Aprile alcologico, il focus della FNOPO

La Federazione delle Ostetriche richiama l’attenzione sui rischi dell’alcol in gravidanza e sulla salute femminile in tutte le età.

Aprile alcologico, il focus della FNOPO

 

Aprile è il mese dedicato alla prevenzione alcologica, un appuntamento istituzionale che ogni anno richiama l’attenzione sui rischi legati al consumo di alcol e sulle strategie di tutela della salute pubblica. In questo contesto, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO) propone una riflessione approfondita sui danni dell’alcol in gravidanza e sull’impatto che il consumo può avere sulla salute femminile lungo tutto l’arco della vita.

Il 2026 coincide con i 25 anni della Legge 125/2001, che ha definito le politiche nazionali per la prevenzione dei comportamenti alcol‑correlati, e con la XXV edizione dell’Alcohol Prevention Day dell’Istituto Superiore di Sanità. “Aprile è un’occasione preziosa per parlare in modo strutturato e scientifico alle donne e alle famiglie – sottolinea Silvia Vaccari, presidente FNOPO – non solo per proteggere i bambini prima della nascita, ma anche per tutelare la salute femminile in tutte le sue fasi”.

Sindrome alcolica fetale: dati e rischi

La sindrome alcolica fetale (FAS) rappresenta la forma più grave dei disturbi dello spettro feto‑alcolico (FASD), causati dall’esposizione prenatale all’alcol. Studi internazionali stimano che quasi il 10% delle donne nel mondo consumi alcol durante la gravidanza e che la FAS colpisca circa 14,6 persone ogni 10.000 abitanti, con oltre 119.000 nuovi casi l’anno.

Non esiste una quantità sicura di alcol in gravidanza: l’etanolo attraversa la placenta e interferisce con lo sviluppo del sistema nervoso centrale e degli organi in formazione. Accanto alla FAS, forme intermedie spesso non diagnosticate possono manifestarsi con difficoltà cognitive, disturbi dell’attenzione e problemi dell’apprendimento. “La prevenzione dell’esposizione prenatale all’alcol è totalmente possibile – ribadisce Vaccari – e richiede un messaggio chiaro: zero alcol in gravidanza”.

Alcol e salute femminile: un rischio in ogni età

Il consumo di alcol rappresenta un fattore di rischio anche per la salute delle donne adulte. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica l’alcol come cancerogeno di gruppo 1, associato a un aumento del rischio di diversi tumori, tra cui quello della mammella. In Italia si stimano circa 6.000 casi di tumore al seno ogni anno attribuibili all’abuso di alcol, pari a oltre l’11% delle nuove diagnosi.

Le donne metabolizzano l’alcol in modo diverso dagli uomini: minore massa corporea, minore acqua totale e una ridotta attività dell’alcol‑deidrogenasi comportano una maggiore concentrazione di etanolo nel sangue e un impatto più marcato sul sistema ormonale. “Parlare di prevenzione alcologica significa parlare di salute femminile – aggiunge Vaccari – dalla protezione del feto alla riduzione dei rischi oncologici e metabolici”.

Prevenzione e consapevolezza

Il mese della prevenzione alcologica punta a rafforzare strumenti e strategie di intervento:

  • campagne informative basate su evidenze scientifiche;

  • consulenza e formazione per donne in età fertile e in gravidanza;

  • programmi educativi rivolti ai giovani;

  • messaggi chiari contro i falsi miti sul “consumo moderato sicuro”.

Le autorità sanitarie ricordano che non esiste un livello di consumo privo di rischi quando si parla di tumori o danni prenatali. “La prevenzione dell’alcol è un impegno condiviso – conclude Vaccari – che coinvolge istituzioni, operatori sanitari e comunità. Ogni scelta consapevole contribuisce a ridurre danni evitabili e a costruire una società più sana”.

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