LEGA IN FERMENTO

Lega, Romeo scuote il partito: «Ci siamo imborghesiti, torniamo allo spirito di Bossi»

Il capogruppo al Senato ammette lo scollamento tra vertici e militanti e rilancia la questione settentrionale. Ma nega una sfida a Salvini: «Mi interessa rilanciare il movimento».

Non una candidatura contro Matteo Salvini, almeno nelle intenzioni dichiarate. Ma Massimiliano Romeo mette nero su bianco una diagnosi pesante sulla Lega: distanza dalla base, identità territoriali indebolite e un Nord che chiede di tornare al centro dell’agenda.

Lega, Romeo scuote il partito: «Ci siamo imborghesiti, torniamo allo spirito di Bossi»
La Lega si è «imborghesita», la base si è allontanata e il Nord torna a chiedere spazio: Massimiliano Romeo apre il dossier che il partito non può più ignorare.

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Non dice di voler sfidare Matteo Salvini. Anzi, lo esclude. Ma il quadro che Massimiliano Romeo traccia della Lega assomiglia molto a una richiesta di cambio di rotta: il partito si è «imborghesito», una parte della base si è allontanata e i temi che avevano costruito l’identità originaria del Carroccio devono tornare al centro.

Il capogruppo al Senato e segretario della Lega lombarda affida questa analisi al libro Fare la Lega, agenda per il rinnovamento, ma ne chiarisce il senso anche in un’intervista ad Adnkronos. La parola che ricorre è proprio rinnovamento. Non per rinnegare la trasformazione nazionale del partito, sostiene Romeo, ma per recuperare quella struttura territoriale che considera ancora la sua forza.

«Uno scollamento con la base c’è stato»

Il passaggio politicamente più pesante arriva quando Romeo riconosce apertamente una distanza crescente tra classe dirigente e militanti.

La Lega, scrive, si è «imborghesita». E alla domanda se questo abbia prodotto uno scollamento con la base non aggira il problema: ammette che «un po’ di scollamento tra classe dirigente e base c’è stato».

È una frase che pesa più delle dichiarazioni sulle leadership.

Perché sposta il problema dal destino personale di Salvini alla capacità del partito di parlare ancora allo stesso elettorato e allo stesso mondo militante che ne hanno accompagnato la crescita.

Romeo insiste sulla necessità di tornare vicino «al popolo», recuperando quello che considera uno degli insegnamenti fondamentali di Umberto Bossi: ascoltare i territori, comprenderne le richieste e trasformarle in rappresentanza politica.

Torna la questione settentrionale

Dentro questa ricerca di identità riemerge anche un’espressione che sembrava quasi scomparsa dal vocabolario della Lega nazionale: questione settentrionale.

Romeo sostiene che il problema esista ancora e sia diventato persino più attuale. Il Nord produttivo, osserva, ha perso capacità di spesa e rischia di perdere terreno rispetto alle altre grandi aree economiche europee.

La sua tesi non contrappone formalmente Nord e Sud. Romeo ribadisce la necessità della coesione nazionale e dello sviluppo del Mezzogiorno, ma avverte che indebolire la parte produttivamente più forte del Paese significa creare un problema per l’intera economia italiana.

È qui che il ritorno alle identità territoriali assume un significato politico più ampio. Non il ritorno alla vecchia Lega Nord, assicura, ma una Lega nazionale che recuperi la capacità di rappresentare con maggiore forza le proprie radici.

Il ritorno a Bossi senza tornare alla vecchia Lega

Il riferimento a Umberto Bossi non è nostalgico soltanto sul piano simbolico.

Romeo richiama soprattutto il metodo del fondatore: presenza sul territorio, rapporto continuo con i militanti e capacità di intercettare malesseri che la politica nazionale tende a vedere troppo tardi.

È proprio su questo terreno che il libro diventa qualcosa di più di una riflessione personale. La richiesta di rinnovamento nasce, secondo Romeo, da una domanda che già esiste dentro il partito.

La Lega può restare nazionale, ma deve rafforzare nuovamente le identità territoriali. Può governare a Roma, ma senza perdere il rapporto con chi l’ha costruita nei territori. Può cambiare linguaggio, ma senza trasformarsi in un partito indistinguibile dagli altri.

E Salvini?

È inevitabile che un’analisi del genere venga letta anche in rapporto alla leadership.

Romeo però respinge questa interpretazione. Alla domanda se il suo libro possa essere considerato l’inizio di una sfida a Matteo Salvini risponde che non sono le sfide personali a interessarlo: l’obiettivo dichiarato è rilanciare il movimento.

Ed è proprio questa distinzione a rendere il suo intervento politicamente interessante.

Non propone apertamente un nuovo segretario. Propone una Lega diversa.

Il problema per Salvini è che, quando un dirigente di primo piano sente il bisogno di spiegare pubblicamente che il partito si è allontanato dalla propria base e deve recuperare lo spirito delle origini, la discussione non riguarda più soltanto un libro.

Riguarda quale Lega arriverà al prossimo appuntamento politico.

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FOTO: Frame video © Lo Speciale Giornale/Youtube

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Rossano Matarazzo

Project Manager Rotonotizie - Editore Worldcoast -

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