Non è un passo indietro, ma il passaggio necessario per sedersi dall’altra parte del tavolo. Giuseppe Conte lascia la Commissione Covid alla vigilia dell’audizione e trasforma l’appuntamento in una sfida politica: ora, promette, sarà lui a parlare.
L’ex premier si dimette dall’organismo parlamentare per evitare incompatibilità e si prepara all’audizione del 4 agosto. Dopo mesi di scontro, la gestione della pandemia torna al centro della battaglia politica

Puoi trovare i nostri contenuti anche su Google Discover.
Giuseppe Conte si è dimesso dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. La decisione arriva alla vigilia dell’audizione fissata per martedì 4 agosto, quando l’ex presidente del Consiglio sarà ascoltato sulla gestione della fase più drammatica della pandemia.
«Spetterà a me, finalmente, parlare in modo da spazzare via tutto il fango», ha annunciato il leader del Movimento 5 Stelle, invitando a seguire l’intervento in diretta streaming.
LE DIMISSIONI NECESSARIE PER L’AUDIZIONE
Quella di Conte non è una rinuncia politica alla Commissione, ma un passaggio legato alla sua doppia posizione: membro dell’organismo parlamentare e, contemporaneamente, protagonista delle decisioni che la stessa Commissione è chiamata a ricostruire.
Nella lettera inviata al presidente della Camera, Conte spiega di aver lasciato l’incarico per «evitare ogni possibile situazione di incompatibilità». L’ex premier ricorda inoltre di aver già manifestato la propria disponibilità a essere ascoltato nell’ottobre 2024 e nuovamente il 27 giugno e il 6 luglio 2026.
Le dimissioni consentono quindi all’audizione di svolgersi senza la sovrapposizione tra il ruolo di commissario e quello di persona chiamata a riferire sulle scelte compiute durante l’emergenza sanitaria.
CONTE TRASFORMA L’AUDIZIONE IN UNA SFIDA POLITICA
Il passaggio procedurale non attenua però lo scontro. Conte presenta l’appuntamento come l’occasione per rispondere alle accuse rivolte negli ultimi mesi al suo governo e contesta apertamente l’impostazione assunta dalla maggioranza nei lavori della Commissione.
Lo scontro tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia sulla convocazione dell’ex premier prosegue da settimane. Conte aveva chiesto che venisse indicata formalmente una data, accusando la Commissione di alimentare una campagna politica contro la gestione della pandemia.
La frase sul «fango» anticipa dunque il tono dell’intervento. Conte non intende limitarsi a una ricostruzione tecnica dei provvedimenti adottati nel 2020, ma vuole difendere le decisioni del suo governo e rovesciare l’accusa: non una gestione da mettere sotto processo, nella sua lettura, ma un’inchiesta parlamentare trasformata in terreno di propaganda.
IL NODO DELLA GESTIONE DELLA PANDEMIA
Al centro dell’audizione ci saranno inevitabilmente le scelte assunte nelle prime settimane dell’emergenza: la catena delle informazioni, i rapporti con le autorità sanitarie, le restrizioni, la gestione delle zone più colpite e il coordinamento tra governo e Regioni.
Ma la partita va ormai oltre la verifica dei singoli atti. A più di sei anni dall’inizio della pandemia, la Commissione Covid è diventata il luogo nel quale maggioranza e opposizione combattono per imporre due letture opposte di quella stagione.
Per il centrodestra occorre chiarire responsabilità, ritardi ed eventuali errori. Per Conte e il Movimento 5 Stelle, invece, l’inchiesta rischia di selezionare documenti e testimonianze con l’obiettivo di costruire un processo politico contro chi governava durante un’emergenza senza precedenti.
UNA RESA DEI CONTI CHE GUARDA ANCHE AL PRESENTE
L’audizione non riguarda soltanto il passato. Conte arriva davanti alla Commissione come leader di una delle principali forze di opposizione e utilizza il confronto sulla pandemia per rilanciare la propria posizione politica.
Dimettendosi dall’organismo, elimina il principale ostacolo procedurale e obbliga la Commissione a confrontarsi direttamente con la sua versione. Non più attraverso verbali, testimonianze altrui o dichiarazioni a distanza, ma con l’ex presidente del Consiglio seduto davanti ai commissari.
Il punto decisivo sarà capire se l’audizione produrrà nuovi elementi sulla gestione dell’emergenza oppure se si trasformerà nell’ennesimo capitolo di una battaglia politica che, a distanza di anni, continua a dividere il Paese.
RotoNotizie | © riproduzione riservata
Frame dal video del Canale di Giuseppe Conte/Youtube
