Zelensky risponde a Trump e pone una condizione precisa: sull’Ucraina, Kyiv deve essere al tavolo
Volodymyr Zelensky durante la conferenza stampa in Norvegia dopo l’incontro con l’inviato statunitense Steve Witkoff. Rispondendo ai giornalisti, il presidente ucraino ha ribadito il principio: «Niente sull’Ucraina senza l’Ucraina».

UCRAINA

Zelensky risponde a Trump e pone una condizione precisa: sull’Ucraina, Kyiv deve essere al tavolo

Da Oslo il presidente ucraino non si oppone a un incontro tra Trump, Putin e Xi, ma avverte che il futuro del suo Paese non può essere discusso senza Kyiv. Intanto Witkoff parte per Mosca con le proposte emerse nei colloqui con ucraini ed europei.

Zelensky risponde alla pressione di Trump senza sottrarsi al negoziato e rilancia sul formato: se si parla della guerra e del futuro dell’Ucraina, Kyiv deve essere presente. Dopo gli incontri di Oslo, la parola passa ora a Mosca.

Trump, Putin e Xi possono incontrarsi, ma non decidere dell’Ucraina senza l’Ucraina: Zelensky fissa il limite e propone un trilaterale diretto con Washington e Mosca.

Volodymyr Zelensky risponde a Donald Trump e lo fa da Oslo, dopo una giornata di incontri con gli inviati americani e con i partner europei. Il presidente ucraino non contesta la possibilità che Trump, Vladimir Putin e Xi Jinping si incontrino, ma pone una condizione precisa se il confronto dovesse entrare nel merito della guerra: l’Ucraina deve essere al tavolo. «Nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina» resta la linea indicata da Kyiv, che non intende riconoscere a un vertice tra Stati Uniti, Russia e Cina la possibilità di definire il futuro del Paese senza la sua partecipazione.

La presa di posizione arriva dopo l’apertura di Trump all’idea di un incontro con Putin e Xi, proposta che il presidente russo aveva avanzato nei giorni scorsi e che potrebbe concretizzarsi in occasione del vertice Apec in Cina. Trump ha detto di essere disponibile e ha lasciato intendere che l’Ucraina non sarebbe necessariamente al centro dell’agenda, mentre Mosca continua a coltivare un confronto diretto con Washington su una possibile soluzione della guerra.

Kyiv propone un trilaterale con Trump e Putin

Zelensky non si limita però a rivendicare la presenza ucraina. Nei colloqui di Oslo è tornata l’ipotesi di un incontro diretto tra lui, Trump e Putin, un formato che porterebbe al livello dei tre presidenti le questioni rimaste aperte dopo mesi di contatti tra emissari, governi e alleati. Per Kyiv alcune decisioni non possono più essere lasciate soltanto ai negoziatori e richiedono un confronto politico diretto con Mosca, alla presenza degli Stati Uniti.

È questo il punto sul quale si misura adesso la risposta ucraina alla pressione arrivata dalla Casa Bianca. Trump continua a chiedere a Zelensky di arrivare a un accordo e lunedì ha ribadito che Kyiv deve dimostrare di voler chiudere la guerra, mentre descrive la Russia come una potenza militare che continua ad avanzare. Zelensky non replica mettendo in discussione il negoziato, ma propone di portarlo direttamente davanti a Putin e di farlo con Washington presente.

Gli incontri in Norvegia hanno intanto prodotto un passaggio operativo: Steve Witkoff è atteso in Russia con le proposte discusse con Zelensky, il presidente finlandese Alexander Stubb, il premier norvegese Jonas Gahr Støre e i rappresentanti europei, mentre Jared Kushner ha partecipato ai colloqui a distanza. La presidenza ucraina ha riferito che il confronto ha riguardato le decisioni necessarie per arrivare alla fine della guerra, le garanzie di sicurezza e i prossimi passaggi diplomatici.

Adesso la risposta è attesa da Mosca

Il viaggio di Witkoff dirà se esiste uno spazio concreto per trasformare il trilaterale proposto da Kyiv in un negoziato vero. Mosca ha mantenuto finora aperto il canale con Washington, ma non ha accettato un vertice Putin-Zelensky alle condizioni poste dall’Ucraina, mentre il possibile incontro con Trump e Xi offre al Cremlino un formato completamente diverso, costruito intorno al rapporto tra le grandi potenze.

Da Oslo è arrivato anche un segnale di distensione nei rapporti tra Kyiv e Washington. Zelensky ha annunciato che gli Stati Uniti hanno ripreso a fornire all’Ucraina le informazioni di allerta sui lanci missilistici russi dopo l’interruzione denunciata nei giorni precedenti; il presidente ucraino aveva inoltre parlato con il segretario di Stato Marco Rubio delle difese antimissile, dei sistemi di preallarme e dei problemi legati ai servizi satellitari.

Il nodo politico resta però il tavolo del negoziato. Trump ha aperto al vertice con Putin e Xi, Zelensky non lo ostacola, ma chiarisce che nessuna discussione sul futuro dell’Ucraina può trasformarsi in una decisione presa altrove e successivamente consegnata a Kyiv. La sua risposta alla pressione americana è quindi accompagnata da una proposta concreta: se Washington vuole portare il confronto al massimo livello, il presidente ucraino è pronto a sedersi con Trump e Putin. Ora sarà la missione di Witkoff a Mosca a verificare se anche il Cremlino intende farlo.

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foto: C-SPAN/YouTube

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