Scuola, come risparmiare davvero sul rientro
Libri usati esposti su un banco: una delle alternative per ridurre la spesa scolastica.

TAGLIARE IL CONTO

Scuola, come risparmiare davvero sul rientro

Libri usati, acquisti scaglionati, confronto dei prezzi e contributi pubblici: alcune spese possono essere ridotte prima ancora dell’inizio delle lezioni

Con il costo del rientro che può arrivare a 1.300 euro per studente, comprare tutto e subito è spesso la scelta più costosa. Una parte della spesa può essere tagliata controllando cosa serve davvero, cercando i libri usati e verificando gli aiuti disponibili nel proprio Comune.

Prima di riempire il carrello conviene controllare ISBN, vecchio materiale e bandi comunali: sul conto di settembre ci sono margini di risparmio che molte famiglie rischiano di perdere.

La prima regola è non comprare tutto adesso

Quando arriva la lista scolastica la tentazione è chiudere la pratica in un pomeriggio: zaino, quaderni, penne, compasso, dizionari, materiale da disegno e tutto ciò che potrebbe servire nei mesi successivi. È anche uno dei modi più semplici per spendere più del necessario.

Secondo il Codacons, modificando alcune abitudini di acquisto la spesa scolastica può essere ridotta anche del 40%. Una delle indicazioni è rinviare ciò che non serve immediatamente: quaderni e penne possono essere acquistati durante l’anno, mentre per strumenti più specifici, dai dizionari al compasso, conviene aspettare le indicazioni degli insegnanti. In questo modo si evita di comprare materiale che poi resterà inutilizzato.

Prima ancora di uscire di casa vale la pena aprire cassetti e zaini dell’anno precedente. Righelli, calcolatrici, astucci, matite, quaderni ancora intatti e strumenti da disegno spesso possono affrontare tranquillamente un altro anno scolastico.

Libri usati, ma controllando l’ISBN

Sui libri di testo il margine di manovra è minore, perché titoli ed edizioni vengono stabiliti dalla scuola. Il mercato dell’usato resta però una delle strade più concrete per alleggerire il conto alle medie e alle superiori: librerie specializzate, mercatini e scambi tra studenti e famiglie possono permettere di evitare l’acquisto a prezzo pieno.

C’è una verifica da fare prima di pagare: codice ISBN ed edizione devono coincidere esattamente con quelli indicati nella lista della scuola. Una versione precedente acquistata a buon prezzo può trasformarsi in denaro buttato se il docente utilizza esercizi, pagine o contenuti presenti soltanto nell’edizione nuova.

La stessa cautela vale quando un libro viene acquistato direttamente da un altro studente: prima il codice, poi il prezzo.

Supermercato, cartoleria e online: confrontare prima di scegliere

Sul corredo scolastico le differenze di prezzo possono essere molto più ampie. Le stime raccolte dal Codacons indicano che nei supermercati il risparmio può arrivare, in alcuni casi, al 30% rispetto alla cartolibreria, soprattutto sui prodotti utilizzati come offerte promozionali per attirare clienti. Non significa che ogni articolo sia automaticamente più conveniente: il vantaggio nasce dal confronto e soprattutto dal rispetto di una lista precisa, evitando che il prodotto scontato diventi il pretesto per riempire il carrello di altro.

Il confronto diventa ancora più importante per zaini, diari e astucci. Nel conto del rientro scolastico sono proprio gli articoli firmati o legati alle mode del momento a creare le differenze più forti: uno zaino può superare i 200 euro e un astuccio attrezzato arrivare a 60, mentre prodotti con la stessa funzione possono costare molto meno.

Prima dei negozi bisogna controllare il Comune

Una parte del risparmio non passa dagli scaffali ma dai contributi pubblici, e questo è probabilmente il controllo da fare per primo.

La legge di Bilancio 2026 ha istituito un fondo nazionale da 20 milioni di euro l’anno destinato, attraverso i Comuni, alle famiglie con ISEE non superiore a 30.000 euro per l’acquisto di libri scolastici, anche digitali, destinati agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che non abbiano già ricevuto un altro sostegno per la stessa finalità.

A questo sistema si aggiungono gli interventi regionali e comunali, con requisiti e scadenze che cambiano sul territorio. Nel Lazio, per esempio, la fornitura gratuita o semigratuita riguarda gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado appartenenti a famiglie con ISEE inferiore a 15.493,71 euro. I Comuni raccolgono le richieste attraverso propri bandi; per l’anno scolastico 2026/2027 la Regione ha fissato al 30 settembre il termine entro il quale i Comuni possono inserire le domande sulla piattaforma regionale SICED.

La data importante per le famiglie può però essere precedente, perché ogni Comune stabilisce tempi e modalità del proprio avviso. Cercare sul sito dell’amministrazione locale le parole “libri di testo 2026/2027”, “diritto allo studio” o “buono libri” prima di effettuare gli acquisti può quindi fare una differenza molto più consistente di qualche euro risparmiato sulla cancelleria.

Il risparmio comincia dalla lista, non dalla cassa

Il modo più efficace per alleggerire la spesa è separare ciò che deve essere comprato subito da ciò che può aspettare. I libri possono essere cercati nell’usato dopo aver verificato ISBN ed edizione; il materiale dell’anno precedente può essere recuperato; gli strumenti tecnici possono aspettare le richieste degli insegnanti; zaini e accessori possono essere confrontati senza inseguire necessariamente i prodotti più pubblicizzati.

Prima di tutto, però, conviene verificare l’ISEE e i bandi aperti nel proprio Comune. Un contributo non richiesto entro la scadenza è il risparmio più grande che si rischia di lasciare sul tavolo.

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