Nuovi attacchi russi nell’Ucraina occidentale portano la guerra ancora più vicino alla frontiera polacca. Nelle stesse ore Donald Trump chiede a Volodymyr Zelensky di fermare i raid contro le raffinerie russe.

La pressione aumenta sul confine orientale della Nato mentre Washington interviene direttamente sulle operazioni ucraine contro le infrastrutture energetiche russe.
Un drone russo ha colpito un treno passeggeri nella regione ucraina della Volinia, a circa due chilometri dal confine con la Polonia. Il convoglio era stato evacuato in tempo dopo l’allerta e non si registrano vittime. Nella stessa area è stata colpita anche una stazione di servizio.
L’attacco ha assunto un rilievo particolare perché poco prima lungo la stessa direttrice ferroviaria era transitato un convoglio con diversi esponenti occidentali, tra cui l’ex primo ministro britannico Boris Johnson e l’ex premier svedese Carl Bildt. Un altro treno con a bordo l’ex direttore della Cia David Petraeus si trovava nella zona ed è stato evacuato durante l’allarme.
Le ferrovie ucraine hanno riferito che il convoglio diplomatico era stato fatto ripartire in anticipo per ragioni di sicurezza. Non è stato accertato, però, che fosse quello l’obiettivo dell’attacco.
Varsavia parla di escalation
Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha definito l’episodio una nuova escalation e ha chiesto di rafforzare il sostegno all’Ucraina. Il governo polacco ha convocato una riunione con i vertici della Difesa, dell’Interno e dei servizi di sicurezza.
Nelle ore precedenti Varsavia aveva già innalzato il livello di allerta. Caccia polacchi sono decollati in via precauzionale e i sistemi di difesa aerea sono stati attivati mentre gli attacchi russi si avvicinavano alla frontiera.
Zelensky ha accusato Mosca di cercare deliberatamente di estendere la pressione verso i confini europei. Secondo il presidente ucraino, nell’ultima settimana la Russia avrebbe utilizzato circa 2.100 droni, quasi 1.700 bombe guidate e 78 missili di vario tipo contro l’Ucraina.
Mosca ha confermato di aver colpito infrastrutture ferroviarie nell’Ucraina occidentale, sostenendo che vengano utilizzate per il trasporto di materiale militare proveniente dai Paesi europei.
Mosca apre ai colloqui per ottobre
Mentre proseguono gli attacchi, dal Cremlino arriva anche una nuova apertura sulla possibilità di colloqui. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che Mosca non esclude incontri trilaterali sull’Ucraina già nel mese di ottobre con la mediazione degli Stati Uniti.
Non sono stati indicati né una data né un formato definitivo, ma il Cremlino considera possibile un nuovo passaggio diplomatico nelle prossime settimane.
Trump a Zelensky: «Basta attacchi alle raffinerie»
Nelle stesse ore Donald Trump è intervenuto sugli attacchi condotti dall’Ucraina contro le infrastrutture energetiche russe.
Il presidente americano ha detto di aver chiesto direttamente a Zelensky di interrompere i raid contro le raffinerie, sostenendo che le operazioni ucraine stiano contribuendo alla scarsità di diesel e all’aumento dei prezzi.
«Zelensky deve smettere di colpire le raffinerie di carburante in Russia», ha dichiarato Trump, aggiungendo che Kiev avrebbe a disposizione «molti altri obiettivi».
Gli attacchi ucraini contro raffinerie e depositi russi sono aumentati negli ultimi mesi e hanno provocato interruzioni della produzione e delle esportazioni di carburante. Kiev considera queste infrastrutture parte del sistema economico che sostiene lo sforzo bellico russo.
La richiesta americana arriva quindi mentre sul terreno resta alta la tensione lungo il confine polacco e Mosca continua a colpire le infrastrutture ferroviarie utilizzate per i collegamenti con l’Europa.
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