Taxi a Termini, Onorato contro i furbetti
Passeggeri in attesa davanti alla stazione Termini in un frame del video diffuso da Alessandro Onorato.

ROMA

Taxi a Termini, Onorato contro i furbetti

L’assessore affronta gli autisti che evitano la fila per scegliere le corse più redditizie. Patanè: con cinquanta addetti i controlli non bastano.

Un blitz davanti alla stazione Termini riporta al centro il problema dei taxi che si sottraggono alla fila regolare per intercettare direttamente i turisti. Alessandro Onorato affronta alcuni conducenti e denuncia un sistema che penalizza utenti e tassisti corretti.

Dietro il video diventato virale emerge una difficoltà strutturale della Capitale: garantire controlli continui nei principali nodi di arrivo senza lasciare spazio a chi seleziona le corse più redditizie.

La fila dei passeggeri si allunga davanti alla stazione Termini, mentre poco distante alcuni taxi restano fuori dal normale meccanismo di presa in carico dei clienti. È la situazione documentata dall’assessore capitolino ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda Alessandro Onorato, che ha raggiunto personalmente il piazzale della stazione e pubblicato sui social il video del confronto con alcuni conducenti.

Secondo quanto denunciato dall’assessore, il meccanismo consiste nel cosiddetto “battersi le corse”: invece di rispettare la fila insieme agli altri taxi, alcuni autisti attenderebbero in posizione irregolare per individuare direttamente i passeggeri, in particolare turisti, ai quali proporre le corse considerate più convenienti. Onorato sostiene inoltre che in questi casi possano essere richieste tariffe superiori a quelle previste, senza il regolare utilizzo del tassametro.

Nel filmato il confronto diventa rapidamente acceso. L’assessore invita più volte i conducenti a caricare le persone in attesa oppure a liberare l’area, sottolineando la presenza di una fila lunga centinaia di metri. Il linguaggio utilizzato è particolarmente duro, tanto che lo stesso Onorato si scusa successivamente per i toni, senza però arretrare sul merito della denuncia. Nei suoi messaggi sui social parla di un comportamento che danneggia l’intera categoria, truffa gli utenti e compromette l’immagine di Roma agli occhi dei visitatori.

Onorato riferisce inoltre di avere già presentato esposti alla Procura della Repubblica e annuncia che continuerà a intervenire sul fenomeno. Il punto, nella sua ricostruzione, non riguarda quindi un conflitto con la categoria dei tassisti nel suo complesso, ma il comportamento di chi aggira le regole approfittando della grande domanda che si concentra soprattutto nei principali nodi ferroviari e aeroportuali.

Patanè: servirebbero cento addetti ai controlli

Il video ha riaperto anche il problema delle risorse disponibili per vigilare sul trasporto pubblico non di linea. L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha difeso l’intervento di Onorato contro i conducenti coinvolti, ma ha escluso che l’episodio possa essere utilizzato per accusare di inerzia la polizia locale o la squadra vetture, ricordando che gli addetti devono operare su un territorio molto più ampio della sola stazione Termini.

La squadra conta attualmente circa 50 unità, impegnate non soltanto sui taxi ma anche su Ncc, autobus turistici e altri servizi di trasporto non di linea, con competenze che comprendono Roma, Fiumicino e Ciampino. Una volta distribuito il personale nei diversi turni, la presenza effettiva nei punti più sensibili della città si riduce quindi a poche unità per volta.

Secondo Patanè, per garantire controlli più continui servirebbe almeno raddoppiare l’organico e arrivare a 100 addetti, così da coprire anche le ore serali e notturne. Roma Capitale avrebbe inoltre chiesto più volte al Ministero dell’Interno un maggiore sostegno delle forze dell’ordine, soprattutto nei luoghi dove l’afflusso di passeggeri può diventare improvvisamente molto elevato.

Termini rappresenta uno dei casi più evidenti. Quando più treni arrivano a breve distanza e centinaia di persone cercano contemporaneamente un taxi, anche pochi conducenti che si sottraggono alla fila possono contribuire ad allungare sensibilmente i tempi di attesa, lasciando gli altri operatori a gestire il flusso ordinario dei passeggeri.

Una questione che va oltre il video

Il filmato di Onorato ha reso visibile un fenomeno che a Termini assume un peso particolare, perché la stazione è uno dei principali punti di accesso alla Capitale e per molti turisti rappresenta il primo contatto con la città. Un servizio irregolare o una tariffa fuori dalle regole non produce quindi soltanto un danno economico al singolo passeggero, ma alimenta un problema di reputazione che Roma conosce da tempo.

La denuncia dell’assessore ha avuto il merito di riportare l’attenzione sul comportamento di chi aggira la fila, ma il nodo indicato da Patanè resta aperto: con cinquanta unità chiamate a coprire una città delle dimensioni di Roma e due aeroporti, il contrasto non può dipendere dalla presenza occasionale di un amministratore davanti alla stazione. Perché il fenomeno venga ridotto davvero, la questione torna inevitabilmente sul terreno dei controlli, degli organici e della capacità di far rispettare le regole in modo continuativo.

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FOTO: Alessandro Onorato / Instagram

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