essenziali. La dichiarazione dello stato di emergenza consente al governo di mobilitare fino a 100 milioni di dollari per gli interventi, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato un contributo di 5 milioni di dollari e l’invio di una squadra specializzata di 20 persone per assistere nelle operazioni di soccorso e nelle verifiche strutturali.
Scuole sospese e controlli sulle infrastrutture
L’emergenza ha avuto conseguenze anche sull’organizzazione dei servizi pubblici. Le lezioni sono state sospese a livello nazionale nella giornata di lunedì, mentre tecnici e autorità locali hanno continuato a ispezionare edifici scolastici, strutture sanitarie e collegamenti stradali.
Il Canale di Panama ha mantenuto regolari le operazioni di navigazione dopo il terremoto principale, un elemento rilevante per un Paese la cui economia dipende in misura significativa dal traffico marittimo internazionale. Anche l’aeroporto internazionale di Tocumen ha ripreso le attività dopo le verifiche di sicurezza effettuate in seguito alle prime scosse.
Il protrarsi dell’attività sismica rende necessari ulteriori controlli sulle infrastrutture già danneggiate, mentre le autorità devono affrontare le difficoltà di un’emergenza che va oltre il bilancio delle abitazioni colpite e coinvolge la tenuta dei collegamenti stradali, l’accesso all’assistenza sanitaria e la sicurezza delle popolazioni nelle aree maggiormente esposte.
Una sequenza sismica ancora in evoluzione
Il terremoto del 9 ottobre ha interessato un’area attraversata da sistemi di faglie attivi, in una regione dell’America centrale caratterizzata dall’interazione di diverse strutture tettoniche. La successione di scosse anche forti nei giorni successivi rientra nei fenomeni che possono accompagnare un terremoto di grande magnitudo, senza che sia possibile prevedere con precisione quando l’attività tornerà ai livelli precedenti.
La nuova scossa di magnitudo 6 conferma quanto sia ancora delicata la situazione nelle province centrali di Panama, dove la priorità resta verificare la stabilità degli edifici e raggiungere le località isolate. L’assenza di vittime accertate nel bilancio finora disponibile non riduce l’urgenza degli interventi, perché ogni ulteriore terremoto può aggravare danni strutturali già presenti e rendere più difficili le operazioni di assistenza alla popolazione.
RotoNotizie | © riproduzione riservata
FOTO: Sky TG24/YouTube.
