Kaliningrad, Mosca fissa la linea rossa nucleare con la NATO.
Il segretario generale della NATO Mark Rutte con il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius a Bruxelles, il 29 settembre 2026, alla vigilia dell’avvertimento russo su Kaliningrad.

TENSIONE NEL BALTICO

Kaliningrad, Mosca fissa la linea rossa nucleare con la NATO.

La Russia avverte che potrebbe ricorrere anche all’arma atomica se l’Alleanza tentasse di isolare la regione. Rutte respinge le minacce e ribadisce: «Siamo un’alleanza difensiva».

Mosca indica per la prima volta uno scenario preciso nel quale il confronto su Kaliningrad potrebbe cambiare natura. La NATO esclude un rischio nucleare imminente, ma nel Baltico la distanza tra deterrenza e incidente si restringe.

Kaliningrad non è più soltanto uno dei punti sensibili del fianco orientale: Mosca ha messo per iscritto la soglia oltre la quale sostiene di poter ricorrere anche all’arsenale nucleare.

La Russia ha alzato il livello della tensione nel Baltico con una nota diplomatica inviata alla NATO, nella quale avverte di essere pronta a utilizzare «l’intero arsenale di forze e capacità a sua disposizione, comprese le armi nucleari» qualora i Paesi dell’Alleanza tentassero di isolare Kaliningrad dal resto della Federazione Russa. Il documento parla anche della possibilità di colpire fin dall’inizio di un eventuale conflitto i centri decisionali degli Stati membri e accusa la NATO di seguire una linea «pericolosa e irresponsabile» capace di aumentare il rischio di uno scontro armato diretto.

Kaliningrad, regione russa sul Baltico stretta tra Polonia e Lituania, torna al centro dello scontro tra Mosca e l’Occidente. L’area è fortemente militarizzata e la Russia guarda con crescente allarme alle esercitazioni, alle missioni di intelligence e alle attività navali della NATO nella zona, mentre negli ultimi giorni alcune ambasciate russe in Europa hanno accusato apertamente l’Alleanza di preparare scenari che coinvolgerebbero proprio l’enclave. Il Cremlino ha liquidato quelle dichiarazioni come semplici richiami rivolti ai «teste calde in Europa», ma il clima intorno al Baltico si è progressivamente irrigidito con il rafforzamento della presenza militare occidentale sul fianco orientale.

Mosca indica uno scenario preciso

Nella nota trasmessa da Mosca, la Russia non si limita a evocare genericamente il proprio arsenale atomico o possibili conseguenze estreme in caso di attacco al territorio russo, ma indica nell’isolamento di Kaliningrad uno scenario che potrebbe giustificare anche il ricorso alle armi nucleari. Secondo un alto funzionario europeo della difesa, è la prima volta dalla Guerra fredda che una minaccia di questo tipo viene rivolta all’Europa in termini così espliciti, segnando un ulteriore innalzamento del confronto tra Russia e Alleanza Atlantica.

La risposta della NATO è stata altrettanto esplicita. Il segretario generale Mark Rutte nel ribadire: «Siamo un’alleanza difensiva», ha invitato Mosca a interrompere le minacce nucleari e ha respinto le accuse, in quanto le esercitazioni e le attività svolte dalla NATO non rappresentano alcun pericolo per il territorio della Federazione. Rutte ha comunque escluso che esista oggi un rischio concreto di impiego di armi nucleari contro i Paesi baltici, osservando che Vladimir Putin sa di non poter vincere uno scontro diretto con l’Alleanza. Ha poi aggiunto che la valutazione della minaccia russa non è cambiata rispetto ai mesi precedenti e che un eventuale attacco contro un Paese NATO sarebbe preceduto da segnali militari visibili, ribadendo anche l’impegno degli Stati Uniti nella difesa dell’Europa con mezzi convenzionali e nucleari.

La rassicurazione non elimina però il problema politico e militare aperto dalla nota russa, perché il Baltico è diventato negli ultimi anni uno degli spazi nei quali forze russe e occidentali operano più vicine tra loro. La guerra in Ucraina ha esteso il confronto tra Russia e Occidente ben oltre il fronte, dalle nuove sanzioni alle intercettazioni di navi russe fino alla crescente attività militare nel Baltico, dove esercitazioni e voli di intelligence si sono moltiplicati anche nei pressi di Kaliningrad. Nello stesso clima, diversi governi europei accusano Mosca di condurre sul continente una guerra ibrida attraverso sabotaggi e incendi, ricostruzioni che il Cremlino respinge.

Il rischio è leggere la stessa mossa in due modi diversi

Nel Baltico il pericolo più immediato non coincide necessariamente con la decisione deliberata di Russia o NATO di aprire un conflitto, ma con la possibilità che le due parti attribuiscano significati diversi alla stessa azione. Nikolai Sokov, analista nucleare ed ex diplomatico russo, ha spiegato che il Cremlino potrebbe considerare un eventuale blocco del Baltico o un isolamento di Kaliningrad come un vero atto di guerra, mentre in alcune capitali europee misure di questo tipo potrebbero essere valutate come iniziative ancora al di sotto della soglia dello scontro armato. Una differenza di percezione che, in una regione già attraversata da esercitazioni, attività di intelligence e crescente presenza militare, aumenta il rischio che una crisi sfugga rapidamente al controllo.

Il confronto su Kaliningrad arriva inoltre in una fase nella quale la guerra in Ucraina continua a condizionare ogni relazione tra Russia ed Europa e la NATO mantiene il sostegno militare a Kiev, nonostante le ripetute minacce di Mosca. Un diplomatico dell’Alleanza ha definito la lettera russa un nuovo tentativo di intimidire i governi europei, sostenendo che non modificherà l’appoggio all’Ucraina, ma proprio questa determinazione reciproca restringe gli spazi nei quali una provocazione, un’esercitazione o una misura di interdizione possono essere interpretate senza ambiguità.

Il rischio comincia quando entrambe sono convinte che sarà l’altra a fermarsi.

Kaliningrad diventa così molto più di un’enclave russa stretta tra Paesi NATO: è il luogo nel quale Mosca sta cercando di fissare una linea che considera parte della propria sicurezza territoriale e che l’Occidente non riconosce come limite alle proprie attività nel Baltico. La nota diplomatica non significa che una guerra nucleare sia imminente, come lo stesso Rutte ha escluso, ma segnala che la Russia vuole rendere noto in anticipo quale scenario potrebbe considerare sufficiente per cambiare la natura dello scontro. In una regione nella quale esercitazioni, navi, intelligence e deterrenza convivono ormai a distanza ravvicinata, sapere dove ciascuna parte colloca la propria soglia diventa essenziale proprio per evitare di superarla.

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FOTO: NATO

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