L’alta pressione mantiene gran parte dell’Italia sopra le medie, con punte vicine ai 40 gradi. Ma il segnale più interessante arriva dal Pacifico: El Niño è già attivo e potrebbe diventare eccezionalmente forte entro l’autunno.

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L’estate non molla la presa sull’Italia. Il promontorio subtropicale continua a sostenere temperature elevate e, almeno fino al weekend, non si intravede una vera svolta capace di cancellare il caldo.
Oggi, Giovedì 6 agosto le massime possono raggiungere i 39 gradi tra Milano e Bologna, 38 a Firenze e 37 a Roma. Più contenuti, ma accompagnati spesso da umidità, i valori lungo le coste e al Sud. Tra venerdì e sabato è possibile qualche grado in meno in alcune zone del Nord, senza però un ritorno generalizzato alla normalità.
Il quadro dell’Aeronautica Militare conferma per la settimana 3-9 agosto temperature diffusamente superiori alle medie, con anomalie più evidenti sulle regioni peninsulari e nelle zone interne della Sardegna.
Caldo, ma non soltanto sole
Alta pressione non significa però stabilità assoluta.
Nella giornata di giovedì la Protezione civile segnala allerta gialla per temporali in alcune aree di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia, Umbria e provincia di Bolzano. Si tratta quindi di fenomeni localizzati inseriti in un quadro nazionale ancora prevalentemente caldo e stabile.
Il contrasto tra temperature molto elevate e infiltrazioni più fresche può inoltre favorire temporali pomeridiani, soprattutto sulle zone interne e montuose.
Per il 10-16 agosto l’Aeronautica intravede un primo parziale indebolimento dell’anomalia di pressione e un maggiore ingresso di correnti occidentali. Non è ancora la fine dell’estate: le temperature rimarrebbero sopra la norma su gran parte del Paese.
Un cambiamento più interessante compare nella tendenza tra il 17 e il 23 agosto, quando il ritorno di correnti più umide occidentali potrebbe aumentare le precipitazioni e produrre una prima parziale “rottura” della stagione. A quella distanza, tuttavia, si tratta ancora di una tendenza e non di una previsione puntuale.
Nel Pacifico intanto El Niño sta accelerando
Ed è qui che il quadro diventa più interessante.
El Niño è già attivo. Nell’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile, la NOAA rileva un’anomalia di circa +1,2 °C nella regione Niño 3.4 del Pacifico equatoriale e segnala che il fenomeno si sta rafforzando.
La probabilità che continui fino all’inizio della primavera 2027 viene stimata al 97%.
Ma il dato che colpisce maggiormente è un altro: secondo il Climate Prediction Center esiste attualmente un’81% di probabilità che tra ottobre e dicembre El Niño raggiunga la categoria “very strong”, molto forte.
Se la previsione si realizzasse, l’evento potrebbe collocarsi tra i più intensi osservati dall’inizio delle serie moderne, che la NOAA fa risalire al 1950.
El Niño è responsabile del caldo in Italia?
No, almeno non nel modo diretto suggerito spesso dai titoli.
Il caldo che interessa l’Italia in questi giorni è legato soprattutto alla configurazione atmosferica sull’Europa e alla presenza del promontorio subtropicale.
El Niño nasce a migliaia di chilometri di distanza, dall’interazione tra oceano e atmosfera nel Pacifico equatoriale. Può modificare la circolazione atmosferica su scala planetaria, ma il collegamento con il tempo europeo è molto più complesso rispetto a quello osservato in altre parti del mondo.
Non possiamo quindi affermare che l’attuale ondata di caldo italiana sia “provocata da El Niño”.
Allora cosa potrebbe cambiare per l’Italia?
È soprattutto nei prossimi mesi che il fenomeno merita di essere seguito.
Le ultime previsioni stagionali di Copernicus vedono condizioni più piovose della media sulle regioni meridionali dell’Europa all’inizio dell’autunno e successivamente su quelle centrali. Allo stesso tempo, temperature nettamente superiori alla media risultano favorite su gran parte del continente.
Anche questo, però, non significa che El Niño abbia già scritto il meteo italiano dell’autunno.
Le teleconnessioni tra Pacifico ed Europa sono indirette e possono essere modificate dall’Atlantico, dalla posizione della corrente a getto e da numerosi altri fattori. Un El Niño molto forte sposta le probabilità, non consegna una previsione già pronta per Roma, Milano o Palermo.
Qui la differenza tra il meteo dei prossimi giorni e il clima dei prossimi mesi.
Il primo ci dice che il caldo continuerà ancora. Il secondo sta mostrando nel Pacifico un segnale molto più grande, destinato probabilmente a rafforzarsi proprio mentre l’estate europea inizierà a perdere terreno.
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FOTO: Fotogramma dal video RAI – 1mattina News / YouTube
