La rimozione di Sigfrido Ranucci non ha chiuso il caso Report. Mentre dentro la Rai cresce lo scontro tra chi difende la redazione e chi ne contesta la gestione, una nuova mail tra il giornalista e Valter Lavitola riporta l’attenzione anche sugli accertamenti giudiziari.
Lo scontro non riguarda più soltanto la conduzione di Report: il caso Ranucci divide giornalisti e vertici Rai mentre nuovi documenti sul rapporto con Valter Lavitola finiscono al centro dell’attenzione della Procura.

Il caso Ranucci continua ad allargarsi dentro la Rai. Nella stessa giornata in cui due storici inviati di Report, Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni, si sono scontrati duramente con Salvo Sottile nella sede di via Teulada, il Tg1 ha reso pubblica una nuova mail tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola relativa a un’inchiesta sui carbon credit. Due vicende distinte, senza un collegamento diretto accertato, che arrivano però nel momento di massima tensione seguito alla rimozione del giornalista dalla conduzione della trasmissione.
Sottile ha confermato lo scontro avvenuto mentre entrava alla conferenza stampa di Ore 14. Ha parlato di «battute e battutacce» e di un clima di nervosismo, sostenendo di avere semplicemente salutato i due colleghi e negando qualsiasi provocazione. Iovene ha ridimensionato l’episodio definendolo «un saluto tra vecchi amici», mentre lo stesso Sottile ha ammesso che durante il confronto sono volati insulti e ha annunciato una verifica interna della Rai.
Sul rapporto tra Sottile e la redazione di Report pesano le polemiche delle ultime settimane. Il conduttore aveva rilanciato sui propri social articoli riguardanti il caso Ranucci, comportamento contestato anche dal consigliere Rai Roberto Natale. Sottile sostiene di non avere condotto alcuna campagna contro il collega e di essersi limitato a condividere notizie pubblicate da altre testate.
Ranucci interviene direttamente poco dopo lo scontro e prende apertamente le parti dei suoi inviati. «La mia squadra è sempre la mia squadra», scrive sui social, rivendicandone «spalle d’acciaio e schiena dritta» e accusando di arroganza chi, a suo giudizio, si sente «protetto dal potere». La consigliera d’amministrazione Rai Federica Frangi richiama invece tutti a «abbassare i toni», sostenendo che il dissenso all’interno del servizio pubblico non possa degenerare in attacchi personali.
La tensione si inserisce in una crisi ancora irrisolta sul futuro di Report. Dopo l’uscita di Ranucci, la Rai deve gestire una redazione che si è schierata compattamente con il conduttore e una successione diventata rapidamente problematica. Il caso, inizialmente confinato alla decisione aziendale sulla guida del programma, ha ormai assunto una dimensione più larga che investe rapporti interni, autonomia editoriale e gestione dell’approfondimento nel servizio pubblico.
Nelle stesse ore arriva il nuovo elemento sul fronte Ranucci-Lavitola. Il Tg1 ha pubblicato il contenuto di una mail del 29 giugno nella quale il giornalista anticipa a Lavitola un’intervista destinata al quotidiano zimbabwese The Standard e dedicata a una presunta vicenda di corruzione legata al mercato dei carbon credit. L’articolo viene pubblicato il 5 luglio e riguarda alcuni imprenditori italiani che sostengono di essere stati truffati da un socio locale.
Nello scambio Ranucci chiede inoltre a Lavitola informazioni sul soggetto indicato come un «millantatore», precisando che il materiale sarebbe servito per un’inchiesta. Attraverso il proprio legale, il giornalista sostiene che Report si era già occupata in passato di carbon credit e che l’interesse per la vicenda rientrava quindi nella normale attività investigativa della trasmissione.
La Procura di Roma potrebbe ora acquisire l’articolo pubblicato dalla testata africana. La mail entra così nel materiale che circonda gli accertamenti sul rapporto tra Ranucci e Lavitola, ma non permette da sola di stabilire natura e rilevanza giudiziaria di quel rapporto. Saranno gli investigatori a valutare se lo scambio aggiunga elementi utili al procedimento.
Per la Rai il problema assume intanto una dimensione sempre meno gestibile come semplice sostituzione di un conduttore. Da una parte resta il terreno giudiziario, sul quale occorre attendere le valutazioni della Procura; dall’altra si è aperta una frattura interna che coinvolge direttamente la squadra di Report, altri giornalisti dell’azienda e gli stessi vertici del servizio pubblico.
La giornata di via Teulada fotografa soprattutto questo: Ranucci non conduce più Report, ma il conflitto nato attorno alla sua uscita continua a occupare la Rai e rischia ormai di pesare sulla gestione stessa della prossima stagione del programma.
RotoNotizie | © riproduzione riservata
FOTO: © Rai/YouTube
