Un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia occidentale, provocando crolli e vittime in alcune delle città più popolose del Paese. L’epicentro è stato localizzato vicino a San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, a circa 107 chilometri di profondità. Il bilancio provvisorio è di 111 morti e 87 feriti, mentre continuano le ricerche delle persone rimaste sotto le macerie.

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Il terremoto più forte del secolo in Colombia
La terra ha iniziato a tremare alle 7:34 di lunedì 10 agosto. Una scossa lunga e violenta ha attraversato la Colombia occidentale, facendo oscillare gli edifici e spingendo migliaia di persone a riversarsi nelle strade. Il movimento è stato avvertito in tutto il Paese, compresa Bogotá, e anche in Ecuador e Panama.
Secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti, il terremoto ha avuto una magnitudo di 7,4 e un ipocentro a circa 107 chilometri di profondità. L’epicentro è stato individuato nei pressi di San José del Palmar, piccolo comune del dipartimento di Chocó. Le prime ricostruzioni parlano di un movimento prolungato, percepito in alcune zone per quasi quattro minuti.
Si tratta del terremoto più potente registrato in Colombia dall’inizio del XXI secolo. Nelle ore successive sono state rilevate almeno 21 repliche, alcune delle quali distintamente avvertite dalla popolazione.
Cali, Pereira, Manizales e Quibdó tra le città più colpite
I danni più gravi si registrano a Cali, Pereira, Manizales e Quibdó, dove numerosi edifici sono crollati o hanno riportato lesioni strutturali. Le squadre di emergenza stanno scavando tra le macerie alla ricerca delle persone ancora intrappolate.
A Cali sono stati segnalati crolli in almeno 19 edifici. Anche l’ospedale universitario ha riportato danni ed è stato necessario trasferire e assistere all’esterno numerosi pazienti. Diverse strutture sanitarie hanno sospeso le attività non urgenti per consentire le verifiche di sicurezza.
A Pereira il sindaco Mauricio Salazar aveva inizialmente confermato almeno 18 vittime e la presenza di persone intrappolate negli edifici crollati. La città e il dipartimento di Risaralda risultano tra le aree maggiormente colpite.
A Manizales il terremoto ha provocato il crollo di una delle torri della cattedrale neogotica, precipitata sulla navata. Danni importanti sono stati segnalati anche a Quibdó e nei centri più piccoli di Chocó, dove le difficoltà nei collegamenti stanno rallentando la valutazione dell’emergenza.
Il bilancio sale a 111 morti e 87 feriti
Il presidente Abelardo de la Espriella ha confermato un bilancio provvisorio di 111 morti e 87 feriti. Il numero delle vittime potrebbe aumentare, perché molte squadre di soccorso stanno ancora cercando di raggiungere le persone rimaste sotto le macerie.
Il terremoto ha danneggiato almeno 1.575 abitazioni, 37 delle quali risultano completamente distrutte. Sono inoltre segnalati 61 edifici crollati e danni a 18 centri sanitari, 52 scuole, 17 centri comunitari e 18 strade.
In diverse città si sono verificate interruzioni nella fornitura di energia elettrica, acqua e gas. Le comunicazioni sono rimaste difficili per ore, ostacolando il contatto con le comunità più vicine all’epicentro.
Sei aeroporti sospendono i voli commerciali
Il terremoto ha interessato anche sette aeroporti colombiani. Sei scali hanno sospeso i voli commerciali per consentire i controlli sulle piste, sui terminal e sulle strutture operative.
Le sospensioni riguardano gli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura. Tecnici e squadre di emergenza stanno verificando l’entità dei danni prima di autorizzare la ripresa delle attività.
I problemi alla rete stradale e agli aeroporti complicano l’arrivo di mezzi, personale sanitario e attrezzature nelle aree maggiormente colpite.
Dichiarato lo stato di emergenza nazionale
Il presidente de la Espriella ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e assunto direttamente il coordinamento della risposta del governo. La misura permette di accelerare lo stanziamento dei fondi e l’invio di uomini e mezzi nelle regioni colpite.
«La prima priorità è soccorrere le persone intrappolate sotto le macerie», ha dichiarato il capo dello Stato, annunciando una visita nelle zone devastate dal terremoto.
Squadre di vigili del fuoco, militari, personale sanitario e volontari stanno lavorando senza sosta. Diversi Paesi e organizzazioni internazionali hanno già offerto assistenza, mentre le autorità invitano la popolazione a non entrare negli edifici danneggiati e a prepararsi a possibili nuove repliche.
Con il passare delle ore, l’attenzione resta concentrata sui crolli di Cali, Pereira e degli altri centri dell’area occidentale. Il bilancio è ancora provvisorio e la reale portata della distruzione potrebbe emergere soltanto quando i soccorritori riusciranno a raggiungere le località più isolate.
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FOTO: Frame dal video del canale NBC news/Youtube
