La stablecoin dei Trump verso una banca federale: il via libera che riapre il conflitto d’interessi

L’autorità bancaria statunitense concede l’approvazione preliminare a World Liberty Trust. La società potrà emettere direttamente USD1 e custodire asset digitali, ma non raccogliere depositi né concedere prestiti. I legami con il presidente dividono Washington.

Il progetto crypto della famiglia Trump compie il passo più importante verso il sistema bancario americano. World Liberty ha ottenuto il primo via libera per aprire una banca fiduciaria nazionale e assumere il controllo diretto della stablecoin USD1. L’autorizzazione non è ancora definitiva, ma porta dentro una struttura vigilata a livello federale un’attività dalla quale la famiglia del presidente ha già ricavato entrate considerevoli.

La stablecoin dei Trump verso una banca federale: il via libera che riapre il conflitto d’interessi
La società crypto della famiglia Trump ha ottenuto il primo via libera per aprire una banca federale e gestire direttamente la stablecoin USD1.

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Il primo via libera alla banca di World Liberty

L’Office of the Comptroller of the Currency, l’autorità del Tesoro statunitense che vigila sulle banche nazionali, ha concesso un’approvazione preliminare condizionata alla nascita della World Liberty Trust Company.

Non è ancora una licenza definitiva. Prima di iniziare l’attività, la società dovrà soddisfare una serie di requisiti organizzativi e patrimoniali, superare un esame preventivo e ottenere l’autorizzazione finale. L’OCC potrà modificare, sospendere o revocare il provvedimento se dovessero emergere nuovi elementi.

World Liberty dovrà disporre di almeno 20 milioni di dollari di capitale e dotarsi di una struttura interna di controllo e revisione.

Che cosa potrà fare la “criptobanca”

La nuova società non sarà una banca tradizionale: non potrà raccogliere i risparmi dei cittadini né concedere mutui e prestiti.

La licenza fiduciaria nazionale le consentirà però di emettere e riscattare la stablecoin USD1, amministrarne le riserve e custodire asset digitali per clienti istituzionali in tutti gli Stati Uniti.

La stablecoin è progettata per mantenere un valore pari a un dollaro. Finora l’emissione e la custodia delle attività poste a garanzia sono state affidate a BitGo. Con l’autorizzazione definitiva, World Liberty potrà riportare l’intero meccanismo sotto il proprio controllo: creazione della moneta digitale, gestione delle riserve e custodia degli asset.

La licenza non riguarda invece il token speculativo WLFI, che la banca non potrà emettere, custodire o negoziare.

Un affare da quattro miliardi di dollari

USD1 è stata lanciata nel marzo 2025 e ha raggiunto in pochi mesi una capitalizzazione di circa 4 miliardi di dollari, diventando una delle maggiori stablecoin mondiali.

La società è stata fondata dalla famiglia Trump insieme a esponenti della famiglia Witkoff. Zach Witkoff, figlio dell’inviato presidenziale Steve Witkoff, guida World Liberty Financial ed è indicato come presidente della futura banca.

Una stima elaborata da Reuters attribuisce alla famiglia Trump circa 50 milioni di dollari di ricavi derivanti da USD1 fino alla fine di giugno. Nel complesso, le diverse attività di World Liberty avrebbero generato per il presidente e la sua famiglia oltre 1,6 miliardi di dollari entro aprile.

Il presidente nomina il controllore

È questo intreccio a rendere la decisione politicamente esplosiva. L’autorità che ha esaminato la richiesta fa capo a un dirigente nominato da Trump, mentre la società beneficiaria è collegata alla sua famiglia e ad alcuni dei suoi collaboratori più vicini.

Diversi senatori democratici avevano chiesto di sospendere l’istruttoria, sollevando dubbi sul conflitto d’interessi e sulla presenza di investitori stranieri nella società madre. Particolare attenzione è stata dedicata a un investimento da 500 milioni di dollari riconducibile, secondo precedenti ricostruzioni giornalistiche, a interessi degli Emirati Arabi Uniti.

L’OCC ha risposto che la richiesta è stata valutata dal personale di carriera secondo le procedure ordinarie. Alcuni investitori, compreso Eric Trump attraverso una società collegata alla famiglia, hanno inoltre sottoscritto impegni formali a non esercitare il controllo sulla futura banca.

La criptovaluta che voleva superare le banche ora ne diventa una

La decisione segna un passaggio importante per l’intero settore. Le stablecoin non sono più soltanto strumenti scambiati sulle piattaforme crypto: stanno entrando nella struttura regolamentata dei pagamenti e della custodia finanziaria.

Ma nel caso di World Liberty la questione va oltre la tecnologia. Il presidente promuove politiche favorevoli alle criptovalute, nomina i vertici delle autorità di controllo e, contemporaneamente, la sua famiglia mantiene interessi economici in una delle aziende che beneficiano di quelle decisioni.

La promessa originaria delle criptovalute era eliminare gli intermediari. World Liberty ha scelto una strada diversa: diventare essa stessa l’intermediario, possibilmente con una licenza federale.

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FOTO: frame video da LiveNOW from FOX/YouTube



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