USA | VERSO LE MIDTERM

Trump nel mirino: i Democratici preparano le indagini

Se conquisteranno la maggioranza, potranno ottenere documenti e testimonianze. Tra i nomi emersi Apple, Alphabet, Palantir, BlackRock e società legate a Elon Musk. L’impeachment resta sullo sfondo.

I Democratici si preparano all’eventualità di riconquistare la Camera alle elezioni di novembre. Il piano non parte dall’impeachment: prima vogliono accendere i riflettori su aziende, contratti, finanziatori e interessi economici che ruotano intorno al presidente.

Trump nel mirino: i Democratici preparano le indagini
Non l’impeachment subito: se conquisteranno la Camera, i Democratici vogliono prima seguire la pista dei soldi e degli affari intorno a Trump.

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Il prossimo fronte politico contro Donald Trump potrebbe aprirsi non con un voto di impeachment, ma con una montagna di documenti. I Democratici della Camera stanno preparando in anticipo una strategia di indagini da mettere in campo se le elezioni di midterm di novembre restituiranno loro la maggioranza.

Secondo quanto ricostruito da Reuters sulla base delle informazioni di quattro persone a conoscenza delle discussioni, dirigenti democratici e membri dello staff delle commissioni stanno già lavorando sulle possibili linee d’inchiesta. L’obiettivo sarebbe utilizzare i poteri di controllo del Congresso per ricostruire rapporti finanziari, contratti e interessi che collegano grandi imprese, finanziatori e soggetti privati all’amministrazione Trump.

L’impeachment, almeno nella fase iniziale, non sarebbe la priorità.

Prima i documenti, poi l’impeachment

La strategia nasce anche dall’esperienza del primo mandato di Trump. I Democratici vogliono evitare che un nuovo procedimento di impeachment diventi immediatamente il centro dello scontro politico senza aver costruito prima una base investigativa abbastanza solida.

Il cambio di maggioranza alla Camera farebbe una differenza sostanziale. Oggi i Democratici possono chiedere informazioni e inviare lettere alle aziende, ma non hanno la forza della maggioranza per imporne la consegna. Se riconquistassero la Camera potrebbero invece convocare audizioni, ordinare la produzione di documenti e testimonianze e utilizzare pienamente i poteri d’indagine delle commissioni.

Parte del lavoro preparatorio sarebbe già cominciato proprio attraverso richieste di informazioni rivolte ad aziende, appaltatori e altre organizzazioni. Carte che oggi possono essere negate potrebbero diventare domani oggetto di richieste formali del Congresso.

Aziende, contratti e affari della famiglia Trump

Il perimetro allo studio è molto ampio. Nelle discussioni sarebbero comparsi nomi come Apple, Alphabet, Palantir, Blackstone, BlackRock e società riconducibili a Elon Musk, comprese quelle che hanno rapporti contrattuali o regolatori con l’amministrazione.

Non esiste tuttavia una lista definitiva e la presenza di queste società nelle valutazioni dei Democratici non implica accuse di illeciti nei loro confronti.

L’attenzione riguarderebbe anche contratti del Dipartimento per la Sicurezza interna, donatori aziendali, il finanziamento della nuova sala da ballo voluta da Trump alla Casa Bianca e possibili intrecci tra interessi privati e decisioni dell’amministrazione.

Un altro capitolo porta direttamente agli affari della famiglia presidenziale. Tra le realtà che potrebbero finire sotto esame c’è 1789 Capital, società di venture capital della quale Donald Trump Jr. è partner, oltre agli investimenti effettuati da fondi sovrani stranieri in attività riconducibili alla famiglia Trump.

Il terreno è già politicamente incandescente. Nei giorni scorsi il democratico Robert Garcia, leader della minoranza nella commissione Oversight della Camera, insieme ad alcuni senatori ha chiesto all’ispettore generale del Pentagono di esaminare 3,2 miliardi di dollari di assegnazioni governative a società con legami con i figli del presidente. Si tratta di contestazioni politiche dei Democratici sulle quali non è stata accertata alcuna responsabilità.

La Casa Bianca si prepara allo scontro

Il piano presuppone anche una possibile battaglia istituzionale. I Democratici ritengono che ottenere informazioni direttamente dalla Casa Bianca possa risultare più difficile e per questo guardano alle aziende, ai contraenti e agli intermediari finanziari come possibili fonti documentali.

L’amministrazione Trump, interpellata da Reuters, ha assicurato di essere pronta a rispondere alle richieste di controllo del Congresso indipendentemente da chi guiderà Camera e Senato.

L’impeachment, dunque, non scompare. Resta una possibilità qualora dalle future indagini emergessero elementi ritenuti sufficientemente gravi. Ma il progetto che prende forma a Washington segue l’ordine inverso: prima carte, testimonianze e flussi finanziari; soltanto dopo, eventualmente, la battaglia per rimuovere il presidente.

Tutto dipende da novembre. I Repubblicani conservano attualmente una maggioranza risicata alla Camera. Se il voto la rovescerà, per Trump cambierà non soltanto l’equilibrio politico del Congresso: cambierà soprattutto chi avrà in mano il potere di indagare.

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FOTO: Frame da BBC/YouTube

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