NUOVO FRONTE

Trump alza lo scontro: attacco ai giornalisti e minacce all’Europa sul Canada

Il presidente annuncia l’esclusione di CNN, MS NOW e Politico dalla Casa Bianca e avverte Bruxelles: se il rapporto con Ottawa sarà considerato ostile, arriveranno nuovi dazi.


Trump apre nello stesso giorno due nuovi fronti: contro i media che considera ostili e contro un’Europa che prova a rafforzare i rapporti con il Canada senza chiedere il permesso a Washington.

Trump alza lo scontro: attacco ai giornalisti e minacce all’Europa sul Canada

Nel giro di poche ore Donald Trump apre due nuovi fronti, uno interno contro l’informazione e uno internazionale contro l’Europa. Nel mirino finiscono tre testate accusate di diffondere “fake news” e il progetto europeo di rafforzare i rapporti con il Canada.

Donald Trump torna all’attacco della stampa e questa volta prova a trasformare lo scontro in un divieto d’accesso. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato su Truth Social che CNN, MS NOW e Politico non saranno più ammessi alla Casa Bianca, accusandoli di pubblicare “fiction and lies” sull’amministrazione e sugli Stati Uniti. Ha aggiunto che altri media potrebbero seguire, senza però spiegare nel dettaglio come verrà applicato il provvedimento. Nelle ore successive all’annuncio CNN risultava ancora presente con propri giornalisti alla Casa Bianca, segno che almeno nell’immediato la misura non era stata ancora applicata in modo uniforme.

Non è il primo scontro tra Trump e l’informazione durante il suo secondo mandato. La Casa Bianca aveva già escluso Associated Press dal pool presidenziale dopo il rifiuto dell’agenzia di adottare sistematicamente la denominazione “Golfo d’America” al posto di Golfo del Messico. Ora il bersaglio si allarga a tre delle testate che più frequentemente pubblicano contenuti critici sull’amministrazione e la decisione apre inevitabilmente un nuovo terreno di confronto sul Primo emendamento e sull’accesso della stampa alla presidenza.

Quasi nello stesso momento Trump ha spostato lo scontro oltre l’Atlantico. A irritarlo questa volta è stata la proposta avanzata da Ursula von der Leyen di costruire con il Canada una forma di “membership associata” all’Unione europea, una categoria che al momento non esiste nel diritto comunitario e che dovrebbe essere ancora definita nei contenuti e nelle procedure. Ottawa ha già precisato di non puntare a una vera adesione all’Ue, mentre Bruxelles immagina una cooperazione molto più stretta su difesa, energia, materie prime critiche, intelligenza artificiale e sicurezza economica.

La reazione americana è arrivata prima ancora che quel progetto assumesse una forma giuridica. Trump ha definito l’idea “laughable”, ridicola, e ha avvertito che potrebbe considerarla un “atto ostile” verso gli Stati Uniti. In quel caso Washington, ha detto, potrebbe imporre “dazi molto pesanti” all’Europa o interrompere gli scambi in alcuni settori. Canada ed Europa stanno rafforzando i propri rapporti proprio mentre quelli di entrambi con Washington sono diventati più difficili dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca e la nuova stagione dei dazi americani.

Il primo ministro canadese Mark Carney ha trascorso gli ultimi giorni in Europa lavorando a una nuova alleanza strategica con Bruxelles e, dopo il rientro a Ottawa, ha rivendicato la necessità di ridurre la dipendenza economica dagli Stati Uniti. Il progetto allo studio riguarda energia, difesa, minerali critici e nuove tecnologie, con un Canada che cerca mercati e partner alternativi mentre i negoziati commerciali con Washington restano sospesi.

Dall’Europa è arrivata anche una risposta diretta alle minacce americane. Il ministro francese per gli Affari europei Benjamin Haddad ha ricordato che non spetta agli Stati Uniti decidere l’orientamento politico e geopolitico dell’Unione, rivendicando l’autonomia europea nelle scelte sui rapporti con Ottawa. La stessa von der Leyen aveva presentato l’avvicinamento al Canada come una partnership costruita “non contro qualcuno”, ma per rafforzare due democrazie che condividono interessi economici e strategici.

Per Trump, però, la giornata si chiude con due avversari molto diversi trattati attraverso una logica simile. Ai giornali che considera ostili minaccia di togliere l’accesso alla Casa Bianca; all’Europa che costruisce un rapporto autonomo con il Canada minaccia di togliere pezzi di commercio.

CNN, Bruxelles e Ottawa non hanno naturalmente nulla in comune. A unirli, oggi, è soltanto il fatto di aver fatto qualcosa che Donald Trump non considera conveniente agli Stati Uniti — o alla propria presidenza.

E stavolta non c’è neppure bisogno di cercare una metafora: nel giro di poche ore il presidente americano ha messo sul tavolo porte chiuse per i giornalisti e dazi per gli alleati.

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FOTO: PBS NewsHour / YouTube

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