CASO AMARA

Loggia Ungheria, definitiva la condanna a Davigo

La Cassazione rigetta il ricorso della difesa: un anno e tre mesi, pena sospesa, per rivelazione del segreto d’ufficio nella vicenda dei verbali di Piero Amara

Diventa definitiva la condanna a un anno e tre mesi, con pena sospesa, per Piercamillo Davigo, ex consigliere del Csm e magistrato del pool di Mani Pulite, nel procedimento nato dalla diffusione dei verbali resi dall’avvocato Piero Amara sulla presunta “Loggia Ungheria”.

Loggia Ungheria, definitiva la condanna a Davigo

Il verdetto chiude un percorso giudiziario durato oltre tre anni e passato attraverso due giudizi d’appello e un precedente intervento della Cassazione.

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa contro la sentenza pronunciata nell’ottobre 2025 dalla Corte d’Appello di Brescia nel giudizio bis. Davigo era accusato di rivelazione del segreto d’ufficio per la circolazione delle dichiarazioni rese da Amara, contenute in verbali all’epoca coperti da segreto.

Il nuovo giudizio d’appello era stato disposto dopo la decisione della Cassazione del dicembre 2024, che aveva annullato con rinvio la parte della precedente sentenza relativa alla rivelazione dei verbali a terzi. Nella stessa pronuncia era invece già divenuto irrevocabile l’accertamento della responsabilità relativo alla condotta contestata in concorso.

La Corte non ha accolto neppure la richiesta della procura generale, che aveva sollecitato l’annullamento senza rinvio per alcune delle rivelazioni contestate, mantenendo invece quella relativa all’ex senatore Nicola Morra. Con la decisione della seconda sezione penale si conclude quindi il procedimento con la conferma della pena stabilita nei precedenti gradi di giudizio.

La difesa continua a contestare la ricostruzione alla base della condanna. L’avvocato Davide Steccanella, che assiste Davigo insieme a Marcello Maddalena, ha dichiarato di prendere atto della decisione della Suprema Corte, ribadendo però la convinzione che l’ex magistrato avesse agito ritenendo di adempiere a un proprio dovere.

Nel procedimento si è costituito parte civile Sebastiano Ardita, all’epoca dei fatti componente del Consiglio superiore della magistratura. Il suo legale Fabio Repici ha accolto la sentenza come la conclusione definitiva della vicenda giudiziaria, sostenendo che le condotte contestate abbiano danneggiato il suo assistito.

La vicenda risale al 2020, quando il pm milanese Paolo Storari consegnò a Davigo i verbali secretati di Piero Amara, nei quali l’ex avvocato esterno dell’Eni aveva riferito dell’esistenza di una presunta associazione denominata “Loggia Ungheria”. Storari, processato separatamente, è stato successivamente assolto in via definitiva, mentre la posizione di Davigo ha seguito un diverso percorso processuale fino alla pronuncia definitiva della Cassazione.

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FOTO: Fermo immagine intervista Altro / YouTube

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